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Parker vince il derby con Fa nonostante una performance sottotono

Il derby neozelandese dei pesi massimi tra Joseph Parker (28-2-0, 21 KO) e Junior Fa (19-1-0, 10 KO) disputato presso la Spark Arena di Auckland e trasmesso in diretta su DAZN ha visto imporsi il favorito della vigilia. Parker, che con questa vittoria ha fatto suo il titolo Orientale WBO di categoria, è stato premiato per decisione unanime dai tre giudici con i seguenti cartellini: 119 a 109, 115 a 113 e 117 a 111. Nonostante il successo tuttavia, l’ex campione del mondo non ha impressionato, lasciando più di qualche dubbio sulle sue capacità di tornare in possesso di una cintura iridata dopo la sua performance sottotono.

A lasciare un po’ perplessi, ancor prima del suono del primo gong, è stato l’ingresso sul quadrato di Parker, la cui espressione del volto, sorridente e rilassata all’inverosimile, non sembrava affatto quella di un pugile in procinto di battersi. La carenza di cattiveria agonistica del resto è un difetto che più volte è stato rimproverato all’atleta neozelandese, accusato di non aver mai gettato il cuore oltre l’ostacolo nei match più importanti della sua carriera, vanificando il suo buon potenziale tecnico. Lo stesso Junior Fa ad ogni modo, col suo aspetto da bonaccione e la sua aria placida non dava la sensazione di voler sbranare il rivale, motivo per cui durante le presentazioni di rito si respirava un’atmosfera da sagra paesana.

L’inizio delle ostilità ha spinto finalmente i due pugili ad assumere un contegno più adeguato alle circostanze, ma i fuochi d’artificio promessi alla vigilia sono tardati ad arrivare. Dopo un primo round piuttosto abulico, chiuso da un bel sinistro d’incontro di Fa, Parker ha cercato di prendere l’iniziativa e si è fatto preferire nelle due riprese seguenti, senza tuttavia riuscire a dare continuità alle sue azioni, troppo spesso confusionarie e disorganizzate. Il gancio destro caricato con cui nel terzo round è riuscito a scuotere per un attimo il suo avversario è rimasto dunque uno dei pochissimi fendenti degni di nota dell’intero combattimento.

Nella fase centrale del match i ritmi si sono ulteriormente abbassati. Parker stazionava stabilmente a centro ring esercitando una pressione sterile mentre Fa cercava di toccarlo da lontano per poi azionare il destro quando veniva attaccato, ma nessuno dei due atleti dava la sensazione di poter prendere il sopravvento. Troppo leggeri e poco convinti i colpi di Fa, troppo prevedibili le larghe sventole di Parker, che otteneva parziale successo soltanto quando mirava al corpo e lasciava andare le mani dalla corta distanza. Quando costretto al corpo a corpo infatti, Fa non aveva altre armi se non quella di legare e attendere l’intervento dell’arbitro e soltanto in quei frangenti il favorito della vigilia riusciva a liberare un braccio e piazzare qualche colpo.

L’incontro si è quindi stancamente trascinato verso le riprese finali senza cambi di passo degni di nota. Raramente Parker si esibiva in qualche sfuriata che infiammava il pubblico, ma i suoi fendenti nella maggior parte dei casi andavano a vuoto o colpivano il bersaglio soltanto parzialmente, tanto che il lieve vantaggio acquisito nel punteggio era frutto più della maggiore propensione a cercare lo scambio che all’efficacia vera e propria delle sue sortite offensive. Junior Fa infatti, a eccezione del decimo round in cui si è reso finalmente protagonista di una controffensiva pregevole, ha pensato troppo a lungo a limitare i danni, precludendosi la possibilità di risultare realmente pericoloso a causa del suo approccio ostruzionistico.

I championship round purtroppo non hanno impresso alcuna sterzata ai blandi ritmi del combattimento: l’aggressività caotica e inconcludente di Parker e l’attitudine conservativa di Fa, condizionato anche da una sanguinolenta ferita in prossimità dell’occhio sinistro, si sono mantenute intatte fino alla campana finale, lasciando ai giudici il compito di decretare un vincitore. Benché l’ex campione del mondo abbia senz’altro avuto il merito di provare a creare qualcosa, facendosi preferire in questo senso rispetto al suo timido rivale, chi vi scrive ritiene che due dei tre giudici abbiano espresso un divario troppo ampio visto il sostanziale equilibrio e la scarsità di azione di molte riprese.

Ora verosimilmente Joseph Parker cercherà di ottenere una sfida di più alto profilo per riproporsi ai vertici della categoria e avvicinarsi a una nuova opportunità mondiale. Per sperare di rilanciare davvero la sua carriera dovrà però fare molto più di quanto offerto in questo scialbo match casalingo ampliando il suo repertorio offensivo e riponendo in soffitta quel destro largo e prevedibile che scaglia continuamente con scarsissimi esiti in favore di traiettorie più interne e meno leggibili. Per quanto concerne lo sconfitto, occorre dargli atto di aver reso la vittoria del suo connazionale meno agevole di quanto si pensasse alla vigilia, facendo intravedere tra l’altro qualche sprazzo di bel pugilato, soprattutto nelle fasi combattute dalla lunga distanza. Troppo poco tuttavia per aspirare al ruolo di contender credibile.

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One comment

  • Pier Paolo

    Parker pugile appena discreto che solo grazie all’ esistenza delle sigle si è potuto fregiare di un titolo di campione del mondo

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