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Pareggio spettacolare tra Terri Harper e Natasha Jonas!

La riunione andata in scena al Matchroom Fight Camp di Brentwood e trasmessa in diretta su DAZN non avrà avuto un sottoclou particolarmente entusiasmante, ma ci ha regalato un main event tinto di rosa di grande intensità. Le coraggiose pugili britanniche Terri Harper (10-0-1, 5 KO) e Natasha Jonas (9-1-1, 7 KO) si sono infatti rese protagoniste di una battaglia spettacolare, conclusasi con un pareggio che ha lasciato i titoli mondiali WBC e IBO dei superpiuma nella mani della Harper. Questi i cartellini finali dei giudici: 96 a 94 Harper, 96 a 95 Jonas e 95 a 95.

Il grande equilibrio che si è visto sul ring ha lasciato sorpresi molti addetti ai lavori dal momento che la vittoria di Terri Harper era considerata alla viglia un risultato quasi scontato. La 23enne dello Yorkshire aveva infatti fatto incetta di complimenti per le sue ultime prestazioni, veniva da un trionfo molto convincente contro l’esperta finlandese Eva Wahlstrom e si presentava all’appuntamento con un record immacolato. Al contrario la 36enne Natasha Jonas era considerata sul viale del tramonto, non soltanto per ragioni anagrafiche, ma anche e soprattutto per la nettissima sconfitta patita nel 2018 contro la mediocre Viviane Obenauf che l’aveva messa KO in quattro riprese atterrandola tre volte.

La mancina Jonas tuttavia ha lavorato sodo negli ultimi due anni per correggere quegli errori di impostazione che le erano costati la prima sconfitta da professionista e si è presentata sul ring della magnifica tenuta di proprietà di Eddie Hearn con la precisa volontà di sovvertire i pronostici e scalzare la rivale dal suo trono. La furiosa determinazione della sfidante si è vista subito in avvio, quando i suoi sinistri fulminei hanno iniziato a perforare la guardia di una Harper apparsa contratta e incerta in apertura di match, verosimilmente anch’essa sorpresa dalla partenza sprint della rivale.

Poco a poco la campionessa è riuscita a entrare nel match facendo valere la sua superiore forza fisica e imponendosi soprattutto nelle fasi di corpo a corpo nel corso delle quali riusciva a premere l’avversaria contro le corde e a mettere a segno pericolosi montanti ravvicinati. Meno fluido, nonostante il visibile vantaggio in termini di allungo, è stato il lavoro della Harper dalla lunga distanza, focalizzato sempre su colpi singoli e mai su combinazioni più elaborate. La fase centrale del combattimento è stata in ogni caso ben gestita dalla grande favorita della vigilia, capace in alcuni frangenti anche di scuotere la sfidante, pur non andando mai realmente vicina a siglare un atterramento.

Proprio nelle fasi di maggiore difficoltà tuttavia si sono visti i miglioramenti esponenziali che Natasha Jonas ha saputo conseguire dopo il brutto KO di cui era stata vittima. L’atleta di Liverpool infatti, quando colpita duramente, non arretrava in maniera disordinata come aveva fatto contro la Obenauf, ma al contrario chiudeva subito la distanza o usciva lateralmente dalle traiettorie dei colpi, impedendo alla sua possente avversaria di dare continuità alle azioni. Questi accorgimenti tattici le hanno permesso di attraversare incolume la tempesta e di dare vita nel finale a un forcing inaspettato rimettendo in discussione il verdetto.

Proprio quando la Harper sembrava avviata a prendersi la vittoria infatti, la Jonas ha tirato fuori il carattere disputando un’ottava e una nona ripresa travolgenti. I suoi ganci caricati hanno più volte messo in seria appresione la più giovane dirimpettaia e soltanto l’inevitabile stanchezza le ha impedito di capitalizzare il lavoro svolto nell’ultimo round, più confusionario ed equilibrato rispetto ai due precedenti. Il cartellino di chi vi scrive al momento della campana finale era di perfetta parità; il cospicuo numero di riprese in bilico ha reso arduo il lavoro dei giudici, ma la sensazione è che il risultato finale rispecchi il grande equilibrio visto tra le sedici corde e non faccia torto a nessuna delle due protagoniste.

Naturalmente non la pensa così Natasha Jonas, che in virtù del pari è tornata a casa a mani vuote nonostante la sua prestazione sia andata al di là delle aspettative degli esperti. A 36 da poco compiuti la caparbia mancina di Liverpool vede dunque allontanarsi i suoi sogni di gloria, ma potrebbe a buon titolo chiedere un rematch visto lo spettacolo offerto e il verdetto non risolutivo emesso dalla giuria. Un’ipotesi che verrebbe accolta con gioia dagli appassionati.

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