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Il miglior Parker mai visto doma un eroico Chisora!

Dopo anni di occasioni mancate, atteggiamento indolente e strategie conservative, finalmente abbiamo potuto ammirare la miglior versione di Joseph Parker (30-2-0, 21 KO): il peso massimo neozelandese ha infatti avuto la meglio su un eroico Dereck “War” Chisora (32-12-0, 23 KO) domandolo ai punti dopo dodici riprese infuocate grazie a una prestazione molto convincente. Lo sconfitto è comunque sceso dal ring tra gli applausi scroscianti della Manchester Arena per l’indomito coraggio con cui ha superato ben tre atterramenti. Questi i cartellini ufficiali, tutti in favore di Parker, che ha conservato il titolo intercontinentale WBO: 114 a 112, 115 a 111, 115 a 110.

Sono bastati pochi scampoli del match per capire che lo scenario sarebbe stato ben diverso rispetto a quello del primo confronto tra i due pugili, andato in scena sullo stesso ring sette mesi fa. In quella circostanza Parker si era imposto con un verdetto molto contestato di Split Decision finendo giù in apertura di combattimento e contrapponendo alla pressione incessante del rivale un’abulica gestione da ragioniere del ring. Stavolta invece il pugile di Auckland ha varcato le sedici corde mostrando in volto sin dalle presentazioni una determinazione feroce, tanto da appropriarsi del centro del quadrato in avvio, rintuzzando con improvvisi fendenti d’incontro tutti i tentativi iniziali di Chisora di farsi sotto.

La reazione veemente dell’idolo di casa, che nel secondo round ha cercato di dar vita a uno dei suoi forcing caratteristici, non ha intimidito minimamente Parker, abile nel chiudere la frazione con colpi violentissimi scuotendo il fighter inglese e tornando al suo angolo con la consapevolezza di essere sulla strada giusta. Ancora più drammatici sono stati i momenti di difficoltà vissuti da Chisora nelle due riprese successive: nella terza i suoi centri nervosi hanno perso per un attimo il controllo di una gamba, costringendolo a fare i salti mortali per non perdere l’equilibrio, nella quarta una combinazione micidiale composta da un montante destro e da un gancio sinistro lo ha spedito contro le corde dando il via al giusto conteggio dell’arbitro.

Proprio quando il match sembrava destinato a concludersi in breve in tempo in favore di Parker, l’eterno Chisora ha iniziato insospettabilmente a recuperare terreno. Nel corso del quinto e del sesto round infatti, il coriaceo picchiatore inglese è finalmente riuscito a imporre il corpo a corpo con più frequenza, lavorando di buona lena da vicino e facendosi preferire per il maggior workrate, pur dovendo incassare di tanto in tanto i pesanti ma occasionali colpi d’incontro del rivale.

Il rallentamento di Joseph Parker tuttavia è stato di breve durata: nel corso del settimo round, con un nuovo terrificante montante al mento, ha infatti spedito il rivale al suolo lasciando ammutolito il pubblico. Chisora si è faticosamente rialzato e dopo essersi fatto volontariamente chiudere all’angolo ha cercato una disperata reazione d’orgoglio mandando i suoi tifosi in delirio. Lo stesso copione si è ripetuto nel round successivo: nuovo montante letale a segno da parte di Parker, nuovo conteggio per Chisora e nuovo momento di pathos per la platea.

L’enorme quantità di fendenti incassati dal fighter londinese ha finito con l’impietosire l’arbitro: il signor Howard Foster, in apertura di nona ripresa, era in procinto di frapporsi tra i pugili e decretare il KO tecnico mentre Chisora veniva bersagliato spalle alle corde, ma ancora una volta il buon Dereck non gliene ha dato il tempo, scaraventandosi in avanti in maniera caotica e maldestra ma riuscendo quantomeno a impedire un’interruzione anticipata.

Consapevole di essere ormai in largo vantaggio sui cartellini, Parker ha sollevato leggermente il piede dall’acceleratore, rifiatando e gestendo i ritmi senza la smania di chi cerca il KO ad ogni costo. Così facendo ha permesso al suo avversario di recuperare la lucidità necessaria per giungere sano e salvo al fatidico dodicesimo round, un traguardo che molti non credevano più raggiungibile dopo aver assistito ai tre atterramenti della serata. Le fasi finali del combattimento sono state caratterizzate dalla stanchezza di entrambi i pugili, un fattore che è stato alla base dell’elevato numero di clinch e della poca precisione che ha caratterizzato gli ultimi scambi. Nessun dubbio naturalmente sull’identità del vincitore: per quel che vale, chi vi scrive si ritrova un margine ancor più largo rispetto ai giudici, che probabilmente hanno voluto premiare il cuore dello sconfitto.

All’età di 29 anni dunque, Joseph Parker potrebbe finalmente essersi sbloccato. Il neozelandese aveva sempre peccato di scarsa determinazione negli appuntamenti importanti mostrandosi timoroso, insicuro e impacciato al cospetto dei migliori esponenti della categoria. Difetti che questa superba prestazione potrebbe aver relegato per sempre in soffitta lasciando spazio a un atleta dotato di traiettorie velenose, grande solidità, gestione della distanza e colpi perentori. Particolarmente folgorante si è rivelato il suo montante destro, portato con precisione chirurgica, tecnica impeccabile ed effetti devastanti, tanto che il povero Chisora rischierà di riviverlo nei suoi peggiori incubi.

Meritatissimo ad ogni modo l’affetto che Del Boy è riuscito a conquistare nel corso degli anni. Nonostante le sue evidenti lacune tecniche e pur in assenza di risultati eclatanti, il corpulento atleta di origini africane ci ha regalato nel corso di 15 anni di carriera professionistica emozioni indelebili, guerre senza quartiere e tanta simpatia. Animato da uno spirito guerriero d’altri tempi, anche stavolta l’inglese ha gettato il cuore oltre l’ostacolo non cessando di inseguire la vittoria neppure quando essa appariva ormai sfumata. Ora però, dopo la terza sconfitta consecutiva e l’ennesima borsa ragguardevole guadagnata, Chisora dovrebbe seriamente riflettere sull’eventualità di annunciare il ritiro per preservare la sua salute.

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2 comments

  • Pier Paolo Gangemi

    Per il buon Chisora è arrivato il momento di ritirarsi prima che rischi di farsi male sul serio. Malmenato da un buon pugile ma non certo da un mostro sacro della categoria. Se ci fosse stato un cattivo del Ring come Wilder, “war” sarebbe finito all’ospedale.

    • Marco Pc

      Lo penso anch’io. Comunque nonostante non abbia un gran palmares Chisora rimane un gran combattente che ha sempre dato tutto per la boxe.

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