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Haney soffre nel finale ma conserva la cintura contro un lodevole Linares

Non è stato facile, ma alla fine Devin “The Dream” Haney (26-0-0, 15 KO) è riuscito a conservare la sua cintura WBC dei pesi leggeri imponendosi ai punti su un lodevole Jorge “El Nino de Oro” Linares (47-6-0, 29 KO) nel main event della riunione targata Matchroom Boxing andata in scena alla Michelob Ultra Arena di Las Vegas. Il 22enne americano, dopo aver accumulato un buon vantaggio sui cartellini, ha dovuto stringere i denti nel finale, superando momenti di sofferenza e guadagnandosi la vittoria per decisione unanime dei giudici con i seguenti cartellini: 116 a 112, 116 a 112 e 115 a 113.

Non era mai successo a Jorge Linares nel corso della sua lunga e decorata carriera, iniziata nel lontano 2002, di perdere il confronto di velocità nel corso dei primi round di un combattimento. Ebbene, stavolta è accaduto, e lui stesso è apparso incredulo nel venir regolarmente anticipato durante le prime tre riprese dal jab di Devin Haney, portato a getto continuo come lo stantuffo di un motore a scoppio. Il grande favorito della vigilia è apparso infatti subito in grande spolvero: colpiva, schivava e rientrava con la regolarità di un orologio svizzero e non dava al più esperto rivale l’opportunità di entrare nel match.

Linares tuttavia non è salito sul ring con l’intenzione di arraffare l’ultima borsa rilevante e salutare il suo pubblico e lo ha dimostrato già nel quarto round, non appena il suo avversario ha abbassato leggermente i ritmi permettendogli di farsi più incisivo. Il campione ha compreso quindi di non potersi permettere cali di concentrazione e di dover sudare per portare a casa la pagnotta. Sono seguite riprese più equilibrate in cui a fare la differenza era il ritmo superiore di Haney, che in alcuni frangenti ha cercato di metterla anche sul fisico accettando la cortissima distanza, mentre Linares dal canto suo metteva a segno i colpi più belli e appariscenti ma faticava a trovare continuità.

The Dream è salito in cattedra nel corso dell’ottavo round, iniziato con un bellissimo gancio sinistro e dominato con assoluta padronanza e disinvoltura venendo avanti, sfoderando un’ampia varietà di soluzioni offensive e schivando con maestria tutte le repliche dell’esperto sfidante. Dopo questo show tuttavia l’americano ha dato la sensazione di perdere parte del suo brio e del suo vigore atletico, mostrandosi sempre meno incisivo man mano che ci si avvicinava alle riprese finali. Un campione col curriculum e l’esperienza di Linares non poteva non accorgersene e così nel finale del decimo round una stupenda combinazione del venezuelano ha fatto barcollare per un attimo il campione, tornato all’angolo su gambe instabili.

La sfortuna del Nino de Oro è stata quella di aver trovato quel guizzo pochi secondi prima del suono della campana, senza avere quindi il tempo materiale per approfittarne. Nondimeno Haney ha evidenziato tutto il suo disagio nelle due riprese conclusive, affidandosi a una tattica ostruzionistica e a innumerevoli clinch per non correre ulteriori rischi. Linares ce l’ha messa tutta per capovolgere clamorosamente le sorti di un match che fino a pochi minuti prima sembrava ormai essergli sfuggito di mano e ha attaccato e pressato con grande generosità fino all’ultimo suono del gong ma il suo forcing, seppur lodevole, non è bastato a far saltare il banco. Ci ha messo del suo anche l’arbitro Russell Mora, severissimo nel redarguire ogni minima scorrettezza del venezuelano ma molto indulgente nei confronti degli abbracci prolungati del campione.

I cartellini hanno premiato giustamente The Dream, che agli occhi di chi vi scrive si è imposto con quattro punti di margine, permettendogli dunque di conservare titolo e imbattibilità e di guardare con fiducia ai prossimi obiettivi. Inevitabilmente il giornalista di DAZN che ha interloquito con il vincitore al termine del combattimento, oltre a chiedergli conto della sofferenza patita negli ultimi round, ha tirato in ballo il nome del campione unificato di categoria Teofimo Lopez che da diverso tempo sta sfidando pubblicamente Haney. Quest’ultimo ha minimizzato i problemi causati da Linares, sottolineando piuttosto la sua capacità di non andare al tappeto e recuperare prontamente il controllo della situazione, e si è detto poi apertissimo a un match stellare contro il “Takeover” di radici onduregne.

Merita qualche parola ulteriore la performance di Jorge Linares, pugile che in troppi davano per finito e per sicuro perdente prima di questo match e che nonostante l’inizio difficile, lo svantaggio accumulato e le 35 primavere ha messo in campo il suo orgoglio e la sua determinazione dando vita a un finale emozionante. Campione del mondo in tre categorie di peso e protagonista di numerosi incontri di gran livello tecnico, il venezuelano ha sempre rubato l’occhio degli spettatori quando è salito sul ring grazie a una boxe pulita, tecnica ed esteticamente appagante senza per questo smarrire concretezza e pericolosità offensiva. Stavolta i suoi sforzi non sono stati sufficienti per lasciare il mondo sotto shock, ma gli applausi del pubblico alla fine delle ostilità erano tutti per lui.

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One comment

  • anton

    haney ha rischiato seriamente di andare giu’ un paio di volte durante l’incontro, e comunque resto sempre della mia idea, bisogna smetterla una buona volta di nominare arbitri e giudici della nazionalita’ del campione che difende la propria cintura. Match in USA, arbitro e giudici americani, haney americano, cosi’ la boxe perde la credibilita’.

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