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Jeison Rosario mette Julian Williams KO e lascia il mondo sotto shock!

Al Liacouras Center di Philadelphia è accaduto l’impensabile: il semisconosciuto sfidante dominicano Jeison “Banana” Rosario (20-1-1, 14 KO) ha messo KO in cinque round il ben più quotato campione Julian “J Rock” Williams (27-2-1, 16 KO) strappandogli così le cinture mondiali WBA (Super) e IBF dei pesi superwelter, oltre al titolo minore IBO. Williams, che soltanto otto mesi fa era stato a sua volta protagonista di un trionfo sorprendente togliendo i titoli a Jarrett Hurd, era dato favorito da alcuni allibratori per 30 a 1 nel match di questa notte.

Se alla vigilia le dichiarazioni bellicose del 24enne Rosario non avevano impressionato particolarmente gli addetti ai lavori, quelle di Williams, improntate sulla prudenza e sulla consapevolezza di non dover sottovalutare il rivale, avevano raccolto un plauso unanime. Il pugile di Philadelphia, preparandosi a combattere davanti alla sua gente, aveva affermato a più riprese di non voler commettere lo stesso errore dell’ex detentore Hurd, salito sul ring contro di lui con spirito troppo leggero e tornato a casa detronizzato.

Le promesse di massima concentrazione del campione sono parse affidabili in avvio, dato che Williams ha aperto le danze con un eccellente primo round, muovendosi con circospezione, proteggendosi con il suo ottimo jab sinistro e mandando a vuoto gli attacchi sporadici di uno sfidante apparso molto guardingo nella ripresa di apertura.

Rosario tuttavia non si è recato a Philadelphia per fare la bella statuina e lo ha dimostrato a partire dalla seconda metà del round successivo, quando ha interrotto il ritmo di J Rock con destri d’incontro improvvisi e fulminei, uno dei quali ha aperto un brutto taglio in prossimità della palpebra sinistra del campione. L’azione in questione, eseguita con un impercettibile movimento del busto all’indietro seguito dall’immediata esplosione del destro d’acchito, è tutt’altro che semplice; vederla mettere in atto con tanta naturalezza da un pugile considerato fino a ieri poco più che un rozzo picchiatore ha lasciato sorpresi in molti, a partire da Williams e dal suo team.

L’angolo del campione ha mantenuto tuttavia il sangue freddo e mentre il cutman gli tamponava la ferita per liberarne la visuale, l’allenatore Stephen Edwards gli dava consigli saggi e ragionevoli sulla base di quanto stava accadendo sul ring, invitandolo a girare verso sinistra per evitare il destro del rivale e a non eccedere nella ricerca del volto, privilegiando il lavoro alla figura. Williams ha cercato di mettere in pratica i suggerimenti ricevuti e il match è proseguito sulla falsariga di quanto visto nel secondo round, col campione più continuo nella sua azione e lo sfidante più esplosivo e visibilmente pericoloso con le sue bordate.

Dopo quattro round a giudizio di chi vi scrive e di uno dei tre giudici la situazione era in perfetta parità; gli altri due cartellini vedevano invece due punti di vantaggio per Rosario. Quanto accaduto nel quinto round tuttavia ha reso pura accademia qualunque dissertazione sul punteggio: un corto gancio sinistro dello sfidante ha infatti scosso Williams rendendolo vulnerabile alla successiva raffica di colpi che lo ha costretto a legare disperatamente prima di rovinare al tappeto. L’arbitro Benjy Esteves Jr ha deciso sorprendentemente di non sanzionare il knock down, ma questo apparente favoritismo non ha fatto altro che peggiorare la situazione del campione, costretto a riprendere subito la contesa senza usufruire della piccola tregua che un conteggio gli avrebbe concesso. Inevitabile dunque l’epilogo: un bellissimo montante destro e un ulteriore gancio sinistro hanno raggiunto J Rock mentre quest’ultimo era spalle alle corde, facendogli piegare le gambe e provocando il giusto e tempestivo stop arbitrale.

Increduli e al settimo cielo i familiari di Jeison Rosario a bordo ring, impazzito di gioia il suo allenatore, commosso e quasi inebetito il pugile stesso: il bello della boxe è anche e soprattutto questo, con le sue favole, i suoi colpi di scena e la sua capacità di catapultare un 24enne ignoto ai più alla ribalta mondiale nel giro di una notte. Il pugile che qualche tempo fa veniva messo KO dal monocorde Nathaniel Gallimore e pareggiava col mediocre Mark Hernandez ha imparato dai suoi errori, ha sputato sangue in palestra ed è arrivato a sollevare le braccia al cielo con due cinture iridate alla vita.

Nefasta al contrario è stata la notte di Julian Williams, tradito ancora una volta da una preoccupante fragilità. Il KO subito poco più di due anni fa contro Jermall Charlo sembrava ormai nel dimenticatoio, ma i fantasmi di quella debacle sono tornati a manifestarsi quando i primi duri fendenti di Rosario hanno trovato il bersaglio facendo emergere una preoccupazione chiara e vivida sul volto di J Rock. Ad ogni modo il pugile di Philadelphia ha riconosciuto i meriti al vincitore con grande sportività e ha manifestato l’intenzione di esercitare la clausola di rivincita presente nel contratto, il che spalanca le porte a una seconda intrigante sfida tra i due. Alla luce di quanto visto a Williams servirà un autentico capolavoro tattico per riprendersi le cinture: riuscirà a risorgere nuovamente dalle sue ceneri come ha già fatto una volta?

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