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Canelo annienta Kovalev: è campione WBO dei mediomassimi!

Questa notte l’MGM Grand di Las Vegas è stato il palcoscenico della sfida tra Saul “Canelo” Alvarez (53-1-2, 36 KO) e Sergey “Krusher” Kovalev (34-4-1, 29 KO). Un match atteso da tutti, una sfida tra due pugili agli estremi opposti: un medio “quasi” naturale dotato di difesa magistrale, mascella granitica e di velocità di tronco e braccia da fenomeno, e un mediomassimo fatto e finito, con colpi diretti tra i migliori del circuito e un footwork assolutamente di prim’ordine. In palio la cintura di campione del mondo dei mediomassimi WBO detenuta da Kovalev.

Il match, decisamente tattico nella prima parte, si è acceso nella seconda, ed è stato un capolavoro strategico di Canelo.

Una sfida difficile, incerta per larghi tratti, che ha visto Alvarez uscirne vincitore con caparbietà e intelligenza, ribadendo una volta di più di essere un pugile fenomenale. Un confronto tutta basato sul dominio della distanza: la necessità di accorciare per colpire con ganci e montanti e demolire il russo per Alvarez, il tentativo di mantenere Canelo a debita distanza frenandone l’incedere grazie a jab e diretto per Kovalev. Un duello quasi scacchistico tra due pugili agli antipodi, stilisticamente e strutturalmente.

Fin quando gambe e fiato hanno retto Kovalev, permettendogli di muoversi agevolmente sul ring e di esibire il suo celebre jab, per Canelo è stato difficilissimo trovare la misura e azionare le sue proverbiali combinazioni. Nonostante la grande velocità di braccia e la capacità di prendere il tempo con una schivata sul posto, gestire l’allungo di un pugile come il russo non poteva essere impresa da poco. Canelo è stato abile a pazientare, limitando i danni, mettendo costante pressione al rivale, costringendolo ad un movimento continuo e dispendioso, consumandone le energie mentali e fisiche.

Come era lecito aspettarsi, è Alvarez a prendere il centro del ring con piglio deciso e autoritario, mentre Kovalev si muove lungo le corde opponendosi alla pressione del messicano con i suoi colpi di sbarramento, in particolare con quel jab capace di demolire avversari su avversari.

L’avanzata di Canelo tra i fendenti precisi del russo doveva per forza di cose comportare il pagamento di un dazio: il messicano ha dovuto inevitabilmente assorbire numerosi jab e qualche diretto destro di Kovalev.

La straordinaria difesa di Alvarez, unita alle incredibili qualità di incassatore, hanno permesso al rosso di passare quasi indenne attraverso la prima parte del match. Meno mobile sul tronco rispetto ai suoi standard, Canelo si è affidato ad una costante guardia alta, molto attenta e chiusa.

Una scelta tattica quasi obbligata, eppure messa in atto con grande lucidità e rigore. La consapevolezza dei rischi che comportava qualsiasi tentativo di accorciare, ha fatto si che l’incedere del messicano fosse ragionato e prudente. Del resto, prendere un destro caricato di Kovalev in pieno volto avrebbe probabilmente significato per Alvarez assaggiare per la prima volta il tappeto.

L’andamento del match è stato per buona parte in sostanziale equilibrio. Ad una prima ripresa di studio hanno fatto seguito numerose riprese sul filo di lana, con i due ad interpretare ruoli ben definiti. Il russo è abile a muoversi senza concedere la corta al rivale, legando non appena Canelo giunge a distanza ottimale per far valere le sue leve più corte. I colpi di Kovalev paiono meno caricati del solito, una scelta precisa volta ad evitare di esporsi troppo ai counter di Alvarez. Canelo cerca maggiormente il corpo, per togliere energie al russo, ma riesce a mettere a segno anche qualche buon jab, grazie ad una scelta di tempo da campione.

La prima metà del match scivola via così, tra qualche fischio del pubblico pagante. Il match si accende all’improvviso nella seconda parte. Sesta e settima ripresa vedono Canelo spingere maggiormente, nel tentativo di chiudere il russo alle corde. Nell’ottava i ruoli si invertono. La ripresa si apre con Kovalev che mette a segno un bel diretto destro. È il russo ora a spingere, seppur con gran prudenza, intuendo il tentativo di Alvarez di “stanarlo”. Nella nona Canelo riprende a venire avanti ma è Kovalev a far suo il round grazie a buone combinazioni, ad un bel destro ed un gancio sinistro che colgono Canelo impreparato.

Nella decima ripresa Canelo cambia nuovamente passo, mettendo ulteriore pressione a Kovalev. Un destro carico del messicano si stampa sul volto del russo, che comincia a mostrare qualche segno di stanchezza.

Nell’undicesima ripresa Alvarez completa il suo capolavoro. I riflessi di Kovalev paiono appannati, e il messicano ne approfitta per andare a segno con un diretto destro e con un gancio sinistro decisamente pesanti. Una volta alle corde, Canelo investe Krusher con un micidiale destro corto alla tempia, a cui fa seguire un gancio sinistro alla mascella che spegne definitivamente Kovalev, e completa il lavoro con un diretto destro che fa crollare definitivamente al tappeto il russo.

Saul Canelo Alvarez diviene così campione del mondo dei pesi mediomassimi WBO, aggiungendo una cintura al suo già straordinario palmares, nella quarta categoria di peso, e divenendo contemporaneamente detentore di cinture in tre categorie di peso.

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2 commenti

  • Paolo

    Più che un capolavoro tattico, ancora una volta Canelo si distingue più per la sua fortuna. È stato a prendere il Jeb sul muso per 11 riprese finché ha trovato il colpo della domenica. Per favore fate di scrivere di boxe a giornalisti meno faziosi e che capiscano della materia

    • Alessandro Preite

      Ciao Paolo. Io non parlerei di fortuna. Chiunque abbia visto il match parla di molte riprese sul filo di lana. All’ottava ripresa la situazione era di sostanziale equilibrio. Non parlerei nemmeno di colpo della domenica: Alvarez è stato molto accorto per buona parte del match, ha variato il piano tattico quando ne ha avuto bisogno (per rifiatare, e forse per provare a far uscire Kovalev dal guscio). Infine, ha spinto quando ha intuito che il russo cominciava ad avere il fiato corto. Passare attraverso i diretti di Kovalev non è impresa da poco. A mio avviso ha atteso il momento propizio e, non appena ha intuito che il russo cominciava a mostrare segni di stanchezza, ha colpito.

      Ti posso assicurare che, stante il fatto di ritenere le combinazioni di Alvarez splendide, sono tutt’altro che un suo tifoso e sono stato spesso critico in merito a certi verdetti a lui favorevoli (vedi Lara, il primo match con Golovkin e forse pure il secondo).

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