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Ennesimo capolavoro di Lomachenko: annichilisce Commey e punta alle cinture!

Al Madison Square Garden di New York ci si aspettava una prestazione maiuscola da parte del fuoriclasse ucraino Vasyl “Hi-Tech” Lomachenko (16-2-0, 11 KO), ma quanto esibito dall’ex campione del mondo nell’arco delle dodici riprese del main event della riunione organizzata da Top Rank è andato persino oltre le attese. Il coraggioso e tenace fighter ghanese Richard “RC” Commey (30-4-0, 27 KO) è stato infatti spettatore non pagante dell’ennesimo capolavoro targato “Loma”, venendo annichilito per l’intera durata del combattimento e sfuggendo per un soffio alla sconfitta prima del limite. Questi i cartellini finali, tutti e tre favorevoli a Lomachenko: 119 a 108, 117 a 110 e 119 a 108.

Come suo solito, “Hi-Tech” ha sfruttato il primo round per prendere le misure al rivale muovendosi repentinamente sulle gambe, non prendendosi rischi inutili e soppesando con attenzione caratteristiche, postura e potenziali punti deboli del suo dirimpettaio prima di aggiudicarsi la frazione con un singolo sinistro improvviso a ridosso della campana. Se però in altre circostanze la fase di ambientamento di Lomachenko era durata di più, stavolta, forse anche in virtù della lezione imparata a sue spese un anno fa contro Teofimo Lopez, il pugile ucraino ha azionato l’artiglieria pesante fin dalla seconda ripresa, facendo barcollare Commey prima di invitarlo con un gesto eloquente a tornare sullo sgabello.

Il ghanese, non avendo altre armi a sua disposizione per contrastare la boxe varia e indecifrabile del suo avversario, ha provato a metterla sulla rissa dando vita, nel corso del terzo round, a numerosi corpo a corpo nei quali cercava di sfruttare il proprio vantaggio di stazza e forza fisica. Loma ha trovato però ben presto le contromisure adeguate per uscire dalla trappola e riprendere saldamente in mano il filo conduttore del match. Le continue finte, gli improvvisi cambi di direzione, l’uso magistrale del piede perno da parte di “Hi-Tech” si sono infatti rivelati rebus insolubili per il suo avversario che è arrivato al giro di boa del combattimento avendoci capito poco o nulla e senza mai essersi reso realmente pericoloso.

Dopo essere salito in cattedra e aver ammorbidito per bene il rivale, Loma si è costruito l’opportunità per chiudere il match con le maniere forti nella settima ripresa, quando ha chiuso Commey alle corde e lo ha steso con un micidiale gancio sinistro alla mandibola che il malcapitato atleta africano non ha nemmeno visto partire. Sorprendente è stato a questo punto l’atteggiamento di Lomachenko, che invece di fiondarsi addosso a un avversario visibilmente scosso, ha invitato l’angolo di Commey a gettare la spugna, gesto ripetuto una seconda volta quando pochi secondi dopo “RC” ha perso stabilità sulle gambe ed è parso a un soffio dalla disfatta. L’esperto allenatore Andre Rozier tuttavia ha deciso di far proseguire il suo pugile che è riuscito faticosamente a terminare in piedi la ripresa.

La condotta tattica di Hi-Tech nei successivi due round è sembrata quasi una gentile concessione al suo avversario. Pur avendo l’opportunità di infierire su un pugile certamente condizionato nel fisico e nella psiche dalla terribile settima frazione, Loma ha infatti abbassato notevolmente i ritmi, gestendo la distanza con calma olimpica e permettendo in questo modo a Commey di recuperare progressivamente lucidità e convinzione nei propri mezzi. L’armistizio tuttavia è durato poco: a partire dal decimo round il fuoriclasse ucraino ha infatti ripreso a colpire con forza da ogni angolazione, dando spettacolo e infiammando la platea. Le ultime tre riprese sono state quindi caratterizzate da un dominio schiacciante, con Loma che faceva quello che voleva, come voleva e quando voleva, lasciando le briciole a un Commey encomiabile per la caparbietà con cui continuava a lottare, ma incapace di produrre alcunché di significativo.

Generoso nei confronti del ghanese il cartellino del signor Tony Paolillo che ha assegnato ben tre round allo sconfitto; più realistici e veritieri gli score di Eric Marlinski e Tom Schreck che hanno dato a Lomachenko undici riprese su dodici. Giusti ad ogni modo gli applausi che il pubblico ha tributato a un commosso Commey nel corso dell’intervista di rito mentre il ghanese esprimeva il suo rammarico per non essere riuscito a regalare una vittoria alla sua gente. L’atleta africano ha fatto quello che ha potuto contro un avversario troppo più forte di lui sul piano tecnico e troppo avvantaggiato dal confronto dei rispettivi stili. Essere arrivato a sentire i cartellini dei giudici può quindi essere considerato per lui un piccolo successo.

Superlativa invece la prova di un Lomachenko pienamente ritrovato dopo l’inopinata perdita delle cinture mondiali dello scorso anno. Pur regalando chili e centimetri a ogni avversario in una categoria di peso che lo vede palesemente sottodimensionato, l’ucraino è tornato a esprimersi quest’anno sui suoi massimi livelli e merita assolutamente una chance per riappropriarsi di quelle cinture che gli erano appartenute. Ora “Hi-Tech” è primo in graduatoria sia per la WBC che per la WBO, motivo per cui una sfida con l’attuale detentore unificato George Kambosos Jnr potrebbe essere all’orizzonte.

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