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Miller fallisce il test VADA: la sfida contro AJ a rischio!

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Traballa la sfida del 1° giugno! A quanto sembra Jarrell Miller pare abbia fallito il test VADA. Per il momento, risulta ancora l’avversario di Anthony Joshua, ma il rischio di un possibile sollevamento dalla carica di sfidante, fino ad ulteriori accertamenti, incombe.

La conferma arriva dal promoter britannico Eddie Hearn, che afferma di essere stato informato del risultato negativo sul campione di urine fornito all’associazione antidoping volontaria da Miller il 20 marzo. Queste le dichiarazioni tramite il suo account Twitter:

“Siamo stati informati dal VADA che è stato riscontrata una sostanza illegale nei test del campione di Jarrell Miller raccolto il 20 marzo 2019. Stiamo lavorando con tutte le parti interessate e aggiorneremo con ulteriori dettagli presto. La preparazione di AJ continua comunque per il 1° giugno a MSG”.

Il VADA incaricato appunto di gestire i test per monitorare i due pugili dei pesi massimi in vista della loro sfida al Madison Square Garden di New York, ha segnalato nella giornata di martedì, che la sostanza a cui è risultato positivo “Big Baby” è il GW 501516, noto anche come endurobol, sostanza vietata che aiuta a bruciare il grasso in eccesso, accelerare il recupero durante l’allenamento e aumentare significativamente la resistenza.

A sostegno del suo pugile, Dmitriy Salita co-promoter di Miller, ha rilasciato questa dichiarazione: “Stiamo ottenendo ulteriori informazioni sui risultati di VADA e presto avremo ancora molto da dire su questa situazione in via di sviluppo! Nel frattempo, Jarrell continua ad allenarsi per la sua sfida contro Anthony Joshua”.

Se Miller (23-0-1, 20 KO) venisse rimosso e saltasse l’incontro, qualsiasi potenziale sostituto avrebbe all’incirca un mese e mezzo per prepararsi a sfidare Joshua e al pugile statunitense toccherebbe dunque rinunciare alla borsa più grande della sua carriera i 6,5 milioni di dollari previsti per lui per questa sfida, contro i 30 per il campione Joshua (22-0, 21 KO).

E pensare che nel suo abituale trash talking durante il tour di press conference, era stato Miller ad accusare Joshua di usare i PED per preparare i suoi incontri! Nonostante tra l’altro egli stesso ci fosse incappato già in passato, ed ora un’atra volta.

Per Miller di fatti non è la prima volta: anche circa cinque anni fa, quando era un kickboxer è stato trovato positivo ad una sostanza vietata. In quell’occasione, a giugno 2014, la California State Athletic Commission lo ha sospeso per nove mesi e multato per 2500 dollari perché risultato positivo al methylhexaneamine.

Episodio quello che Miller ha giustificato, circa due mesi fa durante la promozione della sfida contro Joshua, dicendo che ha fallito quel test perché era solito assumere un integratore che non sapeva contenesse una sostanza che figurasse nell’elenco delle sostanze vietate. E questa volta, lo avrà saputo?

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