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McCaskill interrompe la leggenda: storica vittoria su Braekhus!

Risultato clamoroso nel main event della riunione di Tulsa (Oklahoma) negli Stati Uniti: Jessica “CasKILLA” McCaskill (9-2-0, 3 KO) ha inflitto la prima sconfitta in carriera a Cecilia “First Lady” Braekhus (36-1-0, 9 KO) interrompendo un regno leggendario durato più di un decennio. La sfidante americana, che con questa storica vittoria a sorpresa ha conquistato le cinture WBC, WBA, IBF e WBO dei pesi welter oltre a quella minore IBO, si è imposta ai punti per Majority Decision con i seguenti cartellini: 95 – 95, 97 – 94, 97 – 93.

Se Cecilia Braekhus avesse portato a termine vittoriosamente la sua 26esima difesa mondiale avremmo verosimilmente dovuto sorbirci pagine e pagine di insopportabile retorica sullo storico record di Joe Louis superato da una donna. Un paragone poco sensato, poiché per quanto il pugilato femminile stia crescendo vertiginosamente e si sia pienamente guadagnato la sua assoluta credibilità, le differenze in termini di concorrenza restano abissali. Basti pensare che al momento la boxe femminile conta poco meno di 1700 atlete professioniste a fronte di più di 23mila pugili pro in campo maschile. Jessica McCaskill tuttavia ci ha salvato dalla pioggia di banalità che si apprestava a sommergerci.

È stata una vittoria di cuore e di carattere quella dell’americana. Consapevole del fatto che in un match a bassi ritmi la campionessa avrebbe avuto vita facile nel tenerla a bada con il suo allungo superiore e la sua tecnica, CasKILLA è scesa sul campo di battaglia sin dal primo suono del gong imponendo il suo workrate forsennato e facendo sue di puro impeto le prime riprese. Catechizzata all’angolo dal celebre allenatore Abel Sanchez, Braekhus ha provato ad apportare qualche correttivo, riuscendo a conseguire parziale successo soprattutto con il destro alla tempia nelle fasi in cui la sfidante abbassava la testa dalla corta distanza.

Nonostante la First Lady sia riuscita a entrare in partita, il ritmo è rimasto favorevole a McCaskill almeno fino al sesto round; la picchiatrice di Chicago ha evidenziato, al di là del fiato inesauribile, una superiore agilità riuscendo sempre a liberare le braccia nel corpo a corpo per andare a segno con corti ganci e montanti, visibilmente poco graditi dalla campionessa. A quattro riprese dalla fine dunque le redini del match apparivano saldamente nelle mani della pugile meno quotata e la sorpresa iniziava a configurarsi all’orizzonte.

A partire dal settimo round tuttavia l’intensità della sfidante è progressivamente calata permettendo a Braekhus di far valere finalmente i suoi diretti e il suo controllo della distanza che tanta gloria le hanno procurato nel corso degli anni. Le azioni di McCaskill si facevano più confuse, i suoi colpi meno esplosivi e le sue pause prolungate: tutti aspetti che la norvegese, approfittando anche della sua stazza superiore, ha cercato di capitalizzare al meglio ricucendo lo strappo nel punteggio. Alle soglie del decimo e ultimo round la situazione appariva in grande equilibrio al punto che gli ultimi tre minuti potevano rivelarsi decisivi per l’assegnazione del verdetto.

Nel momento della verità, il cuore di CasKILLA è venuto fuori prepotentemente. L’americana infatti ha disputato l’ultima ripresa a tutta birra mulinando le braccia come un’indemoniata, pressando senza tregua e impedendo alla rivale di proseguire l’ottimo lavoro messo in piedi nei round precedenti. È proprio in virtù del finale generosissimo che la vittoria decretata dai giudici sembra legittimata dai fatti. Certo, il match è stato nel suo complesso molto equilibrato e un pareggio sarebbe stato tutt’altro che scandaloso, ma McCaskill ha dato la netta impressione di desiderare maggiormente questo trionfo e alla fine la sua fame di successo l’ha condotta a compiere l’impresa.

Comprensibilmente commosa, la vincitrice ha voluto dedicare questa notte indimenticabile alla Jessica del passato, quella che disinteressandosi dei commenti degli altri e sobbarcandosi mille sacrifici e privazioni ha scelto una strada impervia e apparentemente priva di sbocchi giungendo infine a fare la storia nello sport che tanto ama. Molto onesta e misurata nei commenti è stata anche Braekhus, uscita dalla sfida col volto segnato dai colpi della rivale: la norvegese ha fatto i complimenti all’avversaria, non ha polemizzato con i giudici e ha lasciato intendere che questo potrebbe essere stato il suo ultimo match.

Non sappiamo se la First Lady ci ripenserà e se tornerà ad esibirsi sul ring, ma nonostante il suo regno sia quantomeno temporaneamente giunto al termine non possiamo che toglierci il cappello al cospetto di una carriera sensazionale come la sua.

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