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La Nicoli esce a testa alta: Herrington vince ai punti ma l’azzurra merita applausi

Si è concluso agli ottavi di finale il torneo di Rebecca Nicoli a Tokyo 2020. La 21enne pugile italiana ha avuto la sfortuna di trovarsi di fronte la testa di serie numero uno dei pesi leggeri, l’irlandese Kellie Herrington, e non è riuscita nell’impresa di ribaltare i pronostici. Un verdetto unanime (5 a 0) ha infatti premiato la sua rivale con i seguenti punteggi: 30-27, 30-27, 30-27, 30-27 e 29-28, giusti nella sostanza ma troppo severi nei margini. La nostra portacolori esce comunque a testa alta avendo dato filo da torcere alla più quotata  rivale e avendo espresso un pugilato da applausi che lascia presagire un avvenire radioso.

Un pizzico di timore reverenziale da parte della Nicoli era preventivabile alla vigilia visto il curriculum della sua avversaria, campionessa del mondo nel 2018, e visto il gap anagrafico di ben dieci anni. Ed infatti l’azzurra è apparsa un po’ contratta in avvio, facendosi sorprendere dai colpi improvvisi e guizzanti della Herrington, abile nel prenderle il tempo e nel costringerla a riflettere prima di assumere l’iniziativa. Poco a poco tuttavia Rebecca ha domato la tensione ed è entrata in partita riuscendo anche a mettere qualche buon colpo a segno nel finale del round. Non abbastanza da aggiudicarselo, ma abbastanza per tornare sullo sgabello con la consapevolezza di potersela giocare.

Non a caso la seconda ripresa è stata caratterizzata da una Nicoli molto più intraprendente e sicura di sé. La giovane atleta italiana ha infatti fatto suo il centro del ring e ha tenuto un workrate molto alto, costringendo la blasonata rivale sulla difensiva per buona parte della frazione e facendosi preferire per aggressività, piglio e autorevolezza. Certo la Herrington non è stata a guardare ed ha avuto a sua volta momenti favorevoli, ma l’impressione complessiva da parte di chi vi scrive è che la nostra portacolori abbia fatto abbastanza per portarsi a casa il 10 a 9. Non sono stati dello stesso avviso i giudici, che invece hanno nuovamente premiato Kellie Herrington all’unanimità mettendo quindi Rebecca con le spalle al muro.

Il divario di due punti su tutti e cinque i cartellini avrebbe demoralizzato molte altre giovani pugili, ma la Nicoli non se n’è data peso: ha affrontato il terzo e ultimo round con la stessa grinta del precedente, attaccando senza remore e cercando di non lasciare nulla di intentato. Nella prima parte della frazione conclusiva dunque la Herrington è stata nuovamente costretta a difendersi; poi la sua grande esperienza è venuta fuori permettendole di ribaltare l’inerzia con pregevoli colpi d’incontro che hanno sorpreso Rebecca. Ripresa dunque favorevole all’atleta irlandese che ha guadagnato con merito i quarti di finale del torneo.

Lascia un po’ di amaro in bocca quel secondo round negato alla nostra pugile dalla giuria al completo: benché il match sia stato vinto senza ombre da Kellie Herrington, quell’episodio lascia pensare che le porte per Rebecca Nicoli fossero sbarrate a prescindere dalla performance, forse in virtù della maggior fama della sua avversaria. Storie già viste e riviste a cui occorre trovare un rimedio per preservare la credibilità di questo sport. Non deve curarsene comunque la pugile italiana che torna a casa con qualche certezza in più e che sicuramente nel prossimo futuro avrà modo di ampliare ulteriormente il suo repertorio e togliersi soddisfazioni importanti: le basi ci sono tutte.

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