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Okolie domina Glowacki e lo fulmina con un gran KO

La serata di Lawrence “The Sauce” Okolie (16-0-0, 13 KO) alla Wembley Arena è stata più facile del previsto. Il cruiser inglese della Matchroom Boxing ha infatti impiegato soltanto sei riprese per fulminare il polacco Krzysztof “Glowka” Glowacki (31-3-0, 19 KO) e laurearsi così nuovo campione del mondo per la WBO. La conclusione dell’incontro, dominato dal britannico fin dal primo suono del gong, si è concretizzata in virtù di un bellissimo destro alla mandibola che non ha lasciato scampo al picchiatore dell’Europa dell’est.

Vincere un titolo mondiale al sedicesimo incontro non è cosa facile per un pugile professionista. Se poi la vittoria arriva contro un ex campione del mondo che ha già disputato il doppio dei match, facendolo oltretutto sembrare facilissimo, l’impresa è ancora più ragguardevole. Ma a impressionare è stata anche la pulizia tecnica sfoderata dall’atleta del borgo londinese di Hackney, che in passato si era guadagnato la fama di pugile arruffone e confusionario. Stavolta Okolie, contrariamente alle sue precedenti abitudini, non ha fatto quasi mai ricorso al clinch, gestendo magnificamente la distanza grazie al maggiore allungo e impedendo sistematicamente al rivale di entrare in partita.

Sin dalle prime battute si è dunque notato che a guidare le danze fosse un pugile diverso: l’inglese si muoveva rapidamente in circolo, disturbava l’avversario con un jab di sbarramento continuo e persistente e gli impediva di avvicinarsi facendo scattare il suo destro al momento giusto. Questa semplice ma efficace strategia è stata sufficiente a rendere completamente impotente il più esperto Glowacki, che infatti ha ceduto al nervosismo cercando di colpire il rivale con una testata plateale nel corso della seconda ripresa, fortunatamente senza produrre danni.

Il trascorrere dei minuti non ha generato particolari sconvolgimenti, ma ha consolidato ulteriormente la supremazia di Okolie, freddo e spietato nel dare piena applicazione al suo piano tattico senza fretta e senza prendersi alcun rischio. Le braccia lunghissime, la velocità di esecuzione e il tempismo dell’inglese si sono rivelati un rebus davvero insolubile per Glowacki, che nel quarto round ha anche sentito visibilmente un paio di ganci destri riuscendo faticosamente a dissimularne l’effetto ma tornando all’angolo piuttosto scoraggiato.

Lo scoramento dell’ex campione del mondo si è nuovamente tradotto in nervosismo nella ripresa seguente con un ulteriore tentativo di usare la testa in modo improprio che gli ha fruttato soltanto un vigoroso rimprovero da parte dell’arbitro Marcus McDonnell. Si può dire che l’unico pugno degno di nota il pugile polacco lo abbia messo a segno in concomitanza col gong di fine quinto round, dopo essersi lanciato in avanti alla disperata dopo gli ennesimi tre minuti privi di successo. Lungi dall’esserne impressionato, Okolie ha impiegato poco tempo per rifarsi con gli interessi: dopo aver trovato la distanza giusta aiutandosi col jab sinistro, ha fatto partire una vera e propria frustata col destro cogliendo di sorpresa Glowacki e spedendolo pesantemente al tappeto per il conteggio definitivo.

Le energie spese dal vincitore sono state talmente esigue che il suo aspetto, quando si è presentato davanti al microfono per l’intervista di rito, era quello di chi avesse appena fatto una salutare passeggiata. Interrogato sulla sua trasformazione rispetto al pugile che molti giudicavano noioso e amante del clinch, Okolie ha dato merito all’esperienza maturata match dopo match e al suo team di allenatori che lo ha convinto a credere in se stesso e a migliorarsi continuamente. Dopo aver ricevuto i complimenti di un Eddie Hearn entusiasta della performance del suo atleta, il nuovo campione ha delineato i suoi piani per il futuro, rimandando per ora il già preannunciato passaggio nei pesi massimi. Okolie preferirebbe riunificare prima le cinture dei cruiser e per farlo ha già sfidato il campione IBF Mairis Briedis, vincitore della seconda edizione del prestigioso torneo “World Boxing Super Series”.

Se la prestazione del vincitore è stata impeccabile, quella dello sconfitto ha lasciato molto a desiderare. Pur partendo da sfavorito nei pronostici, Glowacki rappresentava sulla carta l’avversario più temibile tra quelli sconfitti sino a oggi da Okolie, eppure ha fatto peggio degli altri. Il polacco, che a luglio compirà 35 anni e che veniva da un anno e mezzo di inattività, è apparso lento e demotivato, lontano parente del pugile che nel 2015 mise fine al lungo regno di Marco Huck dopo una battaglia sensazionale. Non ci sarebbe dunque da sorprendersi se dopo questa debacle l’atleta di Walcz decidesse di appendere i guantoni al chiodo.

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