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Marku batte Prodan per Split Decision dopo un match molto equilibrato

Nel sottoclou della seguitissima sfida tra Anthony Joshua e Oleksandr Usyk, Florian Marku (9-0-1, 6 KO), pugile albanese 28enne, ha mantenuto la sua imbattibilità sconfiggendo ai punti il “nostro” Maxim Prodan (19-1-1, 15 KO). Match molto equilibrato che si è concluso infatti con un verdetto di Split Decision.

Con questa vittoria Marku ha conquistato il titolo internazionale IBF strappandolo al pugile della OPI. I tre cartellini raccontano visioni diverse del match: il giudice Matteo Montella ha decretato un 99 a 91 per Prodan, attribuendo a Marku solo una ripresa, mentre Steve Weisfeld e Howard Foster hanno assegnato la vittoria al fighter albanese con un 97 a 93 e un 96 a 94.

L’incontro è stato sempre in bilico, con Marku che sin dalle riprese iniziali temporeggiava, si affidava al jab per mantenere la distanza e sfruttava la sua mobilità, mentre Prodan dal canto suo attaccava con combinazioni prolungate ma senza mettere la giusta pressione all’avversario.

Dalla sesta ripresa in poi la mobilità dell’albanese si è affievolita, però Prodan non è riuscito a trovare la giusta continuità nelle sue azioni offensive. Portava infatti delle ottime combinazioni a due mani, ma tra una e l’altra c’erano sempre delle pause che permettevano a Marku di recuperare terreno e di farsi notare grazie all’utilizzo del jab. Tale colpo non è mai stato disinnescato a dovere dal pugile della OPI, che, forte della sua resistenza i colpi, invece di cercare contromisure ha preferito spesso avanzare frontalmente, incassando i diretti del rivale senza battere ciglio.

Marku si è dunque preso il verdetto risicato dei giudici ma ha perso l’aura del fenomeno che si era costruito sbaragliando avversari di seconda fascia ed è stato in parte ridimensionato, avendo offerto una prestazione decisamente poco esaltante. Prodan invece, al suo primo palcoscenico importante oltre i nostri confini, si è comportato egregiamente nonostante la sconfitta e probabilmente se avesse dato maggiore continuità alle sue manovre offensive avrebbe strappato un risultato positivo.

L’incontro, che è servito da preludio alla grande sfida tra Usyk e Joshua insieme al mondiale di Okolie e al rientro di Callum Smith, è stato infatti sostanzialmente equilibrato, e forse il verdetto è sfuggito tra le mani a Prodan più di quanto sia stato Marku a guadagnarselo. Nonostante il passo falso comunque, Maxim ha mostrato importanti miglioramenti rispetto alle ultime uscite, ha fatto esperienza nell’ambito di un evento di straordinaria importanza, ma soprattutto ha disputato un ottimo incontro pur venendo considerato da molti alla viglia una vittima sacrificale.

 

 

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