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Intervista esclusiva ad Alessio Sakara, il fighther con il cuore da pugile.

Eccoci con Alessio Sakara, non avrebbe bisogno di presentazioni. Ma per i meno esperti: è stato il primo italiano a competere per la UFC  (Ultimate Fighting Championship), organizzazione di arti marziali miste statunitense tra le più importanti a livello mondiale. Nel 2009 ha occupato il 14° posto del ranking mondiale ed è entrato nei top 10 dell’UFC, il primo europeo a militare più a lungo nel circuito, per otto anni dal 2005 al 2013.

Adesso Alessio combatte nella divisione dei pesi mediomassimi per la federazione, sempre statunitense, Bellator MMA (precedentemente nota come Bellator Fighting Championships), altrettanto prestigiosa, la più grande basata su tornei a eliminazione diretta e con il maggior numero di atleti nel ranking mondiale, di spettatori e telespettatori degli eventi.
Il 14 luglio la città di Roma sarà la prossima tappa dello spettacolare circuito mondiale di Bellator. Tappa suggestiva, che firma la nota ispirazione dell’organizzazione alla cultura dell’impero romano. Ad Alessio rivolgiamo qualche domanda per far conoscere meglio innanzitutto lo strepitoso evento, ma anche un po’ meglio la MMA ai nostri lettori.

Allora Alessio, Bellator arriva a Roma per la prima volta in assoluto. Partiamo innanzitutto spiegando meglio che cos’è, come si articola l’evento e che importanza ha per le arti marziali miste a livello internazionale?

Per gli sport da combattimento è un colosso. È l’evento più grande al mondo che riunisce nella stessa sera le stelle mondiali più brillanti di ring e gabbia, i migliori “guerrieri” (in latino Bellator significa appunto questo). Il circuito americano in Europa è sbarcato ufficialmente nel 2016 ed ha raggiunto con successo già due città italiane, Torino e Firenze. E per Roma sarà un evento che le permetterà di essere al centro del mondo sotto i riflettori, grazie alla distribuzione dello show in 168 paesi del mondo! L’evento, in programma al Foro Italico, prevede 14 incontri divisi in due atti: Bellator Kickboxing e Bellator MMA e sarà un’edizione di sicuro tra le più emozionanti. Durante la serata due i match clou, entrambi valevoli per due corone mondiali. Sul ring quello tra Petrosyan e Allazov, in gabbia quello tra Freire e Weichel.

Come sei riuscito a portarlo fino in Italia, a casa tua, nella tua Roma? Quanto vale una conquista del genere?

In verità non sono riuscito da solo. Il merito è di tutti. Grazie all’organizzazione Oktagon che ormai è dal ‘96 la promotrice degli eventi più grandi ed importanti in Italia, al mio nome ormai riconosciuto per via di tutti gli anni trascorsi a combattere in giro per il mondo e nei grandi circuiti, al mio staff che mi aiuta sempre in tutto quello che è il mio contorno, ma soprattutto grazie ai miei supporter che mi hanno sempre seguito ovunque. È anche merito loro se Bellator arriva a Roma, ansiosi di far veder quanti sono e di cosa sono capaci. Per loro e per me un traguardo senza eguali.

Che emozione si prova a dover essere il protagonista assoluto dell’evento e a sapere di combattere al fascinoso Foro Italico?

Non mi sento mai il protagonista assoluto perché nella serata ci sono sempre più incontri e molte volte proprio nei match preliminari ci sono i combattimenti più belli, io mi sento protagonista della mia vita e questo mi basta per dare sempre il massimo e cercare di emozionare il più possibile chi mi segue. Combattere al Foro Italico sarà un’emozione unica e non vedo l’ora che arrivi il 14 luglio.

Che tipo di match prevedi e come ti stai preparando?
Adrenalinico. Sarò opposto in gabbia all’Inglese, peso massimo-leggero, Jamie Sloane. Un fighter dallo stile di combattimento molto simile al mio, anche se però so di essere, rispetto a lui, più forte nel Jiu-jitsu ossia nella lotta a terra. Probabilmente rimarrò comunque in piedi perché amo fare a pugni…in fin dei conti il primo amore non si dimentica mai, e per me è stato la boxe. Infatti il mio avvicinamento agli sport da combattimento è avvenuto proprio con il pugilato, iniziato ad undici anni e con il quale ho disputato a tredici il mio primo incontro, vinto per tre volte consecutive il campionato regionale ed una volta quello italiano. Sono riuscito anche a disputare qualche incontro da professionista.  Poi però avendo avuto modo di guardare il primo torneo UFC, sono stato attratto e in seguito rapito da questo sport.

Ricollegandoci proprio a questo. Come detto la tua carriera é iniziata con il pugilato. Alcuni MMA fighter italiani invece, stanno facendo il processo inverso avvicinandosi alla boxe. Qual è il tuo pensiero riguardo appunto questi scambi tra i due sport?

Penso che per fare bene la MMA bisognerebbe partire dalla lotta olimpica (greco romana e libera) per poi formasi nelle altre discipline come la boxe e il Jiu-jitsu, questo perché in America i primi 10 Fighter di ogni categoria provengono dalla lotta olimpica che viene insegnata nelle scuole! Logico che spesso si perde la spettacolarità della tecnica di boxe, ma questo è lo sport allo stato attuale… Io comunque sono felice di aver iniziato con la boxe e sono orgoglioso di essere conosciuto da tutti nel mondo per il mio stile da pugile. Viceversa chi passa alla sola boxe, pur essendo un fortissimo fighter in gabbia, potrebbe risultare quindi tecnicamente sfavorito sul ring davanti ad un pugile puro a tutti gli effetti, vedi McGregor.

Ecco che adesso sorge naturale una domanda. Vediamo spuntare un Mayweather che entra in gabbia e prevede di ripartire di lì. La ritieni una mossa commerciale? O un serio segnale di interesse in crescendo verso la vostra disciplina, il suo ma anche quello della gente in genere?

Penso sia solo una trovata commerciale, non è concepibile che un pugile del livello di Mayweather possa entrare in gabbia per interesse dello sport di per sé, anche perché secondo me non potrebbe riuscire a vincere per il semplice fatto che, come dicevo, il nostro sport è molto più complicato per via delle molte discipline che bisogna conoscere. Solo marketing niente più. Per il resto l’attenzione verso il nostro sport è già cresciuta molto ed ha attirato davvero tanta gente. Non a caso un evento come Bellator viene distribuito in così tanti paesi del mondo!

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