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Inoue demolisce Dipaen e lo mette fuori combattimento in otto riprese

Nessuna difficoltà per il micidiale picchiatore giapponese Naoya “Monster” Inoue (22-0-0, 19 KO) che ha difeso con successo i suoi titoli mondiali WBA (Super) e IBF dei pesi gallo dall’assalto del modesto sfidante thailandese Aran Dipaen (12-3-0, 11 KO). Il fighter nipponico ha messo fuori combattimento il rivale dopo una demolizione a senso unico durata otto riprese mandando in visibilio i tifosi accorsi alla Kokugikan Arena di Tokyo.

Contrariamente alle sue abitudini, Inoue ha iniziato il match con molta tranquillità, senza imprimere ritmi vertiginosi in avvio. È improbabile che l’abbia fatto per timore reverenziale, dato che il poco conosciuto Dipaen, già sconfitto due volte e mai vittorioso su avversari di spessore internazionale, non rappresentava un ostacolo temibile, quantomeno sulla carta. Più verosimile è che il campione abbia voluto ricavare il più possibile da questa difesa volontaria dei titoli, cercando di replicare le movenze e le combinazioni preparate in palestra al fine di perfezionarle in vista di impegni più ardui.

Dopo aver vinto la prima ripresa con pochi colpi ben assestati, Inoue si è aggiudicato la seconda utilizzando quasi esclusivamente il jab sinistro, portato con differenti velocità e da varie angolazioni. Soltanto dalla terza ripresa in poi si è dunque vista la classica versione tambureggiante del giapponese, con micidiali combinazioni a due mani portate al corpo e al volto in scioltezza. Dipaen ha cercato disperatamente di resistere e di tanto in tanto di contrattaccare, ma i suoi tentativi offensivi erano sporadici e poco efficaci, al punto che il campione ha iniziato ben presto ad avanzare a mani basse, incurante dei possibili rischi.

La sensazione era che Inoue potesse chiudere i giochi in qualunque momento, ma che preferisse provare nuove soluzioni e testarsi con calma. Nel corso del sesto round ad esempio lo si è visto agire a tratti da incontrista, lasciando l’iniziativa all’avversario e cercando di castigarlo d’incontro non appena il thailandese azzardava un passo in avanti. La prova dello sfidante è diventata quasi fantozziana quando dopo aver messo a segno il suo colpo più bello Dipaen ha perso l’attimo favorevole per urlare qualcosa a Inoue venendo prontamente richiamato dall’arbitro. Un peccato di presunzione che il thailandese ha pagato con gli interessi trovandosi ben presto a incassare nuovi terribili fendenti e venendo sballottato da una parte all’altra del ring.

La sfida ormai impari ha avuto il suo epilogo nell’ottava ripresa, quando una bella combinazione di colpi di Inoue, conclusa con un gancio sinistro da manuale, ha letteralmente scaraventato al tappeto Dipaen generando il primo e unico conteggio della serata. L’arbitro Michiaki Someya ha inspiegabilmente deciso di far proseguire lo sfidante per qualche secondo nonostante il suo volto, sanguinante e disorientato, lasciasse chiaramente intendere l’inutilità di tale decisione. Un solo gancio sinistro in più è comunque bastato al direttore di gara per decretare l’inevitabile stop abbracciando un Dipaen traballante ed esausto.

Non è ben chiaro come abbia fatto l’atleta thailandese a guadagnarsi un posto sufficientemente alto in classifica per poter essere selezionato come sfidante volontario vista l’inconsistenza del suo record e la mediocrità delle sue ultime sfide. Purtroppo a risentirne è stato lo spettacolo poiché la pur bella boxe di Naoya Inoue, non incontrando resistenza alcuna, non ha lasciato a bocca aperta come in altre circostanze, quando a subire le sue accelerazioni brucianti erano avversari di serie A. Ora con ogni probabilità il giapponese cercherà di riunificare i titoli sfidando uno dei pugili filippini che posseggono le due cinture che gli mancano, il campione WBO John Riel Casimero e quello WBC Nonito Donaire.

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