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Interessante intervista a Dino Orso: la boxe italiana vuol finalmente crescere?

Abbiamo voluto riascoltare come già fatto in ottobre in concomitanza della sfida Cocco – De Carolis, il nostro amico e maestro Dino Orso per una nuova e piacevole chiacchierata con la Redazione di Boxe Mania. Chiacchierata che vogliamo far partire proprio parlando prima di questo titolo, forse finalmente giunto alla volta buona della sua disputa, per poi proseguire il discorso confrontandoci su quella che è la realtà del pugilato italiano e quella che potrebbe diventare, specialmente a livello professionistico, con qualche sforzo in più.

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Tecnico a due stelle AIBA e Maestro Benemerito, porta avanti la sua All Boxing Team da più di vent’anni ed ha sfornato numerosi campioni, chi meglio di lui può essere preparato ed avere suggerimenti utili a tal proposito?

Bene, iniziamo. Allora questo titolo italiano rinviato per ben quattro volte ha tenuto il mercato del titolo italiano dei supermedi bloccato per un anno. Sfidando la pazienza, l’umore e la grande volontà di un pugile di alto livello come Roberto e le tue. Finalmente adesso pare essere arrivato il momento: il 28 luglio Roberto Cocco e Giovanni De Carolis saliranno sul ring a Roma. Sarà la volta buona? Cosa ti aspetti?

Stretta di mano tra De Carolis e Cocco

De Carolis e Cocco presentano il loro titolo e si stringono la mano sul ring di Besana Brianza

Sì, questo titolo è stato rinviato e annullato per quattro volte consecutive nell’arco di un anno. Diverse sono state le motivazioni, o presunte tali, ma il risultato non è cambiato, cioè, Roberto ed io abbiamo speso ugualmente moltissime ore in palestra per farci trovare sempre pronti, anche senza poi aver avuto l’opportunità di esprimerci.  Queste situazioni purtroppo, si ripetono ormai da molti anni, coinvolgendo atleti ed allenatori un po’ a tutte le “latitudini” nazionali. Cosa mi aspetto adesso? Che il 28 luglio questo match si faccia e che la nuova direzione del settore Pro continui a lavorare bene, così come ha iniziato a fare da un paio d’anni a questa parte.

Ma come mai succedono queste cose in Italia? Sono episodi che contribuiscono ad abbassare il livello e la credibilità del pugilato italiano, quanto meno a livello organizzativo?  Pugili di valore sappiamo di averli, così come tanti elite che hanno inverdito il professionismo negli ultimi tempi, ma cosa non funziona come dovrebbe?

Sono circostanze figlie di una vecchia gestione “distratta” che ha delegato troppe volte, dando così spazio in molte occasioni ad un monopolio, modalità questa che ha comportato sì pregi ma anche difetti.  La LEGA PRO BOXE, dalla nascita fino alla sua “morte naturale” ha lavorato bene, è riuscita a fare moltissimo, ma il “male” era profondo ed in alcune occasioni, purtroppo, ha prevalso!

Invece cosa c’è di buono dal quale si può ripartire per spingere verso la crescita tutto il movimento pugilistico? E cosa di nuovo potrebbe essere utile per farlo?

A questa domanda, credo d’aver in parte già risposto. Credo che le nuove norme proposte ed approvate dal Consiglio Federale nelle ultime due stagioni, non potranno che giovare al futuro del professionismo italiano sottraendo occasioni a chi non lavora per il movimento e dando opportunità invece a chi le PRODUCE!

Stefano Abatangelo e Dino Orso

Consulto pre-match tre Stefano Abatangelo e Dino Orso

Completo aggiungendo che, la materia prima non manca ed è anche di ottima qualità, giovani pugili pro ed allenatori fanno bene la loro parte, le nuove normative in merito alle organizzazioni Pro, consentiranno al movimento, nel tempo, di arricchirsi di nuove figure che sapranno trattare con rispetto gli ATTORI PRINCIPALI e proporre al pubblico spettacoli di alto livello, affiancandosi così, a chi già ora opera in  questo modo.  Insomma, i prossimi anni lasceranno indietro i “furbi” cedendo il passo a chi “suda”!

Tu che prima ancora di aver praticato ed insegnato la boxe, sei stato, hai avuto ed hai campioni nella kickboxing, quindi al riguardo sai come funziona di là, pensi che il pugilato potrebbe avere un rapporto con gli altri sport da combattimento tale da accrescersi uno con l’altro?

Credo che il pugilato dovrebbe avere dei rapporti con gli sport da combattimento, siamo cugini, viviamo le stesse fatiche e pedaliamo nelle medesime salite! Gli sport da combattimento hanno imparato molto dalla boxe, l’emisfero del pugilato invece, a volte pecca di presunzione, pensando di non avere nulla da imparare da chi “calcia”. In passato il pugilato riempiva palazzetti e stadi, non c’era concorrenza con altri sport del ring o gabbia che fosse.

Ora, invece il sold out è proprio nelle mani degli sport da combattimento e delle MMA, i dirigenti di queste discipline hanno imparato molto bene dalla boxe ciò che c’era da imparare. Così d’ora in poi dovrebbero fare anche gli addetti ai lavori della Noble Art, cioè apprendere, da chi non ha mai goduto di contributi federali, come  proporre un prodotto, senza pensare che il pubblico sia un diritto! Senza un pubblico soddisfatto, e non solo dal punto di vista tecnico, la boxe rimarrà nelle cantine altrimenti!

Ma il futuro sta arrivando, il dialogo è sulla porta. Alcune  manifestazioni di alto profilo inizieranno a proporre i tre colori del “combattimento delle percussioni”, la boxe, gli sport da combattimento e le MMA, e chi saprà utilizzare bene questa modalità, non solo darà al pubblico uno spettacolo affascinante, ma contribuirà all’indispensabile dialogo e collaborazione dei tre settori, che non potrà che far crescere la notorietà degli stessi con tutto ciò che ne consegue.

Tocchiamo un altro tasto. Il professionismo femminile. Se già quello maschile zoppica quello per le donne si muove anche peggio? Avete in cantiere da qualche tempo l’idea di lanciare il torneo IPBC woman, come sta andando? Pensi che ce la farete?

Il pugilato Pro maschile non zoppica, zoppica chi ha il compito di proporlo, ma di questo si è già detto. La boxe femminile Pro sta nascendo ora, i numeri degli anni scorsi evidenziano quanto siano state coraggiose le pioniere Italiane di questa disciplina, AMMIREVOLI!

Ammirate ma poco supportate, la naturale evoluzione di un ragazzino che ambisce alla “seria A”, non trova ostacoli, se non nelle sue presunte capacità, per le ragazze, sappiamo tutti che è diverso, manca, o meglio, mancava lo sbocco nel professionismo, con il Torneo IPBC-Woman, sono convinto si darà inizio allo sviluppo del SETTORE PRO FEMMINILE! Certo, ci vorrà tempo, ma la direzione c’è!

Dino Orso con Loredana Piazza

Dino Orso con Loredana Piazza

Sentiti libero di chiudere questa intervista e salutare i lettori di Boxe Mania come meglio credi.

Sì. Chiudo dicendo che vi seguo quotidianamente. Boxe Mania ha saputo inserirsi delicatamente a suon di curiosità, approfondimenti e notizie super partes in un contesto dov’è difficile farlo, si percepisce la spinta della passione, complimenti! Un Saluto a due mani alla redazione e a tutti gli appassionati lettori!

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