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Plant: “Canelo non è imbattibile, è già stato battuto in passato!”

A un mese e mezzo dalla storica riunificazione totale delle cinture mondiali dei pesi supermedi tra Saul “Canelo” Alvarez e Caleb “Sweethands” Plant, i favori del pronostico secondo gli allibratori sono tutti per il fuoriclasse di Guadalajara, tanto che un’eventuale vittoria a sorpresa del suo avversario è pagata attualmente 6,5 volte la posta. Nondimeno Caleb Plant non si cura più di tanto dell’opinione di chi considera questa sfida un clamoroso mismatch e resta fiducioso nelle sue possibilità avendo guardato tutti gli incontri passati di Canelo e avendone tratto la conclusione che il suo rivale non sia affatto “imbattibile”.

“È già stato battuto in passato”, ha detto Plant al PBC Podcast, “In verità è sembrato battibile in molti dei suoi match più importanti. È sembrato battibile contro Lara, è stato portato a scuola da Floyd. Ha perso il suo primo match con Triple G e il secondo è stato davvero equilibrato. Anche il suo match con Sergey Kovalev è stato molto equilibrato”.

Il pugile americano ha quindi dimostrato con le sue parole di sposare le tesi di quanti ponendo la carriera di Alvarez sotto la lente di ingrandimento trovano qualcosa da eccepire al di là dei freddi numeri che recitano 56 vittorie, 1 sola sconfitta e 2 pareggi. Il match con Lara, citato da Plant e vinto da Canelo per Split Decision, fu infatti uno di quelli il cui verdetto provocò molte alzate di sopracciglia tra gli esperti, proprio come il pari emesso dalla giuria dopo la prima sfida tra Alvarez e Golovkin, decisamente generoso nei confronti dell’atleta messicano secondo la stragrande maggioranza degli osservatori qualificati. D’altro canto sono in tanti ad aver ravvisato in Canelo giganteschi miglioramenti negli ultimi tre anni ed è opportuno far notare che la sua sfida con Kovalev, che fu effettivamente equilibrata nel punteggio come evidenziato da Plant, si concluse però con un prodigioso KO.

Il campione IBF ha poi proseguito il discorso facendo riferimento a quanti lo considerano una vittima sacrificale:

“Né Alvarez né chiunque altro, chiunque tra i suoi fan, riuscirà a convincermi che il ragazzo è imbattibile, che questo match è una sorta di Davide contro Golia. Non è questo lo spirito con cui mi approccerò all’incontro”.

Plant ha voluto infine dire la sua sull’ultima vittoria di Alvarez, ottenuta contro il malcapitato Billy Joe Saunders, costretto al ritiro dopo otto riprese con una brutta frattura facciale:

“Penso che Billy Joe stesse avendo molto successo e stesse facendo tante cose buone. Però è stato centrato da un colpo e questo può accadere a chiunque nel pugilato in qualsiasi momento. Questo non significa che Canelo sia imbattibile”.

Che il pugile messicano oltre ai numerosi e innegabili pregi abbia anche dei difetti che in determinate circostanze potrebbero emergere e rendergli la vita difficile è indubbiamente un’opinione rispettabile. Che però a capitalizzare su tali lacune residue possa essere proprio Caleb Plant, il cui curriculum è ad oggi ancora povero di nomi altisonanti e il cui rendimento sul quadrato lascia pensare più a un ottimo pugile che a un campione stratosferico, appare agli occhi di molti alquanto improbabile. Vedremo se quanto avverrà sul quadrato il prossimo 6 novembre sconvolgerà il mondo della boxe o ne cementificherà le certezze.

Ufficializzato Canelo vs Plant: a novembre la riunificazione dei supermedi!

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