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Holyfield: “Io e Mike siamo amici ormai, ma non posso fidarmi di lui sul ring!”

Continua a tener banco la potenziale “trilogia” tra i due ex campioni dei massimi e Evander Holyfield è tornato a parlare del vecchio rivale, Mike Tyson dopo settimane di crescente gossip mediatico riguardo un potenziale terzo atto fra di loro, nonostante i due abbiano ormai rispettivamente 57 e 53 anni.

“Iron Mike” e “The Real Deal” negli anni Novanta hanno dato vita a una delle rivalità più sentite nella storia dei pesi massimi. I due si sono affrontati due volte, nel 1996 e nel 1997, ed entrambe le volte ad alzare i pugni al cielo è stato Holyfield. Quest’ultimo ha trionfato per la prima volta imponendo ad Iron Mike un TKO all’undicesima ripresa, mentre la seconda vittoria è nota per l’insolito nonché triste epilogo che ha generato decenni di discussioni e titoli in prima pagina sui maggiori quotidiani sportivi al mondo: nel corso della terza ripresa, infatti, Tyson, travolto da una irrefrenabile rabbia, ha cominciato ad aggredire il rivale prendendolo a morsi, arrivando a staccargli il lobo dell’orecchio sinistro.

Ma nonostante questo, alcuni anni dopo, i due sono diventati amici, a tal punto da prendere parte a uno spot pubblicitario che aveva lo scopo di ironizzare su quell’evento diventato ormai a suo malgrado leggendario, con Tyson intento a bussare la porta del vicino Holyfield per restituirgli il lobo mancante e adesso a puntare a disputare un’esibizione insieme a scopo benefico.

“Quell’episodio accaduto sul ring non mi dà più fastidio. Mi è costato molto dolore ma sono contento che sia successo – ha dichiarato Holyfield in un’intervista recente – perché mi ha dato l’opportunità di parlare di cosa significhi il perdono. Se qualcuno fa irruzione in casa tua, tu non pensi ‘come potrei fare a irrompere nella sua?’ Le persone non sanno che Mike è molto più colto di quanto possano immaginare. Pensano che sia un pazzo, ma allo stato attuale è un uomo d’affari. Non sei più la stessa persona quando invecchi.

Abbiamo una mentalità diversa e non posso fidarmi di Mike quando si tratta di boxe. Perché? Perché io so boxare e non salirei mai sul ring se non fossi in forma. Vedete, noi faremo tre riprese, non dieci o quindici. Forse useremo il caschetto protettivo. La mia intenzione non è quella di mettere fuori combattimento qualcuno, ma abbiamo guantoni da 16 once e incassiamo buoni colpi anche in sparring. Io devo salvaguardarmi. Non ho problemi con i colpi alla testa, ma fareste meglio a credere che se me ne porterà io mirerò alla sua. Punterò a colpirlo in volto con il jab, ma a differenza di un match normale, se dovessi fargli male non mi butterei all’attacco alla ricerca del KO: farei invece un passo indietro. Per me questo è un modo per mandare un messaggio ai giovani“.

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