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Joyce vince per KOT contro Stiverne, ma la performance è deludente.

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Questa notte, alla O2 Arena di Londra, nel sottoclou di Chris Eubank Jr. vs James DeGale, è andato in scena il confronto tra il veterano Bermane Stiverne (25-3-1, 21 ko) e Joe Joyce (7-0-0, 7 ko).

Stiverne, che non combatteva dal 4 Novembre 2017, quando fu messo ko in un solo round da Deontay Wilder, è salito sul ring in condizioni di forma pessime, ad un peso di 123,8 Kg, ed è parso da subito goffo e lento in modo esasperante. Per tutto il match non ha fatto altro che cercare disperatamente il singolo colpo da KO. Ciò nonostante è riuscito a piazzare qualche buon fendente, in particolar modo con il gancio destro. Che con un po’ di fortuna – e precisione – in più avrebbe potuto fare grossi danni visto che l’avversario era quasi altrettanto lento, statico e fermo sul tronco.

Joyce non ha certamente impressionato, anzi, viene da chiedersi come si possa anche solo pensare di accostarlo a gente come Joshua, Wilder o Fury.
L’argento olimpico di Rio, allenato da Abel Sanchez, è al momento un pugile macchinoso, eccessivamente rigido, di gambe e busto, e non certo veloce di braccia. Non ha messo in mostra abilità tali da permettergli di insidiare la triade che sta catalizzando tutta l’attenzione della categoria regina.

Stiverne, a parte qualche replica, ha subito per la maggior parte del tempo l’iniziativa del più giovane avversario. Al terzo è messo in ginocchio da Joyce con un buon gancio destro, dopo una lunga serie a due mani e a coronamento di un round praticamente dominato dall’inglese.
Stiverne ha proseguito a incassare colpi su colpi, e la punizione è apparsa già troppo severa a fine terza ripresa.
Malgrado ciò, il pugile di Haiti è riuscito comunque a trovare sporadiche repliche con ganci larghi che Joyce non ha tentato nemmeno di schivare. Il match è stato prolungato dalla poca incisività di Joyce, che ha faticato a metter al tappeto un avversario in evidente affanno, sorretto solo da volontà ed esperienza.
Al sesto round l’incontro è stato interrotto dall’arbitro, dopo una serie di ganci e diretti che hanno centrato in pieno volto Stiverne, ormai incapace di reagire. Joyce vince quindi per KOT il suo ottavo match.

Verrebbe da chiedersi il senso di un match tanto infimo, utile solo per far guadagnare l’ennesima borsa ad un pugile che dovrebbe avere la dignità e la decenza di pensare al ritiro, e per accrescere in qualche modo il record di Joyce in modo tale da farlo giungere rapidamente ad un match titolato, visto il tardivo approdo al professionismo, a 32 anni. L’impressione destata dal britannico però è stata tale da rendere risibile anche solo pensare di metterlo sul ring contro uno dei top di categoria.

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