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Josh Taylor è il re dei superleggeri: battuto Prograis!

Nella splendida cornice della O2 Arena di Londra, lo scozzese Josh “The Tartan Tornado” Taylor (16-0-0, 12 KO) ha potuto issare al cielo il Muhammad Ali Trophy avendo battuto per Majority Decision un lodevole Regis “Rougarou” Prograis (24-1-0, 20 KO) vincendo così il prestigioso torneo WBSS dei pesi superleggeri. Questi i cartellini ufficiali dei giudici, sanciti al termine di un match bellissimo ed avvincente che ha consentito allo scozzese di aggiungere il Titolo Mondiale WBA di categoria a quello IBF già in suo possesso: 114 – 114, 115 – 113 e 117 – 112.

Una tensione palpabile era nell’aria durante l’ingresso dei due pugili sul ring: più sobrio Taylor, accolto dall’ovazione dei numerosi scozzesi presenti; più appariscente Prograis, con la sua consueta maschera da lupo mannaro in ossequio alla creatura leggendaria da cui prende il soprannome. Entrambi gli atleti sono comunque apparsi estremamente concentrati e sicuri di sé mentre l’arbitro dava le ultime istruzioni regolamentari.

Come ci si poteva attendere la prima parte del match è stata piuttosto tattica: in un clima decisamente elettrico i due campioni si sono fronteggiati dosando con circospezione i colpi e le azioni offensive, cercando di decifrare i rispettivi stili mancini e di predisporre la tattica più funzionale a stanare l’avversario. Alla maggiore intraprendenza di Taylor, stabilmente padrone del centro del ring fin dall’avvio, facevano da contraltare i riflessi fulminei di Prograis, agile quanto un’anguilla nel suo gioco di tronco, e i suoi fendenti secchi e temibili, indirizzati soprattutto al corpo. Ne sono scaturiti quattro round equilibrati nel corso dei quali entrambi i contendenti davano la sensazione di trattenersi in vista dei fuochi d’artificio.

A rompere gli indugi è stato il campione IBF, capace di aumentare il ritmo a partire dal quinto round aprendosi la strada con jab rapidi e chiudendo le azioni con ganci destri alla testa e improvvisi montanti al corpo. Abituato a tenere a bada i rivali di turno con la sua prodigiosa potenza, Prograis ha fatto fatica ad adattarsi al pressing intelligente ma costante dell’avversario, ha trovato sempre meno varchi per i propri colpi d’incontro e non è riuscito a far salire il proprio workrate a livelli sufficienti per tenere il passo del rivale.

Taylor ha così potuto prendere il largo aggiudicandosi nettamente la fase centrale del combattimento con una condotta tattica indubbiamente più prudente del solito ma allo stesso tempo orientata alla demolizione scientifica e risoluta del pericoloso dirimpettaio. L’americano ha però dato prova di straordinaria tenacia incassando colpi durissimi senza mai uscire definitivamente dalla sfida né sul piano fisico né su quello mentale. A riprova di quanto Rougarou fosse ancora vivo e vegeto, un sinistro terribile ha colto impreparato Taylor nel finale dell’ottavo round danneggiandogli visibilmente l’occhio destro.

Lo scozzese, incitato a gran voce dal pubblico, non si è lasciato scoraggiare dall’aver subito quello che è stato probabilmente il colpo più bello dell’intero match: ha insistito nel suo pressing ragionato giungendo ai fatidici championship round in chiaro vantaggio, al punto da poter ragionevolmente pensare di amministrare i minuti restanti minimizzando i rischi e portando a casa la preziosa vittoria. Si sa però che nelle vene degli scozzesi non corre sangue comune: quello di Taylor ribolliva dalla voglia di guerreggiare e gli ultimi sei minuti della sfida hanno offerto ai fan una battaglia cruenta e senza respiro.

A complicare la vita del Tornado e a fargli correre rischi impensabili fino a poco prima, ci ha pensato l’occhio destro già menzionato. Il gonfiore è infatti aumentato a dismisura fino a chiudergli completamente la visuale, esponendolo così ai micidiali sinistri di Prograis, deciso a tentare il tutto per tutto per impadronirsi della posta in palio. L’americano è quindi tornato prepotentemente alla ribalta mettendo a segno autentiche staffilate con la sua mano forte e accorciando le distanze sui cartellini. Un sinistro a tutto braccio di Rougarou ha persino fatto leggermente barcollare il rivale nel corso dell’ultima emozionante tornata ma la campana finale è suonata senza che nessuno dei due fantastici atleti avesse toccato il tappeto.

La vittoria di Taylor, sancita da un verdetto a maggioranza, è stata meritata. Pur nell’ambito di un match sostanzialmente equilibrato lo scozzese si è infatti distinto per il suo workrate incessante e la sua superiore aggressività. Come anticipato in sede di analisi la maggiore abitudine a soffrire dello scozzese, frutto delle precedenti esperienze, ha avuto un peso specifico non indifferente in questa sfida: mentre Taylor ha reagito con disinvoltura e serenità alle difficoltà incontrate in avvio nell’inquadrare lo sgusciante avversario, Prograis è sembrato disorientato e privo di risposte quando i suoi colpi migliori, per la prima volta in carriera, non si sono rivelati sufficienti a dissuadere il rivale dalla sua avanzata.

Ora per Josh Taylor è arrivato il momento di spiccare il volo verso la riunificazione totale delle cinture di categoria: il messicano Jose Ramirez, detentore dei titoli WBC e WBO, è stato prontamente sfidato durante l’intervista di rito. Un match riconosciuto da tutte e quattro le federazioni sarebbe senza dubbio un evento tanto storico quanto emozionante e non ci resta che augurarci possa avvenire nel prossimo futuro. Dal canto suo Prograis esce dalla serata londinese tutt’altro che ridimensionato avendo offerto una prova estremamente competitiva nonostante il tifo contrario. L’americano dunque merita indubbiamente che gli venga data la possibilità di rifarsi e siamo certi che ben presto tornerà a battersi per qualcosa di importante.

 

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