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Joshua: “Fury non è una minaccia. Faccio errori, non sono perfetto ma ci sto lavorando”

Il prossimo 12 dicembre sul ring della O2 Arena di Londra, il campione unificato dei pesi massimi, Anthony Joshua metterà in palio le proprie cinture IBF, IBO, WBA e WBO contro lo sfidante ufficiale bulgaro Kubrat Pulev. Un incontro che sarebbe dovuto andare in scena a giugno presso il Tottenham Stadium nel noto quartiere londinese, ma che come tutte le sfide del periodo ha dovuto subire riprogrammazione a causa della diffusione della pandemia da coronavirus. Ritardo che ha però giocato a favore del pugile britannico che nel frattempo ha avuto la possibilità di recuperare da un infortunio al ginocchio sinistro. “Mi è andata bene ad essere onesti”, ha dichiarato AJ al riguardo, che ha poi scherzato: “Mi ha risparmiato settimane di pugni in testa, e questo non può mai essere una brutta cosa”.

Dopo questa difesa obbligatoria, ovviamente laddove ne uscisse vincitore, Joshua si dirigerà verso il superderby d’oltremanica, valevole come riunificazione mondiale dei massimi, contro il “Gipsy King” Tyson Fury detentore del titolo WBC con il quale, quantomeno in maniera informale, ha già stretto un accordo ormai da diversi mesi. Naturalmente anche quest’ultimo dovrà superare prima la sua trilogia contro il “Bronze Bomber” dell’Alabama Deontay Wilder affinchè ciò possa avvenire. Un match quello contro Fury, molto più duro per AJ di quello che si prospetta a dicembre contro il 39enne bulgaro, ma che non impensierisce il 30enne di Watford: “Tyson ha bisogno di istruzione. Tutti noi atleti lo abbiamo fatto: spesso non siamo andati granchè lontano nella scuola, quindi un sacco di nostri commenti e azioni non sono così eccezionali”, le sue parole a GQ Megazine.

“Ma parliamo di lui come pugile. Non lo trovo pericoloso e non gli ho visto fare nulla in particolare sul ring per il quale penso: ‘Questo ragazzo sarà un’enorme minaccia’. É talentuso ed è un tipo strano, e questo spesso è sufficiente per portarti abbastanza lontano nella vita. Sono un tipo di persona come Jekyll e Hyde davanti a questo. Da un lato credo di poter elevare me stesso a un livello diverso essendo l’Anthony Joshua che voglio che il mondo veda. Ma d’altra parte, sono una persona reale. Faccio errori, non sono perfetto. Ci sto provando, però a non farli. Lo sto facendo davvero. Sto lavorando su me stesso ogni giorno”.

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