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Munguia supera ai punti un coraggioso Rosado dopo una guerra senza quartiere

Jaime Munguia (38-0-0, 30 KO) è più vicino a ottenere una chance mondiale nella categoria dei pesi medi dopo aver superato ai punti un coraggiosissimo Gabriel “King” Rosado (26-14-1, 15 KO) difendendo così il suo titolo intercontinentale WBO di categoria. Il main event della riunione organizzata dal promoter Oscar De La Hoya all’Honda Center di Anaheim si è rivelato un’autentica guerra senza quartiere e ha entusiasmato il pubblico dall’inizio alla fine. Questi i cartellini finali dei tre giudici, tutti in favore del 25enne fighter messicano: 118 a 110, 117 a 111 e 119 a 109.

Viste le caratteristiche dei due pugili non ci si poteva attendere altro se non una sfida al cardiopalma, ma la realtà ha persino superato le aspettative, regalando ai fan intensità ed emozioni fin dal primo suono del gong. Meglio Munguia in avvio, più continuo e martellante nella sua azione, fatta di prolungate combinazioni a due mani. Rosado ha preferito inizialmente vestire i panni dell’incontrista, affidandosi principalmente al jab e cercando il varco giusto per piazzare il suo temibile diretto destro. L’occasione d’oro si è quasi concretizzata nel terzo round, quando un colpo d’incontro violentissimo ha sfiorato la mascella di Munguia mentre quest’ultimo era proiettato in avanti: una dinamica estremamente simile a quella che cinque mesi fa consentì a Rosado di “freddare” il prospect uzbeko Bektemir Melikuziev.

La pericolosità dell’esperto 35 enne americano è emersa con chiarezza anche nel quarto round, quando un suo montante al corpo ha costretto il rivale a legare per alcuni secondi mentre Rosado lo bombardava con numerosi colpi ravvicinati alla tempia. Veemente è stata però la reazione di Munguia, abile nel superare il momento difficile riproponendosi in attacco con terribili bordate al corpo e al volto. L’arma più redditizia per Rosado è stata per gran parte del combattimento il diretto destro, particolarmente efficace soprattutto nel sesto round, in cui per ben tre volte ha impattato sul volto dell’avversario con la massima potenza, ma ai fendenti singoli dello statunitense rispondevano vere e proprie grandinate di colpi di Munguia, salito sul ring con una condizione atletica portentosa che gli ha consentito di mantenere un workrate altissimo senza mai andare in debito di ossigeno.

Dopo il giro di boa Rosado ha provato ad affidarsi anche al trash talking, provocando ripetutamente il più giovane rivale ogni volta che i due finivano in clinch, ma Munguia non ha dato l’impressione di curarsene più di tanto, continuando a lavorare senza sosta e andando in sofferenza soltanto negli ultimi frangenti delle riprese, quando Rosado dava il tutto per tutto andando talvolta anche oltre il suono della campana. Dopo nove round la situazione sui cartellini era dunque di chiaro vantaggio per il favorito della vigilia, ma la decima frazione si è rivelata la più bella ed equilibrata dell’incontro. Rosado è partito a spron battuto nel tentativo di capovolgere le sorti del match e ha dominato il primo minuto della ripresa; Munguia ha però replicato da campione restituendo pan per focaccia e andando a segno in maniera durissima prima dell’ennesimo assalto temerario del rivale in chiusura di round.

Lo sforzo profuso ha però prosciugato definitivamente le energie del fighter americano che nell’undicesima ripresa ha dovuto subire una punizione pesantissima e che nella dodicesima, pur provando generosamente a riproporsi in avanti, non è riuscito a regalare ulteriori brividi anche in virtù dell’attenta gestione del suo avversario. Margini dunque giustamente larghi sui cartellini nonostante la maggioranza dei round sia stata competitiva ed avvincente.

Jaime Munguia si è dimostrato degno di affrontare i campioni di sigla delle 160 libbre: pur continuando ad evidenziare dei difetti significativi in fase difensiva, il 25 pugile messicano dispone di un arsenale offensivo impressionante, incassa, picchia duro e porta un numero elevatissimo di colpi per ripresa, qualità che lo renderebbero una pericolosa minaccia per tutti gli attuali detentori. In questo momento è primo sia nella classifica WBO che in quella WBC, motivo per cui Demetrius Andrade e Jermall Charlo sono i principali indiziati per misurarsi con lui.

Per quanto riguarda invece Gabriel Rosado, nonostante la splendida performance, potrebbe essere giunto il momento opportuno per appendere i guantoni al chiodo. Il pugile americano infatti è stato protagonista di un numero sconfinato di incontri selvaggi e logoranti impegnando sempre e comunque i suoi avversari e vendendo cara la pelle, ma proseguire ulteriormente nel sottoporsi a tali battaglie rischia di lasciare segni indelebili sul suo fisico. Si tratta in ogni caso del classico esempio del pugile professionista il cui record non riflette il reale valore: le sue numerose sconfitte sono infatti frutto di una gestione intrepida, priva di calcoli e incentrata esclusivamente sulla volontà di infiammare gli animi degli spettatori e regalare emozioni. Chi ama questo sport gli sarà per sempre grato. 

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