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La morte di Marvin Hagler lascia tutti senza parole: il Meraviglioso se ne va a 66 anni

Una notizia agghiacciante sta lasciando senza parole gli appassionati di pugilato di tutto il mondo. Il “Meraviglioso” Marvin Hagler, unanimemente riconosciuto come uno dei pesi medi più forti di tutti i tempi, ci ha lasciato all’età di 66 anni. Ancora ignote al momento della stesura di questo articolo risultano le cause del decesso. L’annuncio è stato dato da Kay G. Hagler, moglie del grande campione, con le seguenti parole:

“Sono addolorata nel darvi una notizia molto triste. Oggi sfortunatamente il mio amato marito, il Meraviglioso Marvin, è venuto inaspettatamente a mancare nella sua casa qui nel New Hampshire. La nostra famiglia chiede rispetto per la nostra privacy durante questo momento difficile”.

Tra i pugili più completi, spettacolari e amati del secolo scorso, Hagler scrisse pagine indelebili della storia della Nobile Arte dando vita a un regno mondiale scintillante nella prestigiosa categoria delle 160 libbre. Sostanzialmente ambidestro e capace di disimpegnarsi egregiamente in entrambe le guardie, era in possesso di un’ampia varietà di colpi e soluzioni offensive, arricchite da un bagaglio tecnico di prim’ordine e da un’eleganza con pochi eguali. Micidiale era il suo lavoro di demolizione del rivale di turno che veniva scardinato pugno dopo pugno grazie a una progressiva e inesorabile accumulazione di colpi. Praticamente impossibile da scalfire era infine la sua mascella: pur essendosi battuto contro picchiatori devastanti e pur avendo dovuto incassare fendenti spaventosi, l’americano subì un unico discutibile atterramento in 14 anni di pugilato professionistico a causa di un colpo sporco alla nuca che lo mise fuori equilibrio contro Juan Domingo Roldan.

Se nella prima parte della sua carriera Hagler puntava soprattutto sull’esuberanza fisica, il suo pugilato conobbe una rapida evoluzione dopo alcune battute d’arresto (non tutte meritate per la verità) che lo spinsero ad ampliare il suo repertorio fino a diventare un’autentica macchina da guerra e fino a guadagnarsi l’agognata chance mondiale. La grossa delusione per l’ingiusto pareggio che lo privò della gioia iridata contro il nostro Vito Antuofermo fu smaltita rapidamente e la devastante vittoria in sole tre riprese sull’inglese Alan Minter che provocò una sommossa del pubblico di Wembley diede il via al regno del “Meraviglioso”.

Dodici difese consecutive dello scettro di cui undici concluse prima del limite incastonarono di prepotenza il nome di Marvin tra quello dei giganti della storia della categoria dei medi. Spiccano tra le altre la vittoria ai punti sul leggendario Roberto Duran, superato di stretta misura grazie a un arrembante finale e soprattutto quella sul micidiale colpitore Thomas Hearns, messo KO al termine di tre riprese considerate tra le più feroci e drammatiche mai disputate. La battaglia all’arma bianca con il potentissimo John Mugabi, di cui proprio pochi giorni fa è stato celebrato il 35esimo anniversario, fu l’ultimo grande trionfo del fuoriclasse americano che in quell’aspro testa a testa consumò enormi quantità di energie psicofisiche.

Il capitolo finale della storia del Meraviglioso tra le sedici corde fu la sconfitta mai digerita contro un altro pugile da Hall of Fame: quel Sugar Ray Leonard che con una strategia elusiva improntata su mobilità incessante e colpi rapidi e poco caricati seppe avere la meglio di un’incollatura spingendo un amareggiato Hagler, che non ha mai accettato quel verdetto, ad appendere i guantoni al chiodo dopo il fallimento delle trattative per la rivincita.

Nel proseguo della sua vita l’ex campione ha trascorso molti anni in Italia stabilendosi nel milanese e ritagliandosi il suo spazio anche nel mondo del cinema con la partecipazione nel ruolo di attore in pellicole come Indio, Indio 2 e Potenza Virtuale, quest’ultimo in compagnia del celebre Terence Hill. Tifoso della Sampdoria, ha continuato a interessarsi al mondo dello sport e in particolare a quello del pugilato presenziando a molte riunioni e svolgendo la funzione di commentatore tecnico per la televisione britannica.

In queste ore si stanno moltiplicando i messaggi di cordoglio da parte di pugili, promoter, giornalisti e uomini di sport per quello che oltre a essere stato un campione straordinario era noto nell’ambiente della boxe internazionale per le sue qualità umane. Una stella di prima grandezza si è spenta troppo presto, ma la luce che ha saputo emanare incantando spettatori di più generazioni continuerà a brillare per i posteri fino alla fine dei tempi.

Marvin Hagler: 65 volte MERAVIGLIOSO!

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