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Murata è di nuovo campione: Brant demolito in due round

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L’oro olimpico 2012, Ryota Murata (15-2-0, 12 KO) è riuscito a vendicare la propria sconfitta subita a sorpresa lo scorso 20 ottobre contro Rob Brant (25-2, 17 KO), che gli aveva stappato in quell’occasione il titolo WBA dei pesi medi. Sul ring della EDION Arena di Osaka, in Giappone, la scorsa notte infatti il pugile giapponese nel loro rematch si è imposto in poco meno di due round contro l’americano: una partenza bruciante che ha concesso vittoria e titolo al padrone di casa, il cronometro ha segnato l’arresto al minuto 2:34 della seconda ripresa.

Brant che aveva colpito gli addetti ai lavori nella sua precedente sfida, imponendo un ritmo asfissiante al match che gli permise la vittoria, pur avendo provato ad impostare lo stesso ritimo anche questa volta, ha trovato davanti a sè questa volta un Murata decisamente diverso, più agguerito e preparato, grazie anche al supporto dei suoi numerosi sostenitori presenti all’evento. Il nipponico nel breve lasso do tempo è riuscito ad affondare ben 29 power punches sui 64 tentati, uno dei quali ha steso Brant.

Dopo un iniziale fase combattuta, durante la seconda frazione l’americano non era più in grado di sopraffare Murata che ha incalzato il ritmo e infastidito con numerosi ed ottimi destri Brant, tanto da annullarlo del tutto e lasciarlo impotente e a limitarsi ad incassare.

Murata, prima perdesse la cintura contro Brant nella sua seconda difesa dopo quella con Blandamura, aveva strappato il titolo nell’ottobre 2017 ad Hassan N’Dam N’Jikam, battuto per TKO durante la settima ripresa dopo cinque mesi dal loro primo incontro finito invece a favore del pugile camerunense. Ancora una volta è stato capace di risalire la china rivendicarsi.

Il neo-vecchio campione ha piazzato e messo a segno il doppio dei pugni del suo avversario: ben 98 dei 211 scagliati in totale contro i 42 su 143 pugni (29%) di Brant. Con questa sconfitta finisce il regno mondiale di Brant dopo soli nove mesi, capace solo di una difesa positiva contro Khasan Baysangurov lo scorso febbraio.

Mentre la vittoria apre a nuovi obiettivi il giapponese. Murata è in una posizione privilegiata per l’assegnazione del ruolo di sfidante obbligatorio di Saul Alvarez,  tuttavia è altamente improbabile che venga chiamato per una sfida con Canelo il prossimo 14 settembre. Alvarez si è già separato dagli obblighi del titolo WBC, dopo essere nominato campione in franchigia e adesso sta riflettendo se accettare o meno la difesa per il titolo IBF con Sergiy Derevyanchenko. Il futuro del Giapponese può dipendere dunque dalle scelte del messicano.

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