fbpx

Impresa pazzesca di Kambosos: batte Lopez e diventa campione unificato!

Ci si aspettava un bel match per il main event della riunione organizzata dalla Matchroom Boxing di Eddie Hearn al Madison Square Garden Teather di New York, ma quanto accaduto nel corso della battaglia tra Teofimo “The Takeover” Lopez (16-1-0, 12 KO) e George “Ferocious” Kambosos Jnr (20-0-0, 10 KO) ha superato di gran lunga qualunque aspettativa. Dopo dodici riprese infuocate, spettacolari e ricche di colpi di scena, il braccio alzato al cielo, contrariamente ai pronostici della vigilia, è stato quello di Kambosos, premiato meritatamente dai giudici con un verdetto di Split Decision e proclamato quindi nuovo campione del mondo unificato dei pesi leggeri per le sigle WBA (super), IBF, WBO e WBC (Franchise). Questi i cartellini ufficiali che hanno sancito l’impresa pazzesca dello sfidante: 111 a 115, 114 a 113 e 112 a 115.

Lopez aveva promesso un KO rapido e devastante e dopo pochi secondi dal primo suono del gong è apparsa chiara a tutti la sua volontà di tradurre in pratica i propositi manifestati nei giorni scorsi. Il fighter di radici onduregne ha infatti assalito il rivale caricando ogni colpo in modo spropositato, senza curarsi minimamente della difesa, come se di fronte a sé avesse un rivale inadeguato, pronto a essere messo giù. E invece a finire al tappeto, nello stupore generale, è stato proprio il campione in carica, sorpreso da un bellissimo destro alla tempia che lo ha costretto ad appoggiare un ginocchio al suolo e ad ascoltare il conteggio dell’arbitro Harvey Dock.

L’incidente di percorso non ha scalfito la fiducia in sé stesso di Lopez, che nelle due riprese seguenti ha continuato ad operare un pressing molto deciso, evidenziando il proprio vantaggio in termini di potenza e fisicità. Ciò che però ha lasciato di stucco molti degli spettatori in queste prime fasi intense della sfida è stata la solidità dello sfidante, capace di incassare senza battere ciglio fendenti che avrebbero messo in crisi tantissimi altri pugili d’élite e che invece l’australiano ha assorbito con disinvoltura, senza mai perdere il filo conduttore del suo combattimento.

Passato indenne attraverso la tempesta, Kambosos ha iniziato a tessere la sua tela a partire dalla quarta ripresa, adottando una strategia tattica semplicemente perfetta per mettere a nudo i difetti del suo avversario. Lo sfidante agiva infatti da attendista, muovendosi rapidamente sulle gambe per non concedere la misura al rivale e pizzicandolo ripetutamente con l’ottimo jab sinistro. Non appena Lopez cercava di forzare i tempi veniva rimesso in riga da combinazioni veloci e imprevedibili. Proprio la differenza di velocità, unita all’uso prolifico dei diretti, ha condizionato la fase centrale del match, nettamente favorevole a Kambosos anche in virtù del bassissimo numero di colpi portati dal campione.

Dopo aver dato qualche timido segnale di risveglio nel settimo round, Lopez è finalmente riuscito a rientrare in partita alla fine dell’ottavo, quando nel corso di uno scambio a centro ring ha fatto traballare per un attimo il suo avversario con un violento gancio al mento seguito da altri duri fendenti. L’episodio ha galvanizzato “The Teakeover” che nei tre minuti successivi ha attaccato in “modalità caterpillar”, scaricando tutto il suo arsenale sullo sfidante. Un Kambosos apparentemente stanco è poi finito al tappeto nella decima ripresa a causa di due destri consecutivi alla tempia e ha dovuto far ricorso a tutto il suo cuore per terminare la frazione sulle sue gambe nonostante le precarie condizioni di equilibrio e gli assalti tremendi del campione.

All’inizio dei cosiddetti championship round, benché il punteggio fosse decisamente in bilico, l’incontro sembrava ormai segnato in favore di Lopez. Dopo la pesantissima punizione subita da Kambosos nel decimo round infatti il solo fatto che l’australiano si sollevasse dal suo sgabello per riprendere la battaglia dev’essere apparso agli occhi di molti un mezzo miracolo. E invece, incredibilmente, lo sfidante non soltanto è riuscito a recuperare la piena lucidità nel minuto di pausa, ma ha persino ricominciato a dettare legge con i suoi colpi d’incontro, infierendo sul volto già profondamente segnato del detentore delle cinture.

