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Hatton: “Wilder deve tenere la bocca chiusa e lasciare che siano i suoi incontri a parlare”

L’ex campione del mondo dei superleggeri e dei welter, Ricky Hatton (45-3, 32KO), che al momento fa parte del team dell’attuale campione WBC dei pesi massimi, Tyson “Gipsy King” Fury (30-0-1, 21KO), ha risposto alle recenti accuse mosse da Deontay “The Bronze Bomber” Wilder (42-1-1, 41KO) proprio all’indirizzo del campione mondiale britannico.

Il mese scorso, infatti, l’ex campione WBC, in un video pubblicato attraverso il suo profilo Instagram, ha accusato Fury di aver nascosto nei guantoni un oggetto contundente che gli ha permesso di ottenere la vittoria e di conseguenza la cintura mondiale. Ma non solo, di averli persino manipolati nel primo incontro del 2018. Inoltre, Wilder ha avuto da ridire anche nei confronti del suo ex co-allenatore, Mark Breland, reo di aver lanciato la spugna frettolosamente e di avergli messo qualcosa nell’acqua.

Dopo il pari decretato al termine del primo confronto datato 1 dicembre 2018, i due si sono ritrovati lo scorso 22 febbraio, all’MGM Grand di Las Vegas, in un incontro terminato con una sorprendente vittoria del pugile britannico ottenuta per tko alla settima ripresa. Dopo diversi rinvii, Fury e il suo team hanno deciso di non portare a termine la trilogia adducendo come motivazione la scadenza dei termini previsti dal contratto.

Ricky Hatton, infastidito dalle polemiche, ha consigliato a The Bronze Bomber di tacere e di pensare alla sua carriera: “É assolutamente ridicolo. Manomettere i guantoni è impossibile. I funzionari negli spogliatoi firmano le bende, sentono i guanti, li toccano, ci mettono il nastro. In realtà è impossibile inserire degli oggetti al loro interno.

Sono un ex campione del mondo e, mi piace pensare, un campione del mondo rispettato; adesso sono anche un allenatore, e non dimenticatevi che c’è Freddie Roach al mio angolo, un uomo che ha avuto più campioni del mondo che pasti caldi. E Ben Davison, anche lui ha avuto diversi campioni del mondo. Quindi, stiamo parlando di tre persone rispettate e accusare noi di brogli è qualcosa di patetico, che fisicamente non può accadere, ed è stato scongolgente sentire queste frasi pronunciate da un collega professionista.

Penso di parlare anche a nome loro, lo vedo come in insulto. Se continuerà a tirar fuori queste insinuazioni, rovinerà la sua eredità [sportiva] e la sua carriera. É una follia. La sua tuta era troppo pesante, Mark Breland gli ha messo qualcosa nell’acqua, Tyson aveva degli oggetti nei guanti, ad essere onesti ho trovato queste frasi abbastanza divertenti. Da un professionista a un altro, credo che debba tenere la bocca chiusa e lasciare che siano i suoi incontri a parlare“.

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