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Dopo un inizio shock, Parker si impone su Chisora con un verdetto discutibile

Un verdetto destinato a far discutere ha permesso a Joseph Parker (29-2-0, 21 KO) di imporsi di strettissima misura su un mai domo Dereck “War” Chisora (32-11-0, 23 KO) e di conquistare così il titolo Intercontinentale WBO dei pesi massimi. Il main event della riunione di Manchester targata Matchroom Boxing, dopo un inizio shock, ha visto i due combattenti battagliare sul filo di lana fino all’ultimo e si è concluso con una Split Decision in favore dell’atleta neozelandese. Questi i cartellini ufficiali dei giudici: 115 a 113, 113 a 115 e un incomprensibile 111 a 116.

Criticato spesso per il suo approccio ai match troppo spensierato, Parker non si è smentito anche in questa circostanza. Pur non essendo salito sul ring tributando sorrisi a 32 denti ai presenti, come fatto nell’ultima uscita contro Junior Fa, il favorito della vigilia è stato protagonista di un inizio da incubo, subendo un atterramento quando erano passati appena 8 secondi dal primo suono della campana. A provocarlo è stato un gancio destro larghissimo e francamente prevedibile di Chisora, che è giunto a segno tra tempia e nuca costringendo Parker in ginocchio.

L’evento inatteso ha donato al picchiatore inglese grande entusiasmo e per almeno quattro round il match è stato caratterizzato dalla sua costante aggressione senza freni, condotta ai danni di un Parker visibilmente preoccupato e concentrato quasi esclusivamente sul contenimento dei danni. Il pugile oceanico si limitava a portare timidi jab di sbarramento per poi legare disperatamente ogni volta che il rivale gli imponeva la corta distanza; soltanto a partire dalla quinta ripresa si sono visti da parte sua piccoli segnali di reazione, in concomitanza col leggero calo di esplosività e veemenza dell’avversario.

Nonostante lo sforzo profuso in avvio e nonostante una respirazione sempre più affannosa, Chisora ha comunque continuato ad attaccare a testa bassa, spesso in modo disordinato e caotico, ma dando dimostrazione di grande caparbietà e voglia di vincere. Parker ha quindi dovuto necessariamente aumentare il ritmo per iniziare a ricucire il margine sui cartellini, ma è riuscito a farlo concretamente soltanto nella bella settima ripresa, quando con ganci sinistri di prima intenzione e rapide combinazioni a due mani ha fatto arretrare Chisora per la prima volta, seppur soltanto per pochi secondi. I suoi affondi sono tornati tuttavia ben presto a essere troppo sporadici, e tanti round si sono conclusi sul filo del rasoio, rendendo quello dei giudici un compito piuttosto arduo.

Lo spettacolo purtroppo non è mai decollato davvero e il signor Steve Gray, arbitro del match, è stato costretto agli straordinari per via dell’elevatissimo numero di clinch e delle numerose fasi caotiche. Col subentrare della stanchezza le cose sono persino peggiorate, ma nell’undicesima ripresa finalmente Joseph Parker è uscito dal suo guscio aggiudicandosi nettamente la frazione e riuscendo persino a far sentire un destro al rivale facendolo arretrare precipitosamente verso le corde. All’inizio dell’ultimo round si avvertiva dunque la sensazione che Chisora potesse esaurire definitivamente le energie e crollare di colpo, ma l’irriducibile fighter nato in Zimbawe ha dimostrato per l’ennesima volta di essere un guerriero indomabile battagliando con ardore fino all’ultimo istante e facendosi persino preferire in termini di generosità e coraggio.

Chi vi scrive ha assegnato sei riprese a testa e al momento della campana finale aveva dunque un punto di vantaggio per l’atleta inglese, frutto dell’atterramento iniziale. Diversa è stata l’interpretazione dei giudici Andrew Bell e Grzegorz Malenda, ma se i due punti di vantaggio per Parker visti dal primo rientrano nell’insieme delle decisioni accettabili, i cinque punti di divario sanciti dal secondo appaiono difficili da comprendere. Molta amarezza è stata espressa da Chisora al termine della sfida: l’inglese era persuaso di aver fatto abbastanza per meritare il verdetto e si è sentito penalizzato dall’ennesima sconfitta di misura della sua lunga carriera professionistica. Estremamente sollevato nell’ascoltare il verdetto è sembrato invece Parker, certamente consapevole di aver corso un rischio enorme e di non essersi espresso al meglio delle sue possibilità.

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