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Pacquiao esce sconfitto dalla sfida contro Ugas: il cubano vince ai punti

Nella notte appena trascorsa, alla T-Mobile Arena di Las Vegas, è andato in scena il match tra il fuoriclasse filippino, Manny “Pac-Man” Pacquiao (62-8-2, 39KO) e il cubano Yordenis “Milagros” Ugas (27-4, 12KO). Ugas, campione “super” WBA dei pesi welter, è stato chiamato di recente a sostituire la stella Errol Spence Jr, ritiratosi in seguito a una visita medica nella quale gli è stata evidenziata una lesione alla retina.

Per Pac-Man, che a dicembre spegnerà 43 candeline, era l’occasione per rimpossessarsi del titolo “Super”, del quale era stato spogliato lo scorso fine gennaio a causa dell’inattività: il mancino delle Filippine, infatti, non combatteva dal 20 luglio 2019, data nella quale ha conquistato la cintura in virtù di una vittoria ottenuta ai danni di Keith Thurman. Dopo essere stato nominato “campione in recesso”, la cintura “Super” è stata assegnata proprio al pugile cubano, fino a quel momento detentore del titolo WBA “regular” di categoria.

Il senatore delle Filippine ha cominciato il match con il piglio giusto, andando subito ad attaccare il cubano, che rispondeva alle offensive di Pac-Man con il jab sinistro che, nel corso del match, si rivelerà un’arma decisiva sia per placare le azioni di Pacquiao sia per offendere, centrando più volte il volto del fuoriclasse filippino.

Tuttavia, col passare delle riprese, l’efficacia e la brillantezza di Pacquiao andavano sempre più scemando, mentre Ugas cominciava ad assumere il controllo del ring e della distanza, arrivando a colpire con più precisione specialmente con il gancio destro. Nel corso della quarta ripresa il cubano veniva sanzionato dall’arbitro per aver portato una serie di colpi bassi.

Dopo una quinta e una sesta ripresa favorevole a Pacquiao, andato a segno con un maggior quantitativo di colpi e combinazioni, a partire dalla settima ripresa Ugas ha cominciato ad accumulare un discreto vantaggio ai cartellini, trovando spesso impreparato il filippino col destro e con colpi diretti portati con estrema precisione. Nel round successivo i due contendenti mostravano i primi segni del combattimento: Pacquiao evidenziava un gonfiore sotto entrambi gli occhi, mentre Ugas aveva un leggero taglio all’altezza del sopracciglio destro. Le ultime tre riprese sono risultate decisive per assegnare la vittoria al 35enne di Santiago de Cuba, apparso in maggior spolvero in virtù di un atteggiamento più aggressivo e deciso.

I giudici hanno assegnato una vittoria unanime con i punteggi di 115-113 e due 116-112.  Sul cartellino (un tempo si diceva “personalissimo”) di chi vi scrive, Ugas disponeva di un vantaggio di due punti fino alla decima ripresa. Ritengo perciò corretti i cartellini dei due giudici che hanno assegnato un 116-112 in favore del pugile cubano.

Pacquiao, inattivo da due anni e, complice l’età avanzata, non ha mostrato il meglio di se stesso. Molti colpi che lo hanno colto di sorpresa con ogni probabilità non li avrebbe mai incassati in tempi migliori. In ogni caso bisogna rendere onore al cubano che è stato chiamato solamente una decina di giorni fa per sostituire l’infortunato Spence (a fine match Ugas ha annunciato proprio l’intenzione di affrontarlo).

Questo incontro potrebbe coincidere con la fine della leggendaria carriera pugilistica di Pacquiao che, già senatore del suo Paese, potrebbe concorrere alla presidenza dello stesso. Lo stesso Pac-Man al termine dell’incontro ha chiesto un po’ di tempo per riflettere sul suo futuro, lasciando però intendere all’intervistatore di stare seriamente pensando all’idea di un ritiro per aiutare la sua gente.

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