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Ci lascia Juan Domingo Roldan, memorabili le sue sfide con Hagler ed Hearns

Si è spento ieri all’età di 63 anni l’ex pugile argentino Juan Domingo Roldan, salito alla ribalta negli anni ’80 per le memorabili sfide mondiali contro tre straordinari campioni: Marvin Hagler, Thomas Hearns e Michael Nunn. Roldan, che era soprannominato “Martillo” (ovvero “Martello”) per la violenza dei suoi fendenti, fu l’unico pugile della storia a infliggere un conteggio a Hagler, per quanto tale circostanza risulti controversa in virtù della visibile scivolata del Meraviglioso in concomitanza con il colpo, che peraltro impattò sulla nuca.

Il picchiatore argentino, originario della città di Freyre, nella regione di Cordoba, si fece largo in patria a suon di KO scalando i ranking internazionali e imponendosi all’opinione pubblica locale. Curiosamente la sua prima apparizione sportiva al di fuori dei confini nazionali avvenne proprio in Italia, per la precisione al celebre Teatro Ariston San Remo, dove nel 1982 mise a segno un KO alla prima ripresa sul modesto Reggie Ford. Ben presto il “Martello” attirò l’attenzione degli americani che gli diedero l’opportunità di battersi nel sottoclou della storica riunione del Caesars Palace di Las Vegas imperniata sul match tra Marvin Hagler e Roberto Duran. Roldan non sprecò l’occasione, sbarazzandosi in sette round del malcapitato statunitense Frank Fletcher e guadagnandosi così lo status di numero 1 in classifica nella categoria dei medi.

Il 30 marzo del 1984 giunse quindi per il pugile sudamericano l’occasione della vita, nuovamente a Las Vegas, questa volta al Riviera Hotel & Casino del SuperStar Center, dove l’attendeva l’immenso Hagler. Roldan non rinnegò la sua natura di attaccante e diede battaglia fin dal primo suono del gong generando il knock-down già citato e facendo imbufalire così il campione, comprensibilmente persuaso di essere stato vittima di una svista arbitrale. La differenza di classe e di tecnica era troppa per dare allo sfidante possibilità di successo: Hagler lo demolì ripresa dopo ripresa mettendolo infine fuori gioco nel decimo round e la delusione di Juan Domingo fu talmente grande da spingerlo ad annunciare il ritiro.

La drastica decisione di appendere i guantoni al chiodo fu tuttavia ritrattata in breve tempo e tredici vittorie consecutive catapultarono nuovamente l’atleta argentino verso una chance iridata che questa volta aveva il volto di Thomas Hearns. Tra gli avversari sconfitti dal Martello nel suo secondo percorso di avvicinamento al mondiale spicca il nome di James Kinchen, solido contender di quegli anni che Roldan riuscì a piegare in nove round. La sfida contro Hearns fu più breve di quella con Hagler, ma non meno cruenta: pur finendo KO in quattro riprese infatti, Roldan riuscì a scuotere per ben due volte il Cobra di Detroit regalando agli spettatori brividi a ripetizione. Meno emozionante fu invece l’ultimo tentativo mondiale dell’argentino, giunto ormai al capolinea di una logorante carriera e domato senza eccessivi patemi d’animo dall’allora imbattuto Michal Nunn.

Dopo essersi ritirato dalla scena sportiva Roldan si occupò principalmente di agricoltura nella sua regione natale, dedicandosi nei ritagli di tempo all’hobby della caccia. Il notevole aumento di peso conseguente alla cessazione dell’attività agonistica gli provocò negli anni diversi problemi di salute, aggravati negli ultimi giorni di vita dal Covid-19 che purtroppo gli ha dato il colpo di grazia. Resta di lui il ricordo di un vero guerriero che tra le sedici corde dava sempre il massimo e che forse sarebbe diventato campione del mondo se non avesse trovato sulla sua strada tre fuoriclasse assoluti.

Accade il 15 aprile del 1985: la “guerra” epocale tra Hagler ed Hearns!

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