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Chavez Sr: “I miei figli non hanno avuto abbastanza disciplina per diventare grandi”

Chavez Sr parla dei suoi figli.

L’ex fuoriclasse messicano Julio Cesar Chavez Sr, considerato tra i migliori pugili emersi dalla città centroamericana di Culiacan, “El Gran Campeon Mexicano” per eccellenza, ha sentito purtroppo sollevare molte critiche contro i suoi figli che hanno provato a percorrere le sue orme, specialmente negli ultimi tempi.

Sia il figlio minore, il 30enne “El Businessman Terremoto” Omar, che il maggiore, il 34enne “JC” Julio Cesar Chavez Jr hanno assaporato momenti di gloria per poi infliggere diverse delusioni al loro pubblico. Il primo non ha mai raggiunto le vette di suo fratello: almeno tre delle sei sconfitte sul suo record sono avvenute contro avversari di seconda fascia che avrebbe dovuto battere facilmente. JC Junior invece ha scalato i vertici arrivando anche a conquistare il titolo mondiale WBC dei pesi medi nel 2011 contro Sebastian Zbik e a partecipare a numerosi incontri contro grandi nomi in cui ha guadagnato milioni di dollari facendo ben sperare i fan messicani. Tuttavia dopo la battuta d’arresto contro Sergio “Maravilla” Martinez avvenuta nel 2012, la sua carriera non è stata più la stessa e il ragazzo ha collezionato altre significative sconfitte nel corso degli anni successivi: con Andrzej Fonfara, Canelo Alvarez fino all’ultima contro Daniel Jacobs.

Nel suo incontro dello scorso dicembre alla Talking Stick Resort Arena, contro “The Miracle Man”, avvenuto al limite dei supermedi, ha lasciato l’amaro in bocca a gran parte del pubblico accorso per ammirarlo: un suo ritiro al quinto round ha suscitato l’ira dei presenti che gli hanno lanciato contro ogni cosa, non avendo capito che aveva rimediato la frattura del setto nasale e che faticava a respirare. Numerose sono state poi le critiche nei giorni seguenti.

“È molto difficile sentire queste cose sui miei figli. La verità è che per me è stata estremamente dura: con i social media ora ogni critico ha qualcosa da dirti”, ha dichiarato Chavez Sr.

“Loro hanno voluto intraprendere questa professione. All’inizio non ero d’accordo, non volevo che fossero pugili, perché non ne avevano bisogno, ma come fai a negare ad un bambino che ha visto per tutta la vita suo padre boxare di provare a essere come lui?

Logicamente ci saranno sempre i confronti tra padri e figli, perché non saranno mai uguali! …i ragazzi a volte sono migliori, a volte non lo sono. Purtroppo i miei figli hanno iniziato bene, ma non con quella disciplina che serve davvero per diventare grandi nel pugilato”.

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