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Mayweather-Pacquiao: respinte le denunce degli abbonati PPV “imbrogliati”!

Dopo le ultime uscite pubbliche di Floyd Mayweather, che ha schivato come sapeva fare sul ring le domande riguardo un possibile rientro (nei giorni scorsi aveva detto basta, mentre è di ieri l’ultima sua dichiarazione riguardo un possibile rientro nel 2020), riecco che si torna a parlare di lui e, in particolare, del match da molti definito “del secolo” con il suo rivale di sempre, il filippino Manny Pacquiao.

Come sappiamo, l’incontro disputato il 2 maggio 2015 all’MGM Grand di Las Vegas, e vinto dallo statunitense ai punti, è andato in scena nonostante un infortunio occorso alla spalla destra di Pacquiao nelle settimane antecedenti al combattimento. Proprio questo infortunio ha inevitabilmente compromesso la prestazione di Pac-Man che, a partire dalla quarta ripresa, ha accusato un riacutizzarsi del dolore.

Ma i fan hanno saputo dell’infortunio della stella filippina soltanto dopo l’incontro: difatti è stato durante la conferenza stampa post-combattimento che Pacquiao ha rivelato di essersi fatto male durante il campo di allenamento quasi un mese prima. Manny ha strappato la cuffia dei rotatori durante una sessione di sparring intorno al 4 aprile e di conseguenza ha dovuto interrompere così anche le altre sedute di sparring. Però ha invitato in quella circostanza i suoi compagni a non rivelare a nessuno del suo infortunio. Pacquiao e il suo team hanno anche preso in considerazione la possibilità di posticipare la sfida, ma dopo il consulto medico hanno deciso di procedere ugualmente.

Il business che girava attorno a quel match, era talmente grande che molti addetti ai lavori, che ben conoscevano la situazione atletica non ottimale del pugile filippino, sono stati costretti a rilasciare dichiarazioni false. Nonostante l’infortunio Freddie Roach, Bob Arum, e tutti quanti hanno continuato difatti, a ripetere ai media e al mondo che Pacman fosse in “ottime condizioni” e che l’utilizzo del solo braccio sinistro in allenamento fosse una scelta per affinarne l’uso e per aiutarlo a migliorare il suo gioco di gambe in modo da poter tagliare il ring contro lo “sfuggente” Mayweather. Si presume anche che il team di Floyd sapesse dell’infortunio perché ha avuto una “talpa” nel campo di Pacquiao.

Il giorno prima dell’incontro anche il questionario medico pre-combattimento della Nevada State Athletic Commission è stato compilato senza dichiarare alcuna lesione o condizione di salute grave di alcun tipo. Anche se poi tre ore prima del match, un dipendente di Top Rank ha informato, per la prima volta, la NSAC dell’infortunio chiedendo che a Pacquiao fosse concessa un’iniezione di antidolorifico. Richiesta che la Commisione ha però respinto poichè non è stata avvisata nè tramite il questionario nè in altro modo tempestivamente. Comunque sia i medici della NSAC hanno autorizzato Pacquiao salire sul ring.

Quindi solo dopo la sfida Pacquiao, Arum e Roach hanno dichiarato pubblicamente per la prima volta tutto quanto: che Manny non era “al 100%” durante l’incontro proprio a causa dell’infortunio. Gli abbonati alla PPV, dopo essere venuti a conoscenza di questa informazione, hanno deciso di fare causa, perché convinti che non avrebbero acquistato l’evento se avessero saputo sin dall’inizio dell’infortunio di Pacquaio!

I querelanti sostengono che non aver rivelato della lesione prima è stato un fatto ingannevole e fuorviante che ha privato il pubblico della capacità di prendere una decisione sull’acquisto, così hanno presentato delle denunce e messo in atto numerose giurisdizioni sostenendo che Pacquiao fosse “danneggiato”, che la sfida un “imbroglio” e che non avrebbero acquistato i biglietti se lo avessero saputo. I querelanti in questo caso hanno pagato per vedere un incontro di boxe tra due dei migliori combattenti del mondo.

I biglietti messi in vendita il 23 aprile 2015 si sono esauriti in pochi minuti con prezzi che che andavano dai $ 1.500 a gli oltre $ 7.500 per posto nella MGM Grand Garden Arena. mentre gli acquisti pay-per-view hanno battuto il record del costo più alto della storia per un evento PPV di boxe, con abbonati di attività commerciali che hanno pagato fino a $ 10.000 per mostrare la sfida nei loro locali.

Tuttavia, il nono Circuito della Corte d’Appello, ha respinto l’istanza e le denunce dei querelanti, sostenendo che Pacquiao non abbia subito un infortunio così grave da condizionare l’andamento dell’incontro. Pertanto gli abbonati hanno praticamente ottenuto ciò per cui hanno pagato: una sfida regolamentare tra queste due leggende del pugilato.
Il “dramma umano della competizione sportiva” ha distinto questo caso dai comuni casi di infrazione della tutela del consumatore. Dunque, il Tribunale ha rifiutato di emettere una sentenza che impone ai pugili di rivelare le proprie condizioni.

Al di là delle condizioni atletiche di Pacquiao piuttosto deficitarie, il match del secolo si è rivelato un flop. Molti pensano che il 2020 possa essere l’anno del rematch che porrebbe la parola fine ad entrambe le carriere: il nuovo anno è ormai alle porte, dunque, non ci resta che attendere.

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