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Diaz più forte della ferita: Farmer sconfitto ai punti!

Al Meridian at Island Gardens di Miami ha brillato la luce di Joseph “Jo Jo” Diaz (31-1-0, 15 KO), capace di imporsi meritatamente ai punti sul quotato Tevin “American Idol” Farmer (30-5-1, 6 KO) strappandogli così il Titolo Mondiale IBF dei pesi superpiuma. Questi i cartellini, unanimi in favore di Diaz, annunciati al termine del match: 115 – 113, 115 – 113, 116 -112.

In sede di presentazione vi avevamo prospettato la concreta eventualità di un colpo di scena e i fatti ci hanno dato ragione: grinta, tenacia, cuore e anche tanta tecnica hanno condotto lo sfavorito dei bookmaker ad alzare i pugni al cielo, ma l’impresa non è stata affatto facile. A renderla ancor più complicata ci ha pensato una brutta ferita apertasi sulla palpebra sinistra di Diaz in seguito a uno scontro fortuito tra le teste degli atleti nel secondo round. Lo sfidante, apparso inizialmente disorientato, ha però stretto i denti superando il controllo del medico di riunione e ricominciando a battagliare con estremo coraggio fin dalla terza ripresa.

In altri paesi molto probabilmente l’incontro sarebbe stato fermato esaurendosi in un deludente pareggio tecnico, ma in USA “The show must go on”, e così il cutman dello sfidante ha dovuto fare i salti mortali per tamponare un taglio che sembrava davvero drammatico. Il lavoro dell’angolo è stato tuttavia eccellente e Diaz, pur essendo visibilmente penalizzato, non ha perso molto sangue ed è rimasto pienamente in partita.

Di fronte a lui c’era il solito Farmer, con le sue finte, le sue schivate, i suoi movimenti fulminei in arretramento e i suoi colpi rapidi e ficcanti. Tuttavia, un conto è fare il maestro della boxe elusiva contro avversari limitati e prevedibili, come quelli che American Idol si era trovato davanti nelle ultime uscite, un altro è farlo contro un fighter ricco di risorse come Diaz. Quest’ultimo infatti, nonostante l’handicap della ferita, ha iniziato poco a poco a farsi preferire per la continuità d’azione, l’aggressività e la consistenza dei suoi fendenti.

Se la prima metà del combattimento si è mantenuta sui binari dell’equilibrio in virtù del bilanciamento tra la mole di lavoro dello sfidante e la maggiore precisione del campione, dopo il giro di boa è stato “Jo Jo” a prendere il comando amplificando le fasi di corta distanza, alternando i colpi al volto con quelli alla figura e facendo rapidi passi indietro per mandare a vuoto le sporadiche repliche del rivale. Un’arma particolarmente utile per Diaz è stata il suo mezzo montante destro, che in più di un’occasione ha sorpreso Farmer mentre quest’ultimo si piegava verso sinistra per le sue caratteristiche schivate.

Entrati nei championship round i due pugili e i rispettivi angoli avevano stati d’animo molto diversi. Sul volto di Farmer e dei suoi secondi si leggeva la chiara preoccupazione legata al rischio sempre più concreto di perdere la cintura; sul versante di Diaz invece pugile e staff apparivano entusiasti e determinati all’ultimo sforzo. Dopo un’undicesima tornata confusionaria e stracolma di clinch, è stato proprio Diaz a farsi preferire nell’ultimo fatidico round, ponendo così il sigillo decisivo su una vittoria superlativa. Il trionfo di Jo Jo è stato probabilmente più netto di quanto dicano i risicatissimi margini di due giudici: chi vi scrive trova più aderente al vero il terzo cartellino, quello che ha sancito un vantaggio di quattro punti.

Doccia gelata dunque per un Tevin Farmer che prima di questo match aveva già fatto proclami roboanti sul proprio futuro dicendosi pronto ad affrontare Gary Russell Jr, ripulire la categoria e salire nei leggeri. L’istrionico pugile americano dovrà ridisegnare i suoi progetti e cercare di rimettersi in corsa per tornare campione. Le qualità per riuscirci non gli mancano, ma per battere pugili completi di livello mondiale dovrà necessariamente aggiungere qualcosa al suo bagaglio offensivo, apparso in questa circostanza troppo carente.

Notte indimenticabile invece quella di Joseph Diaz, capace di trasformare in realtà le tante promesse della vigilia. Come troppo spesso accade nel pugilato, una semplice sconfitta, peraltro maturata contro un vero fenomeno del ring, lo aveva fatto uscire dai radar di molti addetti ai lavori, quasi fosse un pugile di seconda fascia. Invece la boxe il neo-campione la sa fare molto bene, unendo alle sue doti di demolitore d’assalto una serie di trucchi e accorgimenti difensivi che lo rendono un atleta pluridimensionale.

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