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Clamorosa sconfitta per Mickey Garcia, battuto ai punti da Sandor Martin!

Quanto accaduto al Chukchansi Park di Fresno in California, nella riunione organizzata dalla Matchroom Boxing di Eddie Hearn, potrebbe configurarsi come la sorpresa dell’anno: lo spagnolo Sandor “Arrasandor” Martin (39-2-0, 13 KO) ha infatti sconfitto ai punti sulle dieci riprese il grande favorito della vigilia Mikey Garcia (40-2-0, 30 KO) per Majority Decision mandando all’aria, perlomeno temporaneamente, il suo progetto di avvicinarsi ai piani alti della categoria dei superleggeri. Questi i cartellini finali dei giudici: 95 a 95, 93 a 97 e 93 a 97.

L’ex campione del mondo dei piuma, dei superpiuma, dei leggeri e dei superleggeri Mikey Garcia avrebbe dovuto, secondo i pronostici della vigilia, superare senza eccessivi patemi il rivale spagnolo per poi puntare a una sfida da brividi con Regis Prograis per designare lo sfidante del campione unificato Josh Taylor. A Martin veniva riconosciuto uno stile indigesto per l’americano, ma la notevole differenza dei due curriculum faceva pensare a un test non troppo insidioso per Garcia, previsione rivelatasi completamente sbagliata alla luce di quanto accaduto sul ring.

L’incontro si è aperto su ritmi piuttosto blandi, col mancino Martin intento a girare attorno al rivale e Garcia padrone del centro del ring, ma nessuno dei due troppo intenzionato a muovere le mani. Quando però il pugile statunitense ha cercato di aumentare l’intensità nel corso della terza ripresa, le reazioni scattanti e precise del suo avversario lo hanno tenuto a bada, impedendogli sistematicamente di imporre la corta distanza e far valere il suo caratteristico lavoro di demolizione da vicino.

L’elusività e la velocità di esecuzione di Martin si sono rivelate un rebus di ardua soluzione per Garcia che infatti non ha dato vita ad azioni degne di nota prima della fine del quinto round, quando è finalmente riuscito a premere l’avversario contro le corde e a piazzare qualche colpo significativo nel corpo a corpo, senza tuttavia scuotere o impensierire davvero l’atleta europeo. Lungi dal farsi scoraggiare, Martin è salito ulteriormente di livello nella tornata seguente, iniziando a imprimere anche una certa esplosività ai suoi fendenti e non concedendo più alcuna chance a Garcia di rendersi pericoloso.

L’uso eccelso del jab destro, la mobilità incessante sulle gambe e i tempi di reazione perfetti del pugile iberico hanno continuato dunque a dettare legge nei confronti di un Garcia statico, apparentemente appesantito e costantemente battuto sul tempo. Soltanto nel nono round si sono rivisti sprazzi del campione di una volta, con combinazioni di tre colpi, uscite e rientri: troppo poco e troppo tardi, tanto che il gesto del fighter statunitense, che prima dell’ultima ripresa ha alzato le braccia al cielo in segno di trionfo, è parso più un rituale scaramantico che un segno della sua convinzione di essere in vantaggio.

Il decimo e ultimo round è stato la ciliegina sulla torta del capolavoro tecnico e tattico compiuto da Sandor Martin, che proprio nei tre minuti conclusivi ha espresso il meglio del suo pugilato mettendo a segno una moltitudine di sinistri vibranti e precisi e mandando a vuoto gli assalti caotici e sempre meno convinti dell’americano. Chi vi scrive al termine del match aveva un vantaggio di 4 punti per il pugile europeo, stesso margine dei due cartellini decisivi. Molto generoso nei confronti di Garcia il pari emesso dal signor Zachary Young che probabilmente si è fatto condizionare dalla fama e dalla carriera dello sconfitto.

Sarà interessante scoprire ora se Eddie Hearn cercherà di mettere in piedi una rivincita per dare modo a Mikey Garcia di riscattarsi dalla brutta serata o se Martin otterrà subito, in virtù di questo inatteso trionfo, un’opportunità titolata. Quel che è apparso abbastanza evidente è che l’ex campione del mondo in quattro categorie di peso si è presentato in condizioni di forma piuttosto scadenti, dando la sensazione di aver smarrito gran parte delle qualità che in passato gli hanno permesso di dettare legge contro avversari di classe mondiale. Ciò non deve però far passare in secondo piano la magistrale performance del vincitore che ha vissuto una notte da favola con pieno merito dimostrandosi degno dei grandi palcoscenici internazionali.

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