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Kovalev domina, poi rischia e infine vince! Yarde KO

Al Traktor Sport Palace di Chelyabinsk, in Russia, è andato in scena l’incontro valevole per il titolo dei pesi mediomassimi WBO tra il campione russo Sergey “Krushev” Kovalev (34-3-1, 29 KO) e il picchiatore inglese Anthony Yarde (18-1-0, 17 KO).

Un match dall’andamento folle, dominato da Kovalev per buona parte, ma caratterizzato da una fase in cui il russo ha rischiato di finire giù, all’ottavo round, sotto i colpi e l’enorme fisicità di Yarde.

Un confronto affascinante, tra un pugile dalla grande tecnica ed esperienza, Kovalev, abituato a dominare la lunga e media distanza, e un giovane, Yarde, dalla fisicità dirompente, ben più a suo agio dalla corta.

Come già pronosticato nella presentazione del match of the week, una sfida che aveva il sapore del grosso azzardo per entrambi i pugili: da una parte il campione russo che accetta un match insidioso, contro un pugile che aveva rappresentato fino ad oggi un’incognita, certamente dotato ma poco testato anche in patria, cosa abbastanza rara per un pugile inglese, che generalmente esce dai confini di Albione solo dopo aver seguito un certo tipo di percorso; dall’altra Yarde, che viene spedito, senza un graduale percorso di crescita, contro un pugile del rango di Kovalev il quale, eccessi fuori dal ring a parte, è parso in ottima forma contro Eleider Alvarez, tanto da sovrastarlo tatticamente e atleticamente e finendo per riprendersi la cintura, persa proprio contro quest’ultimo, con autorità.

Va dato atto e merito ad entrambi per aver accettato un match “sconveniente”. Non è poco di questi tempi.

L’entrata di Yarde è sfrontata, e l’inglese ostenta sicurezza con un balletto vagamente irrisorio. Kovalev, invece, entra in scena con tranquillità, in modo sobrio.

Kovalev è un pugile dalla grande tecnica, specie dalla media e lunga distanza, dove può far valere la pesantezza e la perizia con cui porta jab e diretto destro, mentre è meno a suo agio dalla corta. La preparazione tecnica del pugile russo è indiscutibile, così come il fatto che sia un atleta non proprio rigoroso, spesso dedito ad eccessi fuori dal ring, in totale antitesi con quanto si vede tra le sedici corde.

Yarde invece è pugile che predilige la corta misura, da cui lascia partire colpi assai potenti. Dotato di grande fisicità, è in grado di metter al tappeto l’avversario con il singolo colpo o per accumulo, come conferma l’altissima percentuale di KO (94%). L’occasione per Anthony poteva essere una ed una sola: accorciare, nel tentativo di non venir bombardato dai colpi diretti di Krusher e, una volta giunto alla corta, lavorarlo al corpo e attendere il momento propizio per colpirlo pesantemente, sfruttando una mascella, quella di Kovalev, non proprio solidissima.

Ma Kovalev ha saputo imporre il suo solito registro, fatto di jab e diretti puliti, precisi e pesanti, in grado di frenare l’iniziativa di qualunque pugile. Non ha concesso al rivale molte opportunità per accorciare, privandolo della possibilità di utilizzare le armi a sua disposizione, per lo meno per buona parte del match. Le prime sei riprese sono di Kovalev. Il russo non sembra intenzionato a spingere e controlla il match con i diretti. Yarde sembra tenere bene i colpi ma, a parte qualche colpo sporadico, non riesce a trovare una chiave per interpretare il match in modo più propositivo. Il canovaccio segue il medesimo copione per tutta la prima metà, ma Kovalev pare perdere freschezza col passare del tempo. Ed infatti, alla settima non riesce ad imporre la sua boxe ed è anzi Yarde a farsi avanti, riuscendo ad accorciare ed entrando con più facilità nella guardia del russo. All’ottavo round quello che non ti aspetti: Yarde è ancora fresco e tenta l’assalto, colpendo ripetutamente Krusher, che pare nettamente in difficoltà, barcollante sulle gambe. Il russo si salva solo grazie al suono della campanella e Yarde è ora padrone della situazione. Ma l’inglese ha speso troppo nell’ottava ripresa e, durante la nona, comincia a mostrare evidenti segni di fatica, dovuti ai colpi presi e allo sforzo profuso nel round precedente.

Così, un po’ a sorpresa, Kovalev riprende a martellare con jab e diretto. Sebbene entrambi appaiano stanchi, Yarde commette l’errore di ritenere Kovalev ormai spacciato, tanto da avanzare senza criterio e venire così colpito ripetutamente da Krusher, che prende nuovamente coraggio. Yarde subisce così ulteriori colpi che non fanno altro che sfiancarlo. Il russo ora sembra averne di più. Alla decima Yarde rischia di finire al tappeto sotto i colpi di Kovalev, ma è evidente che anche il campione non ne ha quasi più, tanto da non riuscire a finire il rivale. L’undicesimo round, però, è quello finale: Kovalev colpisce ripetutamente Yarde col jab e conclude col lo stesso colpo, un jab che atterra definitivamente Yarde, apparso stanchissimo, tanto da non tentare nemmeno di rialzarsi.

Kovalev vince per KO e si conferma campione dei pesi mediomassimi WBO.

 

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