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Serata amara per Mario Alfano: Haithem Laamouz si impone ai punti

La serata pugilistica del Palaboxe Aurelio Santoro di Roma ha avuto un epilogo amaro per i nostri colori: “Super” Mario Alfano (15-2-1, 4 KO) non è riuscito nell’intento di conquistare il titolo vacante dell’Unione Europea dei pesi superpiuma essendo stato sconfitto ai punti dal maltese Haithem “The Flash” Laamouz (17-1-0, 7 KO). Il verdetto è stato unanime con i seguenti cartellini: 115 a 113 e due volte 116 a 112.

Il nostro coraggioso connazionale aveva attirato su di sé attenzioni e aspettative importanti dopo il superbo KO inflitto a Nicola Cipolletta in estate: una vittoria dirompente ottenuta in sole due riprese che lasciava ben sperare per il futuro. Alfano si presentava dunque a questa sfida da favorito e con il vento in poppa, ma di fronte aveva un rivale da non sottovalutare, che pur senza avere grandi nomi nel palmares si era battuto per buona parte della carriera al limite dei pesi leggeri e aveva inflitto una sconfitta a quel Mohamed Khalladi che oggi travolge un rivale dopo l’altro.

La classica fase di studio iniziale si è protratta per diverse riprese: Alfano avanzava a piccoli passi cercando di chiudere la strada al rapido avversario che dal canto suo si esibiva in una moltitudine di colpi di sbarramento, poco efficaci ma utili a togliere il tempo al nostro pugile e impressionare la giuria. Più esplosivi ma troppo sporadici erano gli affondi di “Super” Mario che è uscito dal torpore soltanto a partire dal quinto round trovando finalmente la giusta tattica per entrare nel match.

Il demolitore italiano ha iniziato infatti a muovere il tronco con continuità e a rientrare dopo le schivate con frequenza decisamente maggiore rispetto ai primi round. Più volte è andato a segno con un larghissimo gancio destro, forse non entusiasmante sul piano estetico ma utile ad aggirare la guardia granitica di Laamouz, subito catechizzato dall’angolo per essersi lasciato sorprendere. I parziali successi ottenuti hanno dato spinta emotiva ad Alfano che nella fase centrale del combattimento ha fatto vedere le cose migliori, ma il suo motore è tornato ad incepparsi troppo presto.

La settima ripresa infatti è stata l’ultima in cui schivate e rientri hanno concesso all’atleta nato a Salerno di tenere sotto controllo la situazione, dopodiché il suo ritmo è calato e Laamouz ne ha approfittato per uscire dal guscio e riprendere forza e vigore. Il maestro Franco Federici si è accorto subito che il suo pugile stesse mollando l’osso e lo ha esortato con grande veemenza a intensificare l’azione, senza tuttavia sortire l’effetto sperato. Alfano si è infatti generosamente precipitato all’attacco nel tentativo di infiammare l’ultimo terzo del combattimento, ma lo ha fatto in maniera caotica, perdendo la sfida della precisione con un Laamouz sempre più convinto dei suoi mezzi.

Occasionalmente l’atleta di casa riusciva a chiudere il rivale all’angolo e alle corde e a tempestarlo di colpi per qualche secondo, ma immediate e puntali arrivavano le repliche: alla fine il bilancio per Alfano era sempre in passivo, al punto da rendere indispensabile per lui un cambio di passo nei championship round. Purtroppo nonostante l’orgoglio la scossa non è arrivata; al contrario è stato Laamouz a chiudere in crescendo, arrivando anche a mettere in difficoltà un Alfano ormai stremato nel corso della ripresa conclusiva. I cartellini finali rispecchiano dunque quanto visto sul quadrato e premiano il pugile che nell’arco delle dodici riprese si è espresso con più continuità pur senza evidenziare una potenza degna di nota.

C’è da augurarsi comunque che questa battuta d’arresto funga da stimolo per Mario Alfano e lo spinga a migliorare in quei fondamentali che in questa circostanza gli sono mancati. Particolarmente arduo si è rivelato per l’italiano venire a capo della guardia chiusa del rivale e del suo ritmo forsennato, aspetti sui quali dovrà ora lavorare in palestra. Sarà interessante scoprire se il suo entourage spingerà per un rematch nella convinzione di poter ottenere un esito diverso o se invece si preferiranno altre strade e altri avversari più adatti a far venire a galla le indubbie qualità del nostro pugile.

Interessante è stato il repertorio offerto da Haithem Laamouz di cui hanno stupito in particolare la forza mentale e l’abilità difensiva. Il maltese non sembra in possesso della potenza necessaria per fare sfracelli ai piani alti, ma con l’intelligenza tattica di cui dispone potrebbe rivelarsi un avversario ostico per molti pugili desiderosi di farsi strada in campo continentale.

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