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Inoue distrugge Dasmarinas in soli tre round!

I montanti al fegato del “Mostro” giapponese Naoya Inoue (21-0-0, 18 KO) si sono rivelati ingestibili per lo sfidante filippino Michael “Hot ‘N Spicy” Dasmarinas (30-3-1, 20 KO), messo KO in soli tre round nel main event della riunione organizzata al Virgin Hotels Las Vegas dalla Top Rank. Con questa vittoria lampo, Inoue è rimasto in possesso dei titoli WBA (Super) e IBF dei pesi gallo, categoria nella quale pare essere fortemente intenzionato a riunificare tutte le cinture iridate.

Tra gli spettatori che hanno assistito allo show dal vivo c’era anche il detentore del titolo WBC Nonito Doinare, che affronterà John Riel Casimero il 14 agosto e che in caso di trionfo spera poi di ottenere un rematch con Inoue dopo la straordinaria battaglia che li vide protagonisti nel novembre del 2019. Quanto visto in questa circostanza ad ogni modo deve averlo notevolmente impressionato, data la facilità con cui il campione WBA e IBF si è sbarazzato del suo sfidante.

Dasmarinas ha mostrato un considerevole timore reverenziale nei confronti del grande favorito della vigilia fin dal primo suono del gong, muovendosi vorticosamente in circolo e cercando di evitare ad ogni costo gli scambi ravvicinati durante i primi tre minuti di combattimento. Come prevedibile, è stato dunque Inoue ad appropriarsi del centro del ring e a gestire il ritmo, studiando con circospezione la difesa guardinga del rivale e aspettando il momento opportuno per perforarla con i suoi famigerati fendenti esplosivi.

Il momento in questione è arrivato molto presto: nel corso della seconda ripresa infatti, un montante sinistro nel picchiatore nipponico ha colpito di striscio il lato destro dell’addome di Dasmarinas, provocandogli una smorfia di sofferenza e costringendolo a inginocchiarsi pochi secondi dopo a causa dell’effetto ritardato dell’impatto. Lo sfidante è riuscito a rialzarsi in tempo e a concludere la frazione, ma il destino del match era ormai segnato. Consapevole di aver trovato la strada per un comodo successo, il “Mostro” ha continuato a bersagliare il fegato del suo avversario anche nel terzo round e ne ha colto i frutti imponendogli altri due pesanti atterramenti in rapida successione che hanno convinto l’arbitro Russell Mora a porre fine alle ostilità decretando il KO senza neppur eseguire il terzo conteggio.

Deludente dunque la performance di “Hot ‘N Spicy”, che pur essendo salito sul ring da outsider, veniva da una striscia di 13 match senza sconfitte e aveva impressionato nel recente passato per alcuni KO prodigiosi messi a segno. Al salire dell’asticella tuttavia, il filippino ha mostrato di non essere all’altezza di questi palcoscenici, per quanto sia opportuno sottolineare che anche pugili di comprovato valore internazionale come il portoricano Emmanuel Rodriguez abbiano fatto contro Inoue la stessa fine.

Il giapponese, con i due autentici cannoni che si ritrova al posto delle braccia e con la sua grande varietà di soluzioni offensive appare in questo momento fuori portata per chiunque. I nomi più appetibili tra i pesi gallo per essere messi di fronte alla stella del Sol Levante sono infatti quello del già citato Nonito Donaire e quello del veterano cubano Guillermo Rigondeaux che però hanno già rispettivamente 38 e 40 anni e difficilmente riuscirebbero a interrompere la cavalcata trionfale dell’attuale numero uno della categoria.

In chiusura, ci sia una concessa una piccola nota polemica: come accennato in precedenza, l’arbitro della sfida tra Inoue e Dasmarinas è stato l’americano Russell Mora, protagonista appena il mese scorso di una performance scadente e censurabile in occasione del mondiale dei pesi leggeri tra Devin Haney e Jorge Linares. Mora, che già in passato era stato protagonista di arbitraggi assai controversi, permise ad Haney di legare impunemente a getto continuo, agevolandolo nel suo momento di massima difficoltà; avrebbe quindi meritato di essere tenuto alla larga, almeno per un po’, dagli incontri di vertice. Invece, come troppo spesso accade, certi errori finiscono subito nel dimenticatoio, a danno dell’intero movimento e della sua credibilità.

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