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King Kong Carroll domina Quigg. È KOT. Torna a Vincere Hughie Fury

È stato Joe Gallagher a gettare la spugna al penultimo round per mettere fine alla disfatta di Scott Quigg. Jono Carroll ha dominato in lungo e in largo per tutti gli undici round. Torna a vincere anche Hughie Fury con un KO facile al round tre.

Designato Match clou della DAZN Matchroom boxing night, non delude le attese e scalda il pubblico della Machester Arena. David Diamante chiama l’irlandese sul ring che ipnotizza per entusiamo e freschezza già il ring entrance. Segue il padrone di casa Scott Quigg accompagnato dal trainer Joe Gallagher ed Anthony Crolla. Quigg ad appena trentuno anni ha già disputato quasi quaranta incontri ed è stato Campione del Mondo dei supergallo, difendendo il titolo dal 2013 al 2016 perdendolo contro lo sciacallo Frampton, ha tentato nel 2018 di spodestare Oscar Valdez dal trono dei pesi piuma. In quel match Valdez riportò una grave frattura alla mascella dopo un incontro durissimo, vinto meritatamente dal Messicano. Jonathon Beresford, Celtic Warrior King Kong, meglio conosciuto come Jono Carrol di Dublino si è già affacciato ad un Titolo Mondiale nello scorso anno contro Tevin Farmer. Farmer ha mantenuto il titolo IBF dei superpiuma con vittoria per decisione unanime, ma l’irlandese ha mostrato buone doti tecniche e gran carattere sul ring, mettendolo in difficoltà nel finale di match.

Carroll ha un sorriso contagioso e alla prima campana parte a velocità doppia. Quigg non riesce ad inquadrare l’irlandese e subisce ogni attacco per i primi tre minuti. Stesso copione nel round successivo. Carroll trova il tempo di colloquiare con il suo angolo e discutere addirittura con il signor Latham. Si muove con disinvoltura tra le corde e sfrutta la guardia opposta per girare intorno all’avversario. Il dominio del pugile irlandese si fa sempre più evidente, nei round a seguire. Scott Quigg coglie un unico colpo ad inizio di ogni ripresa. Il montante portato a corta distanza trova sempre il bersaglio. Deficit evidenziato anche nel match contro Farmer, ma l’attacco di Quigg si ferma quell’unico colpo isolato. Circa due minuti di ogni ripresa sono sotto il dominio di Carroll.

King Kong sceglie come e dove attaccare e Quigg non riesce a fare altro che subire ogni colpo. I colpi dritti bucano costantemente i guantoni dell’inglese, che finisce poi a passare sotto le sbracciate di Carroll. Joe Gallagher, preoccupato, prova a smuovere gli stimoli di Quigg minacciandolo di fermare il match. Il trentunenne di Bury, che non si avvicina minimamente a quello dello scontro con Valdez, sembra trattenuto e non trova la distanza per contrastare nemmeno le schivate di Carroll. È un assedio continuo quello di King King Carroll, mentre Gallagher minaccia ancora di fermare l’incontro. Nel round otto Quigg accende per la prima volta la battaglia, colpendo pesantemente Carroll al volto, ma la sfuriata dura poco più di mezza ripresa. Carroll esce dal momento di foga del suo avversario con colpi doppiati e buon movimento di gambe. Ribalta la situazione nel finale portando Quigg all’angolo e sfiora il Knock Down al suono della campana. Il signor Latham fatica a contenere l’estrosità del pugile irlandese che al gong resta al centro del ring sfidando Quigg ad entrare nel match.

A sei minuti dalla fine, dopo l’ennesima minaccia di Gallagher, Quigg è totalmente spento, chiede ancora un round, ma è solo il coraggio a tenerlo sulle gambe. Privo di guardia, retrocede verso le corde e ferma i colpi con il volto, è un sacco, è a mani basse e subisce colpi a raffica, Gallagher lancia l’asciugamano, Carroll alza i pugni al cielo. I tifosi sbandierano i colori irlandesi. Jono King Kong Carroll domina dal primo all’ultimo, tutti i round. finisce per KOT all’undicesimo round.

Dura poco meno di sette minuti  di combattimento il rientro sul ring, dopo circa otto mesi, di Hughie Fury. Pavel Sour, trentasettenne della Repubblica Ceca, crolla su un diretto al suono della campana del secondo round, ma riesce a tornare all’angolo con le sue gambe. Fury sfrutta subito il momento favorevole e ritorna all’attacco dal primo secondo del terzo round. Bastano pochi colpi per mandare al tappeto Sour. Un gancio destro scuote il massimo Ceco che si allontano barcollando, jab e destro lo stendono al tappeto.

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