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Kazuto Ioka firma il suo capolavoro mettendo KO Kosei Tanaka

La tradizione tutta giapponese di concludere l’anno con un’affascinante riunione di livello mondiale si è ripetuta anche stavolta regalandoci l’ennesima piccola perla. L’assoluto protagonista all’Ota-City General Gymnasium è stato il 31enne nipponico Kazuto Ioka (26-2-0, 15 KO) che ha difeso con successo il suo titolo mondiale WBO dei supermosca dall’assalto del connazionale Kosei Tanaka (15-1-0, 9 KO). Ioka ha firmato un autentico capolavoro mettendo il rivale KO in otto riprese dopo avergli inflitto una vera e propria lezione di pugilato.

Ci si attendeva un match equilibrato in cui la maggiore esperienza e la tecnica superiore del campione sarebbero stati messi a dura prova dal vigore fisico, dall’esplosività e dall’entusiasmo dello sfidante e invece l’equilibrio è durato appena tre riprese prima che l’incontro si incanalasse su un binario a senso unico. I bookmaker vedevano addirittura favorito Tanaka, probabilmente in virtù del suo record immacolato e della formidabile scalata che nel giro di soli tre anni dal 2015 al 2018 gli aveva permesso di conquistare mondiali in tre differenti categorie di peso.

Il primo round ha rivelato la bellezza del confronto stilistico, con lo sfidante a centro ring, intento a mettere pressione, e il campione che gli girava intorno soppesando la distanza col suo jab senza dare punti di riferimento. Poi i due connazionali si sono divisi equamente le successive due riprese, con Ioka più intraprendente nella seconda e Tanaka bravo nello scuotersi dalla tensione della terza. Quanto è accaduto in seguito tuttavia ha certificato l’indiscutibile superiorità del pugile più esperto.

Per nulla intimorito dai propositi bellicosi del più giovane rivale, Ioka ha infatti ribattuto colpo su colpo alle sue iniziative dimostrandosi nettamente più preciso ed efficace, anche da vicino. A sorprendere è stata la sua capacità di scendere sul terreno preferito dell’avversario senza sfigurare affatto, dimostrandosi superiore su tutti i fronti, compreso quello dello scambio serrato. Del resto Tanaka aveva approfittato sovente di una certa superiorità fisica sugli avversari in occasione dei suoi trionfi nei paglia, nei minimosca e nei mosca, ma alla quarta divisione questo vantaggio è sembrato venir meno, benché lo stesso Ioka abbia scalato col tempo le categorie.

La prima brusca accelerazione il campione l’ha impressa alla fine del quinto round, quando arretrando verso le corde ha sorpreso l’avversario con un improvviso gancio sinistro al volto spendendolo al tappeto. L’episodio si è ripetuto nella ripresa seguente, stavolta a centro ring, ancora una volta per mezzo di un gancio sinistro meravigliosamente doppiato. Un Tanaka frastornato ha cercato disperatamente di restare in partita, ma le sue iniziative apparivano confuse e prive di un filo conduttore, mentre la calma olimpica del campione in carica restava inalterata.

L’epilogo, determinato dall’ennesimo gancio sinistro di prima intenzione, si è materializzato nell’ottava tornata, quando Tanaka, già provato dalla dura punizione che stava subendo, è stato colto nuovamente impreparato mentre cercava di imbastire un attacco ed è stato afferrato “al volo” dall’arbitro Michiaki Someya prima ancora che toccasse il suolo per la terza volta. Interruzione più che mai opportuna che ha evitato al 25enne di Nagoya di subire ulteriori danni. Al momento dello stop il vincitore era in vantaggio di cinque punti su due cartellini e di sette punti sul terzo, segno inequivocabile della superiorità dimostrata sul quadrato.

A 31 anni compiuti Ioka si candida dunque prepotentemente ad affrontare i migliori esponenti della categoria dopo essersi laureato campione del mondo in quattro differenti categorie di peso e avendo perso soltanto due match in carriera, entrambi per Split Decision, l’ultimo dei quali contro il fuoriclasse filippino Donnie Nietes. Il giapponese ha già fatto sapere di essere interessato a sfidare il vincente della prossima sfida di alto lignaggio tra Roman Gonzalez e Juan Francisco Estrada, un’ambizione che alla luce di questo bellissimo derby di fine anno appare pienamente giustificata.

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