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Il segreto di Manny Pacquiao: combattere ancora.

Quando ottieni tutto quello che potresti desiderare dalla tua carriera può succedere che qualcuno ti chieda “Come intendi concludere? Cosa desideri ancora?”.

Questa è la domanda che hanno fatto a Manny Pacquiao. Un uomo, un guerriero che in vent’anni di onorata carriera ha dato voce a un popolo e ha prestato il proprio volto allo sport che tenacemente cerca nuova linfa e nuovi rappresentanti ma che altrove proprio non riesce a trovarne.

Old but Gold si usa dire e a 40 anni Pacman fa ancora il bello e il cattivo tempo in termini di coinvolgimento delle masse. Ma come ha risposto Manny a quella fatidica domanda e alle molte altre postegli recentemente durante un’intervista per Fighthype.com?

“Essere ancora qui è la prova della mia devozione al pugilato. Questa una vera e grande passione. Certamente sono un senatore e devo concentrarmi su quello, ma voglio continuare a fare boxe ed a combattere perché ciò che amo più fare”.

“Ma forse questa passione ti ha reso cieco e non ti sei accorto che è ora di smettere. Non sei stato preso troppo a lungo nel giro?”, gli è stato anche chiesto.

“Ci ho pensato. Ma finché mi sentirò in grado andrò avanti”, quello che ha risposto.

Ed ancora “Come lo vedi il tuo finale di carriera? Se otterrai il match con Floyd dopo ti ritirerai?”

“No. Io ho un ultimo desiderio. Voglio che il mio match finale si faccia nel mio paese, nelle Filippine”.

“E chi vorresti che fosse il tuo avversario?”

“Non mi interessa”.

“Tu ti alleni duramente e poi ti riposi. Il giorno dopo semplicemente ricominci tutto da capo. Non hai mai sentito di aver chiesto troppo al tuo corpo?”

“Forse solo in 4 o 5 occasioni mi sono sentito stanco. Ho percepito, mentre combattevo, che il mio corpo non rispondeva a dovere, la mia mente rimaneva lucida, ma il troppo allenamento aveva rallentato la mia reattività”.

“Ti sei lamentato in passato di quando il tuo team ha cercato di farti rallentare un poco. Freddy ha detto che non salteresti mai una sessione di sparring anche se forse i tuoi compagni di allenamento lo farebbero. Pensi di avere quello che serve per tenere a bada le nuove generazioni che si fanno avanti per ottenere il tuo posto in cima?”

“Questo è il motivo per cui mi alleno tanto. Il mio compagno di allenamento ha 27 anni e continuo a fare quello che facevo prima. Stessa routine. Il riposo rimane la parte più importante”.

“Quando avevi 25 anni pensavi di continuare così a lungo?”

“No, non ci pensavo proprio. Ma non pensavo nemmeno che a 40 mi sarei sentito vecchio. Dipende da come ti gestisci. Se stai attento puoi combattere alla mia età. A 35 anni avevo raggiunto i miei obiettivi quindi da lì in poi ho preso tutto più alla leggera”.

Dalle sue parole traspare dunque l’immagine di un uomo realizzato. Un uomo che ha fatto quello che doveva per fare quello che voleva. Seguire il suo esempio è dura. I suoi ritmi alquanto proibitivi ma rimane pur sempre un essere umano. Magari al suo posto noi ci saremmo riposati. Magari mentre noi lo facciamo, lui è ancora lì in palestra o raccoglie veramente le forze per ricominciare il giorno dopo.

Perché come dice Manny “il riposo è la parte più importante” ma solo per poter combattere ancora e ancora…

 

 

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