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La volontà oltre i limiti: la boxe italiana torna ad essere… Special!

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Ci sono persone nate per combattere. Quelle con una tale forza d’animo capace di aggirare qualsiasi ostacolo, di trasformare ogni debolezza in energia, ogni paura in coraggio, ogni mezzo in una strada.

Un anno fa abbiamo iniziato un viaggio, quello accanto a dei veri combattenti. Vi abbiamo raccontato innanzittuto come è nato il bellissimo progetto della “Special Boxe” (Se più alto voli, più lontano puoi guardare), riuscito ad unire pugilato e disabilità qui in Italia.

Insieme ad esso poi, vi abbiamo anche fatto conoscere alcune personalità che meritavano di essere conosciute, quelle storie di vita capaci di insegnarci cosa vuol dire davvero combattere senza arrendersi.

Persone a cui la vita ad un certo punto ha tolto qualcosa: nel fisico, ma non nell’anima. Che dal peggio hanno saputo tirare fuori il meglio e reinventare la loro esitenza nel modo giusto, senza che fosse invece essa stessa a trasformarli.

Continuando a fare una vita normale, riuscendo a praticare persino la boxe, e con essa ottenendo grandi benefici, hanno dimostrato quanto ancora, nonostante tutto, si possa fare. Che la volontà permette di fare qualsiasi cosa, anche quando esistono i limiti.

Dal 2013 circa, grazie a questo progetto, una meravigliosa congiuntura dunque tra i due mondi, tra la boxe ed i ragazzi con abilità diverse, quelli con una marcia in più, che non solo hanno avuto la possibilità di allenarsi ma anche di arrivare a salire su di un ring. Questo fino però allo scorso anno.

Quando la FPI li ha di punto in bianco negato il tesseramento e l’attività amatoriale con contatto leggero, lasciando loro la sola possibilità dell’attività di palestra “senza contatto”. Una scelta che per certi versi, anzichè far fare passi avanti al nostro pugilato, è tornata a farne fare due indietro, visto che in tantissimi altri Stati del mondo questa un’attività approvata e portata avanti già da tanti anni.

Una mossa che però non ha fermato i ragazzi, che hanno continuato imperterriti a battersi pur di riottenere tutto ciò. E finalmente con il nuovo anno sportivo qualcosa è cambiato. Una porta si è riaperta.

Il 6 aprile infatti, si svolgerà a Livorno una giornata di allenamento pubblico, rivolta a tutti gli atleti disabili (ed i loro tecnici) che vorranno prenderne parte, sotto gli occhi dei medici federali FPI e dei rappresentanti del CIP (Comitato Italiano Paralimpico) che così potranno rendersi conto delle loro abilità e di cosa davvero sia la “Special Boxe”.

Giornata dopo la quale potranno trarre le loro conclusioni, valutarne effettivamente le capacità e a quel punto decidere se approvare o meno l’agonismo. Ma non solo. Anche aprire finalmente alle paralimpidi. Un tratto fondamentale e che lascia ben sperare è che, rispetto al passato, sono state anche delineate già delle linee guida sulla regolamentazione: categorie di peso e suddivisioni a seconda del tipo di disabilità, etc.

In prima linea in questa battaglia uno dei commissari di riunione del comitato toscano, Vincenzo Sorrentino che l’anno scorso si era dimesso in segno di protesta. Dimissione ritirate poi dopo la mediazione con la FPI. E oggi ci dice: “Quando hanno ritrattato sul tesseramento gli ho strappato una promessa: far riunire una commissione esaminatrice… bene, questo è il momento di esaminare e siamo fiduciosi” .

Proprio coloro a cui è stato negato il “permesso” di combattere, dimostrano ancora una volta invece di essere quelli nati per farlo, capaci di portare avanti le proprie battaglie senza arrendersi e andando avanti, sempre.

“La forza non deriva dalle capacità fisiche ma da una volontà indomita” (Mahatma Ghandi)

Per tutti gli atleti ed i tecnici interessati è possibile richiedere maggiori informazioni rivolgendosi a: Vincenzo Sorrentino – T. 339 1081140 o consultando la pagina Special Boxe Italia
Supportaci :

1 commento

  • è davvero meraviglioso tutto ciò. Aprire le porte a questi ragazzi che combattono ogni giorno le difficoltà e affrontano il tutto lavorando con la boxe è un enorme passo avanti, per chi come me, ama combattere e vorrebbe tanto mettersi alla prova con grandi atleti. Non so se la mia città di Bari offre questa opportunità, ma è certo che mi piacerebbe tanto. Non vivo in carrozzina ma ho un deficit staturale e spero che questo mi possa dare un’opportunità, un giorno di poter combattere su un vero ring con grandi atleti.
    Grazie per quello che fate. Luigi Clemente

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