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Charlo: “Porto a Brooklyn qualcosa che non vedono dai tempi di Tyson”

Jermall Charlo lo scorso giugno, per la sua sfida con Brandon Adams, è tornato a nella sua città natale, Houston, dopo sette anni. Una sfida quella conclusa e dominata ai punti portandosi a casa la difesa del titolo WBC dei pesi medi con successo.

Questo weekend tornerà invece, per la sua seconda difesa del titolo di categoria contro Dennis Hogan, sul ring di Brooklyn. Un quartiere che sta particolarmente a cuore al campione statunitense. “Adoro Brooklyn. Brooklyn è quasi la mia seconda casa. Ultimamente ho combattuto i miei incontri più grandi qui”, ha dichiarato Charlo durante la conferenza stampa pre-match di questi giorni.

L’incontro di sabato sarà il quarto al Barclays Center, da quando vinse per TKO contro l’argentino Jorge Heiland, in appena quattro round. Il loro incontro, valevole per il WBC ad interim dei pesi medi, ha segnato il suo debutto nella categoria, dopo essere stato campione IBF nei superwelter per due anni.

A quel match seguirono due difese, entrambe al Barclays Center di Brooklyn. La prima contro Hugo Centeno Jr, che si concluse dopo sole due riprese grazie ad un devastante KO, l’altra molto discussa, la vittoria ai punti per decisione unanime contro Matt Korobov dello scorso dicembre. Dopo di che, quando Canelo a giugno è stato elevato a “Franchise Champion” dalla WBC, anche il suo titolo “interim” è diventato un titolo da campione a tutti gli effetti. Dunque poi c’è stato Adams.

Per la difesa del titolo di sabato contro il neo peso medio Dennis Hogan Charlo, promette al pubblico grandi cose: “Qui ho avuto alcune serate con vittorie prima del limite esplosive! Ho fatto match che sono durati 12 round. È stato un viaggio.

Certo vengo da Houston, ma sto portando a Brooklyn qualcosa che non vedono da un po’, dai tempi di Mike Tyson. Qualcosa di veramente esplosivo ed eccitante per i pubblico. I fan dovrebbero rimanere sintonizzati. Premier Boxing Champions e Showtime hanno fatto un ottimo lavoro nel portare grandi combattimenti a Brooklyn. Sono solo felice di farne parte. Mi piace chiamarlo, Brooklyn texano”.

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