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Jaime Munguia: “Un titolo mondiale entro la fine di quest’anno o Gabriel Rosado”

La riunione andata in scena sabato al Don Haskins Center di El Paso ha visto il peso medio messicano Jaime Munguia difendere senza troppi patemi il suo titolo Intercontinentale WBO di categoria costringendo al ritiro il polacco Kamil Szeremeta dopo sei riprese a senso unico. Sconvolgente è stata invece la vittoria ottenuta poco prima dal veterano Gabriel Rosado che ha smentito tutti i pronostici mettendo KO in maniera brutale l’ex medaglia d’argento olimpica Bektemir Melikuziev in soli tre round. Ora i due pugili guardano al futuro con fiducia e legittime ambizioni di gloria e le loro strade potrebbero anche incrociarsi.

Pur avendo vinto tutti i round senza mai rischiare, Munguia si è detto sorpreso dalle doti di incassatore di Szeremeta, capace di resistere al suo bombardamento incessante senza farsi atterrare prima di alzare bandiera bianca dopo la conclusione del sesto round.

“Sono rimasto sorpreso dalla sua capacità di resistere ai colpi” ha detto il messicano. “Ha tutto il mio rispetto perché è riuscito ad assorbire una punizione pesante. Stavo davvero cercando di lavorare sul mio attacco in questa sfida e provare cose diverse. Poi ho iniziato a pressarlo e a cambiare la distanza alla quale combattevo. Spero di poter combattere per un titolo mondiale entro la fine di quest’anno. In caso contrario, mi piacerebbe affrontare Gabriel Rosado”.

Il 35enne di Philadelphia, chiamato in causa da Munguia, è professionista dal lontano 2006 e in 15 anni di carriera si è trovato di fronte un gran numero di pugili di alto livello tra cui vale la pena menzionare Gennadiy Golovkin, Peter Quillin, Jermell Charlo, David Lemieux e Daniel Jacobs, ma pur ben figurando e dando filo da torcere a tutti, non era ancora riuscito a mettere a segno una vittoria con la V maiuscola. Questa volta però le cose sono andate diversamente.

Il talentuoso Melikuziev ha sottovalutato la pericolosità di Rosado attaccandolo a spron battuto fin dal primo suono del gong ma ritrovandosi spesso scoperto dopo aver caricato i colpi. Il guerriero di Philadelphia ha dovuto stringere i denti, rialzarsi dopo un atterramento subito nel primo round e attendere il momento opportuno per lasciare il mondo sotto shock. L’occasione si è presentata nel corso della terza ripresa, quando l’ennessimo assalto scriteriato del suo inesperto rivale gli ha concesso la chance di esplodere un corto gancio destro rivelatosi decisivo.

“Sapevo che avrei dovuto mettercela tutta”, ha detto Rosado al termine del combattimento. “Ho più esperienza di lui, ma è molto forte e tira colpi pesanti. Stavo cercando di prendergli il tempo, ma mi ha beccato con un colpo al corpo. Non mi ha fatto cadere, ma mi sono dovuto inginocchiare per riprendermi. E poi ho vinto io”.

Questo KO, che sicuramente si candiderà al premio di KO of the year, rilancia dunque le ambizioni del vincitore, che ora cercherà di ottenere una nuova opportunità per avvicinarsi ai vertici mondiali. Partito dai superwelter, Rosado si è stabilito nella categoria dei supermedi dal dicembre del 2019, ma verosimilmente è ancora in grado di scendere a 160 libbre e in quest’ottica una sfida tra lui e Jaime Munguia potrebbe essere garanzia di spettacolo e spalancare a chi la spunterà le porte per una chance iridata.

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