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Kovalev batte Alvarez e si riprende il suo titolo WBO

Sergey Kovalev è tornato. E si è ripreso la cintura che già gli apparteneva.

Al Ford Center di Frisco, Texas, è andato in scena il secondo atto della sfida tra Sergey “Krusher” Kovalev (32-3-1, 28 KO) ed Eleider “Storm” Alvarez (24-0, 12 ko), valevole per il titolo WBO dei pesi mediomassimi. L’incontro ha sancito il rientro prepotente nella categoria di Sergey Kovalev, parso rigenerato grazie alla cura di Buddy McGirt, suo nuovo trainer, già allenatore di Arturo Gatti, Paul Malignaggi e Antonio Tarver.

Un Kovalev tornato in grande spolvero, che ha messo in mostra una condizione atletica davvero eccellente, muovendosi in modo continuo ma accorto per dodici round e soprattutto esibendo un notevole workrate, fatto di colpi portati con grande fluidità e naturalezza, mai forzati. Ciò che maggiormente ha stupito è stata la grande lucidità con cui Kovalev ha condotto l’incontro. Sempre attento, calmo, non è parso mai in apprensione, gestendo le varie fasi con grande sagacia e assorbendo con apparente calma quell’unico momento di difficoltà, al sesto round, quando Alvarez è riuscito finalmente a mettere a segno il miglior colpo del suo repertorio, quel gancio destro che tanti danni aveva fatto nel precedente match.

L’incontro è stato letteralmente dominato per dodici round da Kovalev, che ha da subito dettato legge con il jab e con continue serie a due mani, andando a bersaglio al volto e soprattutto al corpo, togliendo così fiato all’avversario. Soprattutto, il russo è stato abilissimo nel gestire la distanza, non consentendo al rivale di trovare la misura e mandandolo spesso fuori giri.

Alvarez, sebbene sempre reattivo ed esplosivo, è parso troppo attendista, alla costante ricerca del colpo risolutore e soprattutto nell’attesa di un mai giunto calo fisico del russo. Il match non ha riservato grandi sussulti, ad eccezione dell’overhand al sesto round che per un istante ha stordito Kovalev, abile a rimanere lucido e a ripartire con i suoi colpi in linea, sempre efficaci. Il russo ha sciorinato tutto il suo repertorio nelle dodici riprese senza tuttavia cercare il colpo del KO, cosciente della solidità del colombiano ma anche della superiorità della sua scherma. Alvarez, dal canto suo, non è parso in grado di imporre i suoi ritmi, anzi, ha subito costantemente quelli del rivale.

La vittoria, per decisione unanime, ha visto Kovalev prevalere con i seguenti cartellini: 120-108 e un doppio 116-112. Le statistiche di compubox attestano una netta supremazia del russo sul colombiano, con un numero di colpi a segno pari al doppio dell’avversario (213 contro 111).

Al di là dei freddi numeri Kovalev è parso letteralmente rinato. Merito anche e soprattutto del nuovo sodalizio con McGirt, dopo i burrascosi trascorsi con i precedenti trainer, tra cui Abel Sanchez. C’è una scena che fotografa al meglio il rapporto di fiducia instaurato dai due: a fine sesto round, dopo che Alvarez ha messo a segno il suo miglior colpo del match, Kovalev torna all’angolo e ascolta attentamente McGill che lo ammonisce di usare le finte e di muovere maggiormente la testa. Da quel momento Kovalev mette in mostra micromovimenti di testa e braccia che tengono Alvarez in apprensione, fino agli ultimi secondi dell’incontro, in cui Krusher esibisce una splendida finta col destro per poi entrare con jab, gancio destro e sinistro.

Al gong finale, il russo alza le braccia, consapevole di aver dato il meglio di sé e di aver vinto l’incontro. Con convinzione, senza nemmeno ripiegare nei round finali quando avrebbe avuto senso combattere in modo più conservativo.

Ora per Kovalev si aprono le porte per un eventuale match di riunificazione contro gli altri detentori dei titoli: Gvozdyk, Beterbiev e Bivol. È lo stesso russo a lanciare il guanto di sfida ai rivali, nelle dichiarazioni post match: “Chi è pronto per un match di unificazione?”.

Il re è tornato.

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