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Inoue batte Donaire: il match è leggendario!

Chi vi scrive ha ancora i brividi per le emozioni vissute seguendo in diretta l’incredibile finale del torneo WBSS dei pesi gallo tra il giapponese Naoya “Monster” Inoue (19-0-0, 16 KO) e “The Filipino Flash” Nonito Donaire (40-6-0, 26 KO) svoltasi presso la Super Arena di Saitama, in Giappone. L’idolo locale è riuscito a riunificare i titoli mondiali WBA (Super) e IBF di categoria e ad alzare al cielo il prestigioso Muhammad Ali Trophy essendosi imposto sul rivale per decisione unanime dei giudici, ma per farlo ha dovuto letteralmente attraversare le fiamme dell’inferno. Questi i cartellini ufficiali sanciti al termine dell’epica battaglia: 114 a 113, 116 a 111 e 117 a 109.

La campana che ha dato il via alle ostilità è suonata in un’atmosfera carica di tensione. Nessun timore reverenziale ha però frenato i due pugili, pronti a darsi battaglia a centro ring fin dalle battute iniziali in barba a qualsiasi strategia prudenziale. Se per Donaire, strutturalmente più grosso e da sempre particolarmente pericoloso negli scambi “a freddo”, un avvio determinato era preventivabile, l’atteggiamento iniziale di Inoue è parso un po’ presuntuoso e ha costretto il giapponese ad assaggiare un paio di ganci sinistri al vetriolo che è comunque riuscito ad assorbire con disinvoltura.

Indotto a una maggiore circospezione dai rischi corsi in avvio, il “mostro” ha iniziato saggiamente a boxare in arretramento affidandosi a un uso ficcante e continuo del jab sinistro e punendo le velleità offensive del rivale, sempre ben piantato a centro ring, con rapidi fendenti d’incontro. Anche in questa fase favorevole al giapponese tuttavia ogni minimo calo di concentrazione veniva puntualmente sottolineato dagli affondi di Donaire, protagonista di un ottimo finale di quarto round.

La quinta ripresa è stata un capolavoro assoluto del pugile di casa che dopo aver incrociato l’avversario con un magnifico gancio sinistro corto lo ha scosso terribilmente con un destro da antologia sfiorando l’atterramento e mandando il pubblico in visibilio. Proprio quando il match sembrava ormai saldamente nelle mani del grande favorito della vigilia tuttavia l’inerzia ha iniziato lentamente a cambiare, con Inoue che abbassava i ritmi e Donaire che poco a poco rimetteva la testa fuori dal guscio dopo il momento difficile.

Ottavo e nono sono stai i round migliori per l’esperto atleta filippino. Il suo diretto destro d’acchito ha iniziato a trovare il bersaglio con precisione chirurgica e con frequenza crescente fino a quando l’ennesimo impatto col volto già sanguinante del rivale, ha prodotto un vistoso sbandamento che ha lasciato col fiato sospeso i numerosi tifosi del pugile nipponico. Nel momento decisivo che avrebbe potuto farlo entrare per sempre nella leggenda, Donaire non ha trovato però l’energia necessaria per chiudere i conti, concedendo al fortissimo giapponese secondi preziosi per recuperare lucidità.

Dopo aver certificato la sua piena ripresa con un decimo round accorto e intelligente, Inoue ha sfoderato risorse supplementari imprevedibili colpendo il rivale con un montante al corpo che avrebbe piegato in due un gorilla dell’Africa Equatoriale. Il Flash filippino si è inginocchiato con un’eloquente smorfia di dolore rimettendosi in piedi una frazione di secondo prima che l’arbitro Ernie Sharif, autore di un conteggio piuttosto lento, potesse mettere fine alla contesa. Ma Donaire non si è limitato a rialzarsi sfidando qualsiasi legge biologica: assalito dall’indemoniato furetto nipponico lo ha quasi steso a sua volta con un disperato gancio d’incontro, salvandosi così dalla capitolazione.

Un ultimo round favorevole all’idolo di casa, conclusosi però con una generosissima sfuriata finale di Nonito Donaire, ha posto fine a un match da cineteca, non soltanto il più bello di questo 2019, ma verosimilmente tra i più emozionanti del decennio. Il cartellino intermedio, che ha conferito cinque punti di vantaggio al vincitore, è probabilmente quello più veritiero, ma quanto si è visto oggi sul ring va ben oltre numeri, cartellini e verdetti: la Super Arena di Saitama ha ospitato l’essenza stessa del pugilato.

Ora molti saranno pronti ad affermare che Naoya Inoue sia stato ridimensionato. Aver rischiato la sconfitta con un avversario 36enne e considerato in parabola discendente da alcuni anni verrà infatti rimproverato al Mostro giapponese come un passo indietro rispetto alle roboanti affermazioni precedenti. In realtà occorre sottolineare che il deficit di esperienza e la visibilissima inferiorità fisica rappresentano due attenuanti non da poco e che la dinamica del match, che ha visto il 26enne di Yokohama cambiare più volte tattica e riprendersi da situazioni apparentemente compromesse, dovrebbero portare a togliersi il cappello di fronte a un campione vero, capace di sbrogliare una matassa quasi inestricabile.

Impossibile poi non spendere qualche parola sullo sconfitto: un Campione con la C maiuscola, atleta di rara professionalità e serietà, che dopo essere stato scalzato anni fa dalle vette della classifica P4P dal fuoriclasse cubano Guillermo Rigondeaux, ha faticato un po’ a ritrovarsi senza però mai darsi per vinto. Donaire ha infatti continuato imperterrito ad accettare grandi sfide senza timore di battersi davanti al pubblico avverso. Oggi più che mai ha dato prova di essere stato molto più di un abbaglio e con un pizzico di freschezza atletica in più sarebbe riuscito molto probabilmente a centrare un’impresa mitologica. Inchiniamoci dunque di fronte a Nonito Donaire: sicuro Hall of Famer nonostante la sconfitta!

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