Un Lopez ferito, disorientato e confuso è tornato a mettere a segno qualcosa di rilevante soltanto nel minuto conclusivo della dodicesima e ultima ripresa: troppo poco e troppo tardi per conservare le cinture. Negli attimi che precedevano la lettura del verdetto l’atteggiamento estremamente diverso dei due pugili ha messo in luce i rispettivi stati d’animo: mentre Kambosos era sorridente e rilassato, al punto da andare all’angolo del rivale per stringergli sportivamente la mano e fargli i complimenti, Lopez tradiva la tensione tipica di chi non è sicuro di aver fatto abbastanza per vincere. Chi vi scrive al termine delle ostilità aveva due punti di vantaggio per George Kambosos Jnr ed è quindi in accordo con i giudici Glenn Feldman e Frank Lombardi che hanno assegnato la vittoria all’australiano. Non desta scandalo comunque il punto di margine concesso a Lopez da Don Trella visto il grande equilibrio che ha contraddistinto il combattimento e le diverse riprese di dubbia attribuzione.

Commovente l’intervista finale del vincitore che ha ricordato il nonno scomparso da soli due mesi e ha ringraziato il suo staff per averlo preparato al meglio nonostante i molteplici rinvii per disputare e vincere il match più importante della sua carriera. Particolarmente affascinante è stato poi l’aneddoto che Kambosos ha raccontato per spiegare l’atterramento messo a segno nel round di apertura. L’australiano ha ricordato che quando Muhammad Ali chiese al grande Cus D’Amato un consiglio su come battere il terribile picchiatore Joe Frazier, si sentì rispondere di mettere tutta la sua forza in un singolo diretto destro e colpirlo nel primo round per togliergli certezze. Un consiglio che a distanza di tanti anni è tornato utile al fighter di Syndey.

Decisamente stonate sono state invece le parole pronunciate a caldo da Teofimo Lopez, che non solo non ha ammesso la sconfitta, ma si è spinto addirittura ad affermare di aver vinto dieci riprese su dodici. Dichiarazioni talmente insensate e fuori dalla realtà da meritarsi perfino qualche fischio da parte del folto pubblico locale, accorso in massa a sostenere Lopez. Non è chiaro se ora “The Takeover” salirà nei superleggeri per dire addio ai sacrifici di cui necessità per rispettare il limite delle 135 libbre o se accetterà l’offerta di un rematch che Kambosos gli ha prontamente presentato invitandolo a battersi in Australia. Di certo l’appellativo di “fuoriclasse” che alcuni già tributavano a Lopez dopo la sua sorprendente vittoria su Vasyl Lomachenko, in base a quanto visto in questa circostanza, era stato adoperato prematuramente.

Condividi su:
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

6 comments

  • Pier Paolo Gangemi

    Per sua fortuna Lopez non è salito nei superleggeri ad affrontare Taylor o si sarebbe preso una sporta di botte ben peggiore di quella subita da Kambosos

  • Mario Bibolini

    Complimenti per l’articolo che condivido pienamente. Kambosos ha vinto prima di tutto come uomo e poi come sportivo. Come sottolineato, dopo la decima ripresa nessuno avrebbe scommesso un Euro su Kambosos ed invece ci ha nuovamente stupiti tutti. Un match straordinario che ci fa ancora di più innamorare a questo straordinario sport che non finisce mai di stupire e di dare insegnamenti di vita: mai darsi per sconfitti prima di un evento, mai! Questo ci ha insegnato Kambosos.

  • Pier Paolo Gangemi

    Una sorpresa paragonabile a quella di Ruiz nel primo incontro contro Joshua.

  • david satanassi

    lopez ha ingenuamente sottovalutato il suo avversario , non ha adeguato la sua tecnica con un rivale veloce e motivato , un errore sistematico , anziche individualizzare l’avversario in un percorso ad hoc , non si è visto il lopez istrionico e quindi imprevedibile , ma solo a dimostrare la sua dominanza che ha fallito , la boxe insegna che la prima regola è di non sottovalutare mai l avversario , e per immaturità che è servita con lomacenko ma da campione ora non era necessaria , ma anzi è stata causa della disfatta , come incapacità di adeguarsi al rivale per sfruttare al massimo le proprie caratteristiche , se riuscirà a farlo nella rivincità potrebbe anche vincere , diversamente potrebbe invertire la rotta della sua carriera .

  • Quando si è troppo sicuri dei propri mezzi e si sottovaluta, l’avversario, ecco che boomm, questa sconfitta speriamo ridimensioni Lopez, perché era troppo sicuro di sé, combattimento stupendo, stupendo sport la boxe

  • Pingback: Boxe-Mania.com – Lopez Sr: “Niente rivincita.Saliremo a 140 lb!”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

X