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Frattura al naso e pioggia di fischi per Chavez Jr. Jacobs vince dopo 5 round per RTD

Il debutto nei supermedi di Daniel Jacobs si è macchiato di una pioggia di critiche e di insulti dal foltissimo pubblico presente alla Talking Stick Resort Arena di Phoenix. L’ex campione del mondo dei pesi medi ritorna alla vittoria dopo la sconfitta subita contro Saul Canelo Alvarez, battendo il figlio d’arte Julio Cesar Chavez Jr.

Il pugile messicano si arrende dopo appena cinque riprese. Al termine della suddetta riprese pare abbia subito un colpo che gli ha procurato una frattura al setto nasale, così l’arbitro Wes Melton sia stato costretto a fermare l’incontro. Decisione che scatena le ire dei dieci mila presenti che iniziano a scagliare oggetti contro il ring per manifestare il loro disappunto.

Protesta raccolta con amarezza da Daniel Jacobs che intervistato al termine del match ha dichiarato: “Non so perché non mi permettano di godermi la vittoria”.

Questo match è stato continuamente a rischio rinvio, visto che negli ultimi due mesi Chavez Jr ha avuto svariati problemi con i test anti-doping ordinati dalla Nevada State Athletic Commission (NSAC). Gli organizzatori sono stati costretti a spostare la sede da Las Vegas a Phoenix, visto che dopo aver eluso i test antidroga il pugile messicano ha ricevuto una sospensione temporanea della licenza dalla commissione del Nevada.

Ma questo non è stato l’unico problema generato dal messicano. Chavez Jr. a pochi giorni dal match ha dovuto rinegoziare il peso ad una settimana dal match visto che non avrebbe raggiunto il peso concordato. Il pugile messicano dopo aver pagato la faraonica penale di un milione di euro si è presentato giovedi al peso 172,7 libbre, contro le 167,9 del suo avversario.

Nonostante il giorno del match Chavez sembrasse un massimo leggero sul ring, questo non ha intimorito Jacobs che dopo il match ha ammesso: “Volevo solo abituarmi ai pugni. Era la prima volta che combattevo a questo peso. Questo è stato il pugile più grosso che abbia mai visto nella mia carriera. Volevo essere sicuro di poter reggere dei pugni del genere”.

Chavez Jr, presentatosi sul ring con i capelli biondo ossigenati con una incomprensibile chiazza blu, si aggiudica il primo round con un ottimo lavoro prima con il jab sinistro e poi con dei buoni ganci sinistri, mentre il pugile americano aspetta e prova a controllare il suo avversario lavorando per linee esterne.

Più mobile Chavez Jr anche durante la seconda ripresa, che prova a sorprendere il suo avversario con colpi singoli caricati. Jacobs gioca di rimessa, aspetta il suo avversario per provare delle combinazioni rapide e veloci per arrestare l’avanzata del suo avversario.

Jacobs prova ad accendersi nel terzo round, pur temendo la mole del suo avversario, inizia ad alzare il numero di colpi. Il jab sinistro del pugile americano inizia a diventare più frequente e apre spesso ad ottime combinazioni alla corta distanza, dove il suo avversario sembra essere solo uno spettatore. Il pugile messicano legnoso e macchinoso alla corta distanza, preferisce legare che tentare di scagliare dei colpi, affidando la sua azione offensiva solo ad un timido e poco frequente diretto sinistro e a un raro gancio sinistro.

La quarta riprese vede un Jacobs straordinario protagonista, che si toglie di dosso le preoccupazioni della stazza del suo avversario e boxa in maniera intelligente. Portando molte combinazioni, aumentando la frequenza del suo jab e utilizzando delle schivate notevoli.

Dopo due riprese da spettatore, il quinto round inizia con un Chavez Jr apparentemente rinvigorito che prima colpisce il suo avversario con un destro devastante, poi lo insegue per tutto il ring con colpi potenti al corpo e al viso. Tuttavia a metà della ripresa riemerge Jacobs concludendo la frazioni con colpi e bordate devastanti al volto del messicano, con il naso che inizia a perdere copiosamente sangue.

Al termine della ripresa, Chavez Jr, segnala ad angolo e arbitro che non è in grado di continuare perché il naso, che sembra rotto, non gli permette di respirare correttamente. Uno smacco per la sua discreta prestazione che come abbiamo visto sopra non viene digerito facilmente dal pubblico.

 

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