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McCracken: “Tutti i più grandi hanno perso. AJ questa volta ascolterà l’angolo”

L’allenatore di Anthony Joshua, Robert McCracken, ha affermato di non essere affatto sorpreso dalle critiche ricevute da parte di alcune persone dopo la sconfitta subita dal suo assistito a giugno contro Andy Ruiz Jr, e che è costata al pugile britannico la caduta dal trono mondiale. In quanto allenatore di Joshua, McCracken è consapevole di non essere immune alle polemiche e non è nemmeno ingenuo da capire che, dopo la sconfitta di New York, qualcuno avrebbe potuto cogliere l’opportunità per puntargli il dito contro.

McCracken allena AJ sin dai suoi esordi dilettantistici: ha condotto l’ex campione del mondo dei pesi massimi alla conquista dell’oro olimpico di Londra 2012 e al trono dei pesi massimi. Joshua iniziò a boxare per la prima volta nella palestra GB di Sheffield proprio sotto gli ordini di McCracken e, la decisione di Joshua di rinnovare la fiducia al suo maestro di lunga data nonostante la sconfitta subita contro il pugile di origini messicane, unita al fatto di allenarsi in una palestra finanziata da UK Sport, ha fatto decisamente storcere il naso a qualcuno.

Purtroppo era molto prevedibile – ha dichiarato McCracken – laddove ha avuto successo e ha guadagnato molti soldi, la gente cercherà sempre di incolpare chiunque e, in alcuni casi, di incolparmi, ma non mi preoccupo molto per questo. Tengo il mondo della boxe professionistica a debita distanza, è un’azienda basata sul denaro, quindi, basta fare un’intervista per puntare il dito contro qualcuno e metterlo in discussione“.

Ogni settimana i pugili vincono e perdono. Si combatte e uno deve pur perdere, sono cose che possono succedere. Tutti i più grandi hanno perso. Credo che nel Regno Unito possa essere prevedibile intuire che uno sparuto gruppo di persone possa essere in gradi di far ricadere le colpe sull’allenatore. Io ho sempre allenato e non mi sono mai preso i meriti per le vittorie, perché so che le tattiche lasciano il tempo che trovano. Sul ring, alla fine, tocca al pugile“, ha concluso McCracken.

Immediatamente dopo la sconfitta, Anthony Joshua aveva chiarito che avrebbe deciso di continuare il rapporto con il suo allenatore storico, rispondendo anche alle critiche di Lennox Lewis, che suggeriva proprio di cambiare allenatore. Ma Lewis aveva un conto in sospeso con AJ: dopo la vittoria olimpica di Joshua nel 2012, l’ex stella dei massimi aveva provato a portare il britannico in Giamaica per fargli firmare un contratto, ma alla fine quest’ultimo scelse Eddie Hearn.

Dopo la sconfitta patita contro Ruiz, McCracken e Joshua si sono incontrati per analizzare cosa è andato storto. Al termine di questa sorta di “riunione tecnica”, entrambi si sono detti convinti di poter battere il messicano per rimpossessarsi delle cinture perse.

Le persone possono riscrivere la storia – ha detto McCracken – molta gente dimentica che Ruiz è andato al tappeto nel corso del match dopo un colpo di Joshua che lo ha colto di sorpresa in una posizione vulnerabile. Dopo quel colpo, ho cercato di dire ad AJ di non essere precipitoso e di prendersi il suo tempo per finire Ruiz, ma non mi ha dato retta. AJ non ha guardato l’angolo ed è rimasto con lo sguardo fisso verso il suo avversario. Non tolgo nulla a Ruiz, è un ottimo pugile ed è pericoloso, e lo ha dimostrato con quel gancio potente che ha scaricato verso Joshua che non si è più ripreso“.

Infine, è tornato sulle polemiche riguardanti il rapporto tra pugile e allenatore: “Chiunque creda che il pugile esprima sul ring per tutti i dodici round ciò che gli ha chiesto l’allenatore si sbaglia. Non è realistico. Nel match ci sono troppe varianti, i pugili si muovono in maniera diversa rispetto a quanto avevano pianificato. Tutto può succedere“.

 

 

 

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