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E' morto Sandro Mazzinghi, eroe di una boxe che non esiste più

É morto Sandro Mazzinghi, eroe di una boxe che non esiste più

“Non è forte chi non cade, ma chi cadendo ha la forza di rialzarsi”.

Proprio con questa frase abbiamo aperto l’intervista in esclusiva a Sandro Mazzinghi, lo scorso maggio.

Questa mattina all’età di 81 anni lo straordinario pugile toscano si è spento all’ospedale Lotti di Pontedera. E così, all’improvviso, viene a mancare l’Eroe di una boxe che non esiste più, figlia di un’epoca aurea con grandi campioni che rubavano la scena alle star dello spettacolo e degli altri sport. Un lutto inatteso che ha sorpreso, al risveglio, il mondo della boxe.

Mazzinghi ha illuminato e ispirato una generazione di pugili e tifosi, rendendo immortale questo sport come pochi italiani hanno saputo fare. L’indomito guerriero di Pontedera che non si fermava davanti a nulla, ha dovuto subire colpi durissimi, dentro e fuori dal ring; colpi che avrebbero lasciato inerte il più coriaceo degli uomini, ma da cui Sandro si riprese sempre, ritrovando la strada per nuovi successi.

L’esclusione dalla squadra olimpica che nel 1960 si sarebbe esibita davanti al pubblico amico di Roma lo spinse a cercare migliori fortune nel professionismo, un habitat più adatto alle sue caratteristiche di indomabile guerriero che, infatti, lo vide ergersi sulla vetta del mondo dopo appena due anni dall’esordio. Il tragico incidente che a soli 12 giorni dal matrimonio lo privò della sua consorte e gli causò una frattura alla scatola cranica gli fece vedere il ring come un rifugio adatto a scacciare l’orrore del ricordo e ritrovare se stesso. La duplice sconfitta con l’eterno rivale Nino Benvenuti lo motivò a riprendersi la gloria con le unghie e con i denti, dalla conquista dell’Europeo al Mondiale riacciuffato a Milano davanti a una folla oceanica. Infine, la scelta della Federazione di interromperne i tentativi di rientro sulla soglia dei 40 anni, non concedendo deroghe al limite di età, lo portò a reinventarsi come cantautore e come scrittore, guadagnandosi ulteriori plausi e riconoscimenti.

 

Un approfondimento della storia di Sandro Mazzinghi qui:

Sandro Mazzinghi: il Ciclone di Pontedera

 

Un uomo con moltissimi pregi e interessi, che amava lo sport a prescindere dai risultati.

Proprio nell’intervista rilasciata alla nostra redazione ci disse:

“Io devo ringraziare il pugilato, in quei momenti se non avessi avuto la boxe non so come sarei potuto uscire da una situazione del genere. Tutti mi dicevano che mi sarei dovuto fermare per recuperare, ma io sapevo che dovevo tornare subito a combattere anche se sentivo che in me c’era qualcosa che non andava… LO SPORT MOLTO SPESSO TI SALVA!”

Ci stringiamo ai familiari, agli amici e agli appassionati, perché il suo mito sopravviverà in eterno nei cuori di chi ama questo meraviglioso sport.

 

Leggi anche l’ultima intervista in esclusiva a Sandro Mazzinghi:

Intervista a Sandro Mazzinghi: l’indomabile guerriero italiano!

 

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