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Il ritorno di Blandamura: a novembre sul ring e in cantiere un film.

Tre mesi fa il tentativo dell’assalto al titolo mondiale WBA dei pesi medi, nella spedizione di Yokohama di aprile, contro il campione in carica Ryota Murata non è andato a buon fine. Seppur con una prestazione coraggiosa e d’orgoglio per tutti gli italiani, il match si è chiuso ahinoi all’ottava ripresa con il decisivo destro del giapponese fatale per Sioux.

Con il ritorno in Italia, Emanuele Blandamura ha dovuto, com’è giusto che sia, metabolizzare. Si è preso il tempo di riflettere e di reinventarsi. Pronto ad una seconda vita con una cosa certa nella mente, tanti obiettivi sportivi ancora da porsi e soprattutto da raggiungere.

L’incontro in Giappone lo ha deluso personalmente per la consapevolezza di aver offerto tanti piccoli vantaggi a Murata. E con un’altra chance del genere certamente saprebbe impostare più adeguatamente vari dettagli per giocarsela meglio.

Il suo obiettivo quindi adesso è quello di fare di tutto per costruirsi una seconda opportunità, di lavorare e riguadagnare la fiducia dei propri promotori, ma anche in se stesso. Di tornare a combattere nuovamente per un titolo iridato. Continuare a lottare per dare un valore decisivo ad una scelta di vita fatta venti anni fa.

In questi tre mesi i suoi impegni si sono concentrati per lo più a girare l’Italia per presentare il suo libro “Che lotta è la vita”, l’autobiografia-simbolo di un uomo che ha cambiato la sua vita difficile grazie alla boxe. Ma non ha smesso di allenarsi. E da settembre tornerà a far sul serio.

Il 3 novembre infatti a Cerignola, lo vedremo rientrare  nel quadrato con un match da otto riprese, in una serata per lui speciale, il “Memorial Nonno Felice”. Un evento organizzato in onore del suo più grande fan: suo nonno, originario proprio del comune pugliese dal quale, fra l’altro, Emanuele ha ricevuto da poco la cittadinanza onoraria.

Una riunione organizzata dal maestro Gruosso con il contributo del Comune. Una riunione in cui vedrà alternarsi match dilettantistici e professionistici e che inaugurerà il nuovo PalaTatarella, già soldout.

Da qui Sioux riparte, con la stessa squadra, con un nuovo equilibrio e tanti altri progetti professionali importanti in cantiere grazie all’aiuto della sua manager Emanuela Conti, per costruirsi un futuro diverso.

Uno fra tutti il progetto di un docu-film sulla sua vita a cura del regista Riccardo Rabacchi. Le riprese sono già iniziate e lo seguiranno in questo ritorno a combattere, a rilanciarsi ed a sudare ancora per un mondiale.

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