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Makabu non teme la Russia: battuto anche Papin!

Il micidiale picchiatore congolese Ilunga “Junior” Makabu (26-2-0, 24 KO) ha dato l’ennesima dimostrazione di non soffrire affatto il pubblico ostile imponendosi ai punti sul russo Aleksei Papin (11-1-0, 10 KO) presso il Traktor Sport Palace di Chelyabinsk in Russia. La vittoria, che ha permesso a Makabu di conservare il suo Titolo Silver WBC dei pesi cruiser, è giunta per Majority Decision con i seguenti cartellini: 114 a 114 e due volte 115 a 113.

Sono passati poco più di due mesi dall’ultima volta che Makabu ha lasciato il pubblico russo con l’amaro in bocca: il 16 giugno infatti il congolese ha travolto dopo 5 round all’arma bianca il potente ma lento Dmitry Kudryashov trasformando il suo volto in una maschera di sangue. Di ben altra pasta si è rivelato tuttavia Papin, che fin dalle prime riprese ha mostrato una velocità e una tecnica nettamente superiori rispetto al suo connazionale.

Pur muovendosi rapidamente sulle gambe e arrestando talvolta l’incedere del rivale con precisi e potenti colpi d’incontro, Papin ha iniziato a soffrire la pressione incessante del suo avversario a partire dal quarto round. Condizionato nell’impostazione dalla lunga militanza nella kick boxing, il russo è apparso rigido di tronco e ha esibito una guardia a tratti troppo alta, una postura di cui Makabu ha spesso approfittato per piazzare terribili fendenti al corpo.

Il filo dell’equilibrio si è definitivamente spezzato dopo il giro di boa, con il campione che ha preso decisamente il sopravvento inanellando tre round dominanti e mettendo a segno anche un KD non ravvisato dall’arbitro nel corso dell’ottava ripresa: un suo diretto sinistro ha colpito Papin mentre quest’ultimo scivolava con il piede d’appoggio venendo graziato dal direttore di gara.

L’idolo di casa ha sfoderato un carattere indomito rendendosi protagonista di una grande reazione nella decima tornata, ma a fare la voce grossa nei championship round è stato nuovamente Makabu, sempre più agguerrito e inarrestabile nell’inseguire il rivale sommergendolo di combinazioni prolungate. Particolarmente spettacolare è stata una serie di montanti nel finale dell’undicesima ripresa, mentre nella dodicesima Papin è andato giù, questa volta con tanto di conteggio, raggiunto da un colpo mentre tentava di sottrarsi spalle alle corde alla pressione nemica.

Proprio quando l’epilogo sembrava ormai alle porte, il cuore sconfinato di Papin ha rischiato di riaprire clamorosamente i giochi: un’ultima sfuriata disperata del russo ha infatti fatto barcollare vistosamente il campione a pochi secondi dalla campana finale mandando la folla in visibilio. Il tempo tuttavia è scaduto poco dopo, impedendo ulteriori colpi di scena e assegnando ai giudici la responsabilità di decretare il vincitore.

I cartellini hanno fortunatamente sancito un verdetto condivisibile, premiando la maggiore mole di lavoro di Makabu che, seppur di misura, si è aggiudicato il match con pieno merito. Il congolese come suo solito ha offerto una performance tanto rischiosa quanto emozionante, lasciando molti varchi in difesa ma esibendosi nello stesso tempo in azioni offensive davvero mirabili, di quelle che fanno saltare sulla sedia gli spettatori neutrali.

Merita gli applausi della sua gente invece lo sconfitto di stasera: Aleksei Papin ha avuto notevole coraggio nell’accettare un match col pericoloso congolese nonostante la scarsa esperienza accumulata fino ad oggi da professionista. Non ha sfigurato, anzi, ha messo in luce qualità significative che potrebbero aprirgli le porte per altre occasioni prestigiose nel proseguo della sua carriera.

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