fbpx

Joyce frantuma l’occhio e i sogni di Dubois con un KO in dieci riprese

Il vecchio leone ha frantumato i sogni di gloria della giovane promessa: nella Church House di Westminster il 35enne Joe “Juggernaut” Joyce (12-0-0, 11 KO) ha piegato le resistenze dell’astro nascente Daniel “Dynamite” Dubois (15-1-0, 14 KO) danneggiandogli l’occhio sinistro e costringendolo a inginocchiarsi per il conteggio completo nel corso del decimo round. L’ex vincitore della medaglia d’argento olimpica si è dunque aggiudicato la bellezza di cinque titoli in un colpo solo: quello Internazionale WBO, quello WBC Silver, quello britannico, quello del Commonwealth e soprattutto quello europeo, precedentemente vacante.

La maggior parte degli esperti e degli addetti ai lavori interpellati sul pronostico di questo match nei giorni scorsi aveva delineato due possibili scenari: Dubois era accreditato delle maggiori probabilità di vittoria in caso di scambi mozzafiato e finale rapido, mentre a Joyce si conferivano maggiori chance qualora l’incontro si fosse protratto oltre il giro di boa. Alla fine tali valutazioni si sono rivelate corrette, poiché “Juggernaut” si è imposto nell’ultimo terzo del match, ma l’andamento dello stesso ha comunque riservato diverse sorprese.

A impressionare un po’ tutti, compreso il suo dirimpettaio, è stato il jab sinistro di Joyce, un colpo sfruttato con estrema continuità fin dalle prime battute e destinato a rivelarsi un elemento chiave per i destini della contesa. Dubois ne ha dovuti digerire un paio subito dopo il primo suono della campanella e ha immediatamente compreso che prendere il tempo al rivale e spazzarlo via così come aveva fatto con quattordici dei suoi quindici precedenti avversari, non sarebbe stato facile. Joyce infatti non si è lanciato in una guerra all’arma bianca che lo avrebbe esposto al disastro, preferendo una pressione ragionata fatta di piccoli passi e costante martellamento col già citato jab.

Spronato dal suo angolo a scrollarsi di dosso la tensione del grande appuntamento, DDD ha dato vita a un notevole forcing nel corso della seconda ripresa e all’inizio della terza, ma i suoi duri fendenti sono stati tutti assorbiti con incredibile naturalezza dal più esperto rivale che non ha smarrito la concentrazione e ha continuato ad attenersi al suo piano tattico. Ad aiutare Joyce nel non capitolare di fronte alle sfuriate del suo pericoloso connazionale alcune piccole accortezze frutto della sua grande esperienza dilettantistica: muovendosi sempre verso destra infatti Juggernaut si allontanava dal destro di Dubois e muovendo con perizia testa e tronco riusciva ad ammortizzare e smorzare colpi che altrimenti avrebbero potuto essere fatali.

L’esperienza del gigantesco ex medagliato olimpico gli è venuta in soccorso anche quando, durante il sesto round, un corto gancio di Dubois giunto a bersaglio mentre i due erano in clinch lo ha visibilmente scosso: Joyce ha prontamente legato ed è rimasto a lungo allacciato al rivale nonostante i tentativi dell’arbitro Ian John Lewis di separarli, una condotta furba che gli ha permesso di recuperare pienamente la lucidità. La sesta ripresa è stata però teatro anche di un altro avvenimento di fondamentale importanza: l’occhio sinistro di DDD, a furia di essere martellato dai sinistri di Joyce, ha iniziato a chiudersi.

Sono seguiti round equilibrati in cui ai colpi più appariscenti ed esplosivi di Dubois faceva da contraltare il lavoro più continuo di Joyce. Benché il giovane favorito della vigilia facesse verosimilmente abbastanza per catturare l’occhio dei giudici con i suoi fendenti caricati, si aveva la sensazione che l’inerzia del match stesse girando poiché all’atteggiamento imperturbabile di Joyce si contrapponeva un’espressione sempre più preoccupata di Dubois, reso semicieco dal peggioramento del suo occhio e apparentemente in affanno anche sul piano del fiato.

Dopo 36 secondi dall’inizio della decima ripresa, l’epilogo che non ti aspetti: uno degli innumerevoli jab di Joyce ha raggiunto per l’ennesima volta il bersaglio e immediatamente DDD si è inginocchiato venendo contato dall’arbitro. Il giovane atleta londinese ha atteso il dieci di Lewis prima di alzarsi e tornare con animo afflitto al suo angolo, con l’occhio sinistro non più semplicemente chiuso ma anche estremamente gonfio. Benché nell’intervista che ha seguito l’epilogo del match il ragazzo si sia limitato a poche parole attribuendo all’assenza di visuale il motivo dell’abbandono, le notizie giunte in seguito hanno rivelato il suo ricovero in ospedale per sospetta frattura orbitale con possibile interessamento del nervo ottico.

Ben altro umore si leggeva sul volto del vincitore che ha comunque reso onore allo sconfitto riconoscendone la grande potenza e confessando di essere riuscito a gestire i momenti difficili facendo ricorso ai trucchi del mestiere acquisiti nell’arco della sua lunga carriera in canotta. Joyce non ha poi avuto dubbi nell’indicare il nome del pugile che vorrebbe affrontare nel suo prossimo match, ovvero il talentuoso ucraino Oleksandr Usyk che nel lontano 2013 lo sconfisse ai punti in un incontro delle World Series of Boxing sulle cinque riprese. L’ex imperatore dei pesi cruiser per la verità sembrerebbe intenzionato a far valere a tutti i costi il suo ruolo di sfidante ufficiale WBO per affrontare Anthony Joshua, ma qualora tali piani non dovessero andare in porto una rivincita con Joyce potrebbe rivelarsi un’alternativa interessante.

Condividi su:
  • 514
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

One comment

  • Tic Tac

    Forse è sfuggito ai più, ma Dubois ha preso una testata proprio sull’occhio sinistro, esattamente a metà del secondo round (se vede bene nel replay a fine round). Questo porterebbe essere l’origine dal problema al suo occhio, ovviamente peggiorato dal continuo martellamento col jab di Joyce

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

X