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La Taylor spazza via le polemiche: si riconferma contro la Persoon dopo una guerra!

Grande match e splendida vittoria per Katie Taylor (16-0-0, 6 KO) che nel Matchroom Fight Camp di Brentwood ha domato, questa volta in maniera limpida e incontrovertibile, un’agguerrita Delfine Persoon (44-3-0, 18 KO) sconfiggendola ai punti per decisione unanime della giuria. Questi i cartellini ufficiali: 98 a 93 e due volte 96 a 94, tutti in favore di Taylor che si è dunque confermata campionessa del mondo dei pesi leggeri per tutte e quattro le federazioni principali del pugilato.

Da parte della fuoriclasse irlandese ci si attendeva una performance convincente, capace di spazzare via le critiche e le maldicenze che l’avevano bersagliata dopo la prima sfida contro la picchiatrice belga a causa di un verdetto che non aveva convinto tutti. Taylor non ha tradito le attese, ha studiato con attenzione gli errori commessi nel primo confronto ed è salita sul ring con le idee molto chiare sulla tattica giusta da mettere in campo. Naturalmente però venir fuori con le braccia alzate da questa sfida plurititolata non è stato affatto semplice e i momenti difficili per la vincitrice, nonostante un avvio straordinariamente promettente, non sono mancati.

Le prime due riprese della campionessa sono state da incorniciare: colpi violenti e precisi, schivate millimetriche, gestione perfetta di spazi e tempi di esecuzione. Come se non bastasse, anche il danno inflitto sul volto della rivale è stato fin da subito molto consistente, tanto che Persoon è tornata al proprio angolo per il secondo minuto di pausa con uno zigomo visibilmente livido e gonfio e con una copiosa fuoriuscita di sangue dal naso. Dopo una terza ripresa più equilibrata e incerta, Taylor ha incrementato il proprio vantaggio non lasciandosi impressionare né intimidire dal workrate spaventoso dell’avversaria ed esibendo una tecnica notevolmente superiore.

Quello che sembrava un match destinato a risolversi con scarti molto larghi si è tuttavia complicato nel corso della fase centrale. Persoon ha infatti aumentato ulteriormente l’intensità riuscendo a giungere a contatto con maggiore frequenza e facendo valere la sua forza fisica nel corso delle fasi di corpo a corpo. Durante questi minuti concitati alcuni degli spettatori si saranno certamente chiesti come mai Katie Taylor non si muovesse vorticosamente sulle gambe per evitare la bagarre, ma la risposta è arrivata puntualmente nel corso dei cosiddetti championship round. Mentre gli ultimi minuti del primo incontro avevano visto l’irlandese esausta venir sballottata da una parte all’altra del quadrato, questa volta la campionessa si è affacciata alle riprese decisive con fiato sufficiente per chiudere in bellezza.

Ecco spiegata dunque la scelta di non rifiutare in toto la corta distanza: pur dovendo concedere una parziale rimonta alla sfidante, Taylor era riuscita a conservare sufficienti energie limitando i danni e stringendo i denti per poi venir fuori al momento opportuno. Magnifica è stata la sua nona tornata, impressionante la decima: gli ultimi due minuti della sfida hanno infatti visto le due pugili mulinare le braccia a centro ring battagliando con inaudita ferocia con la maggiore precisione della campionessa che faceva la differenza. Condivisibili a parere di chi vi scrive i due cartellini che hanno tributato uno scarto di due punti alla vincitrice, troppo largo quello che di punti ne ha sanciti addirittura cinque, ma quel che conta è la sostanza e la vittoria di Katie Taylor è parsa chiara e meritatissima.

A differenza di quanto accaduto negli Stati Uniti del resto, Delfine Persoon si è inchinata alla rivale dopo la lettura del verdetto e ha ammesso durante l’intervista di rito di non aver fatto abbastanza per strappare la vittoria. La belga ha anche rivelato di aver fatto fatica a rientrare nei limiti di peso e di essersi sentita leggermente svuotata nel corso del match, il che avrebbe influito negativamente sulla sua potenza. Ha poi affermato di essersi rotta il naso nel corso del secondo round ricavandone naturalmente considerevoli problemi di respirazione.

Entusiasta dal canto suo Katie Taylor che pur riconoscendo all’avversaria un indomito coraggio e una grande determinazione ha spiegato di aver eseguito alla lettera il piano tattico predisposto alla vigilia imponendosi con intelligenza e autocontrollo. Un bernoccolo piuttosto pronunciato spiccava sulla fronte della vincitrice, ma d’altro canto ben peggiori erano le condizioni del volto della sconfitta, letteralmente martoriato al termine del combattimento. Indipendentemente dall’esito finale entrambe le pugili hanno offerto un grande spettacolo e siamo certi che continueranno a regalarci tante emozioni nel proseguo delle rispettive carriere.

Katie Taylor vs Delfine Persoon 2: conferma o vendetta?

